Cercate la pace con tutti e la santificazione

Ebrei 12,12-17

12Perciò, rinfrancate le mani inerti e le ginocchia fiacche 13e camminate diritti con i vostri piedi, perché il piede che zoppica non abbia a storpiarsi, ma piuttosto a guarire.

14Cercate la pace con tutti e la santificazione, senza la quale nessuno vedrà mai il Signore; 15vigilate perché nessuno si privi della grazia di Dio. Non spunti né cresca in mezzo a voi alcuna radice velenosa, che provochi danni e molti ne siano contagiati. 16Non vi sia nessun fornicatore, o profanatore, come Esaù che, in cambio di una sola pietanza, vendette la sua primogenitura. 17E voi ben sapete che in seguito, quando volle ereditare la benedizione, fu respinto: non trovò, infatti, spazio per un cambiamento, sebbene glielo richiedesse con lacrime.

 

Quali conclusioni tirare dal discorso sulla “correzione” operata dal Signore? La correzione del Signore è in vista di un “raddrizzamento”. E, allora … “raddrizzate le mani inerti e le ginocchia vacillanti, preparate piste diritte per i vostri piedi, perché colui che zoppica non vada fuori strada, ma piuttosto guarisca”. Si tratta di una metafora: “mani” indicano l’agire, “piedi” il camminare. Agire (mani) e camminare bene (piedi) è via di guarigione e di salute. “Perseguite la pace con tutti e la santificazione, senza la quale nessuno vedrà il Signore”. Come si entra in “rapporto col Signore” o, che è lo stesso, come si diventa “santi”? Cercando e perseguendo “la pace con tutti”. Senza questo non vediamo (ora) e non vedremo (in cielo) il Signore. Bisogna fare in modo che nessuno sia privo di questo dono, “privo della grazia di Dio”.

Nell’esortazione che fa l’autore c’è anche il rovescio della medaglia. “Che nessuna radice amara, crescendo, provochi danno e a causa sua molti siano contagiati”. La “radice amara” è l’apostasia: volontario rifiuto del Signore e della comunità. L’apostasia è qui chiamata “fornicazione” o “profanazione”: abbandono di un rapporto, di una alleanza per aprirsi ad altro o ad altri (idoli). L’immagine plastica è quella di Esaù che “vendette la sua primogenitura, in cambio di una sola pietanza”. Da certi cambiamenti (vedi apostasia) è pressoché impossibile tornare indietro!