L’amore fraterno resti saldo
Ebrei 13,1-15
1 L’amore fraterno resti saldo. 2Non dimenticate l’ospitalità; alcuni, praticandola, senza saperlo hanno accolto degli angeli. 3Ricordatevi dei carcerati, come se foste loro compagni di carcere, e di quelli che sono maltrattati, perché anche voi avete un corpo. 4Il matrimonio sia rispettato da tutti e il letto nuziale sia senza macchia. I fornicatori e gli adùlteri saranno giudicati da Dio.
5La vostra condotta sia senza avarizia; accontentatevi di quello che avete, perché Dio stesso ha detto: Non ti lascerò e non ti abbandonerò. 6Così possiamo dire con fiducia:
Il Signore è il mio aiuto, non avrò paura.
Che cosa può farmi l’uomo?
7Ricordatevi dei vostri capi, i quali vi hanno annunciato la parola di Dio. Considerando attentamente l’esito finale della loro vita, imitatene la fede. 8Gesù Cristo è lo stesso ieri e oggi e per sempre! 9Non lasciatevi sviare da dottrine varie ed estranee, perché è bene che il cuore venga sostenuto dalla grazia e non da cibi che non hanno mai recato giovamento a coloro che ne fanno uso. 10Noi abbiamo un altare le cui offerte non possono essere mangiate da quelli che prestano servizio nel tempio. 11Infatti i corpi degli animali, il cui sangue viene portato nel santuario dal sommo sacerdote per l’espiazione, vengono bruciati fuori dell’accampamento. 12Perciò anche Gesù, per santificare il popolo con il proprio sangue, subì la passione fuori della porta della città. 13Usciamo dunque verso di lui fuori dell’accampamento, portando il suo disonore: 14non abbiamo quaggiù una città stabile, ma andiamo in cerca di quella futura. 15Per mezzo di lui dunque offriamo a Dio continuamente un sacrificio di lode, cioè il frutto di labbra che confessano il suo nome.
Proseguono le esortazioni. Richiamandosi ai “nostri padri” che hanno camminato nella fede e che ci stanno attorno (vedi capitolo 11) l’autore … prosegue, esprimendo la finalità di tutto il cammino: “(Per fede) l’amore fraterno resti saldo”. Come deve restare salda la fede/fedeltà, così deve restare saldo l’amore fraterno, cioè non deve mai venir meno, in qualsiasi situazione e con qualsiasi persona. L’amore è l’unica storia che non tramonta.
L’amore fraterno (in greco: filadelfìa) si coniuga e si esprime concretamente nella ospitalità: “Non dimenticate l’ospitalità”. Noi non lo percepiamo fisicamente, ma in realtà chi offre ospitalità accoglie degli angeli. [Forse, qui, abbiamo un riferimento storico concreto anche a cristiani evangelizzatori itineranti]
“Ricordatevi dei carcerati e di quelli che sono maltrattati”. Riflettete sul fatto che siete un “corpo solo”, e quindi … soffrite con loro. “Il matrimonio sia onorato in tutto”. Ai figli è chiesto di “onorare il padre e la madre”, ma anche gli sposi debbono onorarsi, e lo faranno se il loro letto sarà “incontaminato”. Attenzione, perché: “Dio giudica le persone sessualmente immorali e gli adulteri”. Invita poi a tenere una “condotta che non sia attaccata al denaro: soddisfatti (invece) di quello che avete”. Solo così si sperimenta concretamente che il tuo aiuto è il Signore (e non … il denaro).
“Ricordatevi delle vostre guide”. Chi sono? Sono “quelli che vi hanno annunciato la parola di Dio”. In un certo senso vero, con l’annuncio essi sono diventati dei “padri”. Ebbene, seguiteli … “imitando la loro fede/fedeltà”. Tuttavia … principio e fondamento della fede/fedeltà è Gesù Cristo: fedele lo è stato “ieri, oggi e in eterno”. In precedenza, avevamo sentito questa frase: “Gesù è guida e perfezionatore della fede” (12,2). Se Gesù Cristo è guida della fede, dobbiamo stare attenti a “non farsi trasportare da dottrine diverse ed estranee”. Dottrine che confluiscono in tradizioni umane, come … “religiose osservanze alimentari” che non giovano alla vita spirituale.
Non giovano a noi, perché … “noi abbiamo un altare dal quale non hanno potere di mangiare coloro che prestano servizio alla tenda” [Si intende il sacerdozio ebraico, che ha osservanze tutte sue. Il sacerdozio di Cristo non chiede più di essere legati a queste osservanze e a questo sistema.] Sistema o ordine tradizionale che prevedeva, quanto al rito di espiazione per il peccato, che il sangue degli animali venisse portato dal sommo sacerdote nel luogo santo, mentre i corpi degli animali venivano bruciati fuori dell’accampamento. L’autore fissa l’attenzione sul fatto che Gesù “per santificare il popolo mediante il proprio sangue, soffrì fuori della porta”. [Il Calvario, allora, era fuori dalla città] Così facendo, Gesù è “uscito” dall’ordine ebraico antico e ha realizzato o “compiuto” un nuovo ordine.
L’autore scrive: “Usciamo dunque verso di lui, fuori dell’accampamento, portando il suo obbrobrio … Per mezzo di lui [dunque] eleviamo a Dio continuamente un sacrificio di lode, cioè un frutto di labbra che confessano il suo nome”. Non più il sacrificio di corpi di animali, ma sacrificio di lode, cioè, ringraziamento (eucaristia) per la salvezza ottenuta.