Io ve l’ho predetto

Ago 13, 2022 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Fate attenzione! Io ve l’ho predetto

Marco 13,14-23
14Quando vedrete l’abominio della devastazione  presente là dove non è lecito – chi legge, comprenda –, allora quelli che si trovano nella Giudea fuggano sui monti, 15chi si trova sulla terrazza non scenda e non entri a prendere qualcosa nella sua casa, 16e chi si trova nel campo non torni indietro a prendersi il mantello. 17In quei giorni guai alle donne incinte e a quelle che allattano!
18Pregate che ciò non accada d’inverno; 19perché quelli saranno giorni di tribolazione, quale non vi è mai stata dall’inizio della creazione, fatta da Dio, fino ad ora, e mai più vi sarà. 20E se il Signore non abbreviasse quei giorni, nessuno si salverebbe. Ma, grazie agli eletti che egli si è scelto, ha abbreviato quei giorni.
21Allora, se qualcuno vi dirà: “Ecco, il Cristo è qui; ecco, è là”, voi non credeteci; 22perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno segni e prodigi per ingannare, se possibile, gli eletti. 23Voi, però, fate attenzione! Io vi ho predetto tutto.

 

Il discorso di Gesù si fa più preciso e circostanziato.

Con l’espressione “quando vedrete l’abominio della devastazione  presente là dove non è lecito”, Gesù si riferisce (tanti la pensano così) alla profanazione e distruzione del tempio. Sarà la fine, parziale e non definitiva, di un tempo e di una “economia” legata al tempio. [i primi ascoltatori di queste parole erano i discepoli, che erano … ebrei]

La parola di Gesù si fa esortazione e guida col linguaggio della metafora. Provo a tradurre (con molti rischi) la metafora così. Voi giudei che avete creduto in me, voi miei discepoli “che vi trovate nella Giudea” o “che siete sulla terrazza” (questa è l’economia o via di salvezza legata al tempio) “fuggite sui monti … non tornate indietro a prendere qualcosa” (da quella che è la vostra casa o economia o via di salvezza rappresentata dal tempio). Voi giudei credenti in me, miei discepoli (qui chiamati donne incinte e allattanti) avrete da soffrire ancora di più di altri. Ma l’inverno e la tribolazione passeranno (saranno giorni brevi) grazie anche ai vostri nuovi fratelli discepoli di Gesù (qui chiamati eletti). Con essi, voi giungerete alla salvezza.

“Voi, fate attenzione! Io vi ho predetto tutto”. E’ invito forte a seguire la parola di Gesù, e non quella dei falsi Messia e Profeti. Quando le cose accadranno, riconoscerete che … valeva la pena o la grazia di seguire me e non altri.

Chi avrà perseverato fino alla fine

Ago 12, 2022 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato

Marco 13,1-13
1Mentre usciva dal tempio, uno dei suoi discepoli gli disse: «Maestro, guarda che pietre e che costruzioni!». 2Gesù gli rispose: «Vedi queste grandi costruzioni? Non sarà lasciata qui pietra su pietra che non venga distrutta».
3Mentre stava sul monte degli Ulivi, seduto di fronte al tempio, Pietro, Giacomo, Giovanni e Andrea lo interrogavano in disparte: 4«Di’ a noi: quando accadranno queste cose e quale sarà il segno quando tutte queste cose staranno per compiersi?».
5Gesù si mise a dire loro: «Badate che nessuno v’inganni! 6Molti verranno nel mio nome, dicendo: “Sono io”, e trarranno molti in inganno. 7E quando sentirete di guerre e di rumori di guerre, non allarmatevi; deve avvenire, ma non è ancora la fine. 8Si solleverà infatti nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno terremoti in diversi luoghi e vi saranno carestie: questo è l’inizio dei dolori.
9Ma voi badate a voi stessi! Vi consegneranno ai sinedri, sarete percossi nelle sinagoghe e comparirete davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro. 10Ma prima è necessario che il Vangelo sia proclamato a tutte le nazioni. 11E quando vi condurranno via per consegnarvi, non preoccupatevi prima di quello che direte, ma dite ciò che in quell’ora vi sarà dato: perché non siete voi a parlare, ma lo Spirito Santo. 12Il fratello farà morire il fratello, il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. 13Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato.

 

Si è chiusa l’ultima tappa nella narrazione di Marco, prima della narrazione della passione di Gesù. La svolta, anche topografica, è molto chiara. E’ scritto infatti: “Uscito Gesù dal tempio … “.

I discepoli invitano Gesù ad ammirare il tempio: “Maestro, guarda che pietre e che costruzioni!”. C’è compiaciuta fierezza, anche nazional/teologica, in questa affermazione. E Gesù dà una risposta di tipo profetico. E’ più un’ammonizione che una predizione di tempi. Dice: “Non sarà lasciata qui pietra su pietra che non venga distrutta.”

Parola forte e ambigua che esige una spiegazione. E’ quello che “in disparte” chiedono Pietro, Giacomo, Giovanni e Andrea, che con Gesù si sono portati sul monte degli Ulivi. Più precisamente chiedono “quando accadranno queste cose”, e “quale sarà il segno quando tutte queste cose staranno per compiersi.” Gesù “è seduto”, cioè … insegna.

Chiede con tono profetico esortativo una prima cosa: la vigilanza. “Badate che nessuno vi inganni”. E’ un inganno che parte dall’interno della comunità. Infatti: “Molti verranno nel mio nome, dicendo: “Sono io”, e trarranno molti in inganno.” Questi falsi Messia attireranno l’attenzione su loro stessi, prendendo il posto di Gesù che (dicono) ritorna … glorioso e giudice. Anche le guerre, i terremoti, le carestie … possono essere intese come “allarme” della venuta del Signore. No, dice Gesù: “questo è l’inizio dei dolori”. Un inizio che … inizia in ogni generazione!

“Piuttosto, badate a voi stessi”, perché verranno persecuzioni: rischiate di spaventarvi e chiudervi. E invece sarà il tempo dell’annuncio del Vangelo a tutte le nazioni. Un tempo non breve, un tempo che richiede quindi perseveranza e fiducia nella forza di Dio che è lo Spirito Santo.

Il senso del discorso di Gesù dove fa a finire? Dio vuole salvare il suo popolo, ma soltanto dopo la testimonianza, la sofferenza, la passione e la morte di chi è discepolo … proprio come sta avvenendo a Gesù.

Invece, i falsi messia (dentro la comunità) danno d’intendere (ingannano) che tutto ormai è risolto: Gesù risorto verrà vittorioso, glorioso e giudice. E … verrà subito! Tu, comunità – continuano – non devi fare niente, solo aspettare la sconfitta definitiva dei cattivi, la catastrofe per gli altri …

Fate attenzione! Io ve l’ho predetto

Ago 12, 2022 | Postato da Francesca Ospitali - Accompagnamento quotidiano

Marco 13,14-23
14Quando vedrete l’abominio della devastazione  presente là dove non è lecito – chi legge, comprenda –, allora quelli che si trovano nella Giudea fuggano sui monti, 15chi si trova sulla terrazza non scenda e non entri a prendere qualcosa nella sua casa, 16e chi si trova nel campo non torni indietro a prendersi il mantello. 17In quei giorni guai alle donne incinte e a quelle che allattano!
18Pregate che ciò non accada d’inverno; 19perché quelli saranno giorni di tribolazione, quale non vi è mai stata dall’inizio della creazione, fatta da Dio, fino ad ora, e mai più vi sarà. 20E se il Signore non abbreviasse quei giorni, nessuno si salverebbe. Ma, grazie agli eletti che egli si è scelto, ha abbreviato quei giorni.
21Allora, se qualcuno vi dirà: “Ecco, il Cristo è qui; ecco, è là”, voi non credeteci; 22perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno segni e prodigi per ingannare, se possibile, gli eletti. 23Voi, però, fate attenzione! Io vi ho predetto tutto.

Il discorso di Gesù si fa più preciso e circostanziato.

Con l’espressione “quando vedrete l’abominio della devastazione  presente là dove non è lecito”, Gesù si riferisce (tanti la pensano così) alla profanazione e distruzione del tempio. Sarà la fine, parziale e non definitiva, di un tempo e di un mondo legato a quel tempo. [Io penso che Gesù si rivolga al tempo e al mondo ebraico]

La parola di Gesù, dunque, non è più rivolta a Israele, ma ai suoi discepoli. A loro dice, fuori metafora. Voi giudei che avete creduto in me fuggite dalla Giudea, non … tornate indietro a prendere qualcosa da quella che è stata la vostra casa o a prendere il vostro mantello. Voi giudei appena nati in Cristo (donne incinte e allattanti) avrete da soffrire ancora di più di altri. L’inverno e la tribolazione passeranno, grazie anche ai vostri nuovi fratelli discepoli di Gesù, qui chiamati “eletti”. Con essi, voi giungerete alla salvezza.

A tutti, poi, Gesù dice: seguite la mia parola; ve la dico ora perché la possiate riconoscere quando le cose accadranno. La mia parola vi renderà attenti: non seguite le parole dei falsi Messia e Profeti.

Ha dato tutto quanto aveva per vivere

Ago 11, 2022 | Postato da Francesca Ospitali - Accompagnamento quotidiano

Marco 12,38-44
38Diceva loro nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, 39avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. 40Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».
41Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. 42Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo. 43Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. 44Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».

Gesù conclude il suo insegnamento dottrinale con le parole di ieri prese dalla Scrittura e rivolte agli scribi, anch’essi … insegnanti. Oggi chiude con un insegnamento, possiamo dire morale, di condotta. [le due cose debbono andare sempre assieme] “Guardatevi dagli scribi, da quelli che (dunque non tutti) amano passeggiare in lunghe vesti … “.

Tre sono i generi di peccato. a) sentirsi importanti e avere il primato in tutto col favore della gente; b) essere disonesti nei giudizi e avidi di possessi; c) la vita religiosa, la preghiera come esibizione. Certo, avranno tante (finte) lodi dalla gente, ma avranno anche “un giudizio più severo”.

Ecco invece un insegnamento di condotta che deve essere accolto e seguito. Anche nei confronti del tempio, o del suo tesoro, ci può essere esibizione: “i ricchi ne gettavano molte di monete”.

Una vedova povera getta “due monetine che fanno un soldo”. Niente rispetto ai ricchi.

Il commento di Gesù è illuminante: “questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere”.

Questa parola va di pari passo col comandamento che tutto riassume e contiene: Dio va amato con “tutto” il cuore e il prossimo “come te stesso”. Questa vedova povera “vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere”. Si vuole sottolineare un fatto di quantità (in greco panda) riguardo alle cose che abbiamo, e un fatto di interezza o pienezza (in greco olon) riguardo alla vita/vivere. Cioè, più una disposizione interiore, una dimensione di intensità e volontarietà che … di quantità o peso [anche qui le cose debbono andare assieme]

Questo accenno forte al tutto e alla interezza portano alla passione del Signore ormai vicina. Gesù ha dato tutto e interamente.

Gesù risponde bene. Gesù è Signore

Ago 10, 2022 | Postato da Francesca Ospitali - Accompagnamento quotidiano

Marco 12,28-37
28Allora si avvicinò a lui uno degli scribi che li aveva uditi discutere e, visto come aveva ben risposto a loro, gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». 29Gesù rispose: «Il primo è: Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore30amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza31Il secondo è questo: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Non c’è altro comandamento più grande di questi». 32Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui33amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici». 34Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.
35Insegnando nel tempio, Gesù diceva: «Come mai gli scribi dicono che il Cristo è figlio di Davide? 36Disse infatti Davide stesso, mosso dallo Spirito Santo:
Disse il Signore al mio Signore:
Siedi alla mia destra,
finché io ponga i tuoi nemici
sotto i tuoi piedi.
37Davide stesso lo chiama Signore: da dove risulta che è suo figlio?». E la folla numerosa lo ascoltava volentieri.

Uno scriba si avvicina a Gesù, non per metterlo alla prova, ma per avere una parola di vita. “Qual è il primo di tutti i comandamenti?”.  Lo scriba non chiede di conoscere una gerarchia all’interno dei comandamenti, un ordine di peso … Vuol sapere qual è il comandamento che tiene uniti tutti gli altri, senza di lui gli altri diventano formalità, devozione eccc.

Gesù sottolinea un atteggiamento fondamentale: ascoltare! Come dire: tu sai e tu fai solo se ti metti in ascolto, non della divinità, non della coscienza, non del buon senso ecc, ma di Dio. Anzi, del “nostro Dio” che … ti ha creato, amato, salvato e che ora ti parla e dice: Io sono l’unico Dio: Solo io ti ho creato, amato, salvato; solo io ti sto veramente parlando. Come puoi amare altri, se non me? Dio non ha pretese autoritarie, ma risposte riconoscenti di amore.

L’amare il prossimo non è un secondo comandamento che poi precede un terzo e così via … Ma, l’amore del prossimo è la verifica o il test che ti permette di dire che ami Dio.

Chi riconosce tutto questo, chiunque sia “non è lontano dal regno di Dio”. E’ bello che le prove, sebbene conducano i capi a uccidere Gesù, lascino questo dolce,  questa speranza: una parte di Israele riconosce che Gesù “risponde bene”.

“E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo”. Gesù dunque è riconosciuto “maestro”. Proprio per questo, vuole mostrare che gli scribi ritenuti maestri (lo scriba di cui sopra … ci sta arrivando!) debbono fare l’ultimo fondamentale passo: abbandonare le dispute, le prove, le cattiverie e riconoscere Gesù come inviato di Dio, anzi come Signore.
“La folla lo ascoltava volentieri”. E’ così anche per noi? O ci assomigliamo di più agli scribi? O siamo come quello scriba che è “vicino al regno di Dio”?

Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato

Ago 9, 2022 | Postato da Francesca Ospitali - Accompagnamento quotidiano

11Marco 13,1-13
1Mentre usciva dal tempio, uno dei suoi discepoli gli disse: «Maestro, guarda che pietre e che costruzioni!». 2Gesù gli rispose: «Vedi queste grandi costruzioni? Non sarà lasciata qui pietra su pietra che non venga distrutta».
3Mentre stava sul monte degli Ulivi, seduto di fronte al tempio, Pietro, Giacomo, Giovanni e Andrea lo interrogavano in disparte: 4«Di’ a noi: quando accadranno queste cose e quale sarà il segno quando tutte queste cose staranno per compiersi?».
5Gesù si mise a dire loro: «Badate che nessuno v’inganni! 6Molti verranno nel mio nome, dicendo: “Sono io”, e trarranno molti in inganno. 7E quando sentirete di guerre e di rumori di guerre, non allarmatevi; deve avvenire, ma non è ancora la fine. 8Si solleverà infatti nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno terremoti in diversi luoghi e vi saranno carestie: questo è l’inizio dei dolori.
9Ma voi badate a voi stessi! Vi consegneranno ai sinedri, sarete percossi nelle sinagoghe e comparirete davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro. 10Ma prima è necessario che il Vangelo sia proclamato a tutte le nazioni. 11E quando vi condurranno via per consegnarvi, non preoccupatevi prima di quello che direte, ma dite ciò che in quell’ora vi sarà dato: perché non siete voi a parlare, ma lo Spirito Santo. 12Il fratello farà morire il fratello, il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. 13Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato.

Si è chiusa l’ultima tappa nella narrazione di Marco, prima della narrazione della passione di Gesù. Svolta, anche topografica, molto chiara. E’ scritto: “Uscito Gesù dal tempio … “.

I discepoli invitano Gesù ad ammirare il tempio: “Maestro, guarda che pietre e che costruzioni!”. C’è compiaciuta fierezza, anche nazional/teologica, in questa affermazione. E Gesù dà una risposta di tipo profetico. E’ più un’ammonizione che una predizione di tempi: “Non sarà lasciata qui pietra su pietra che non venga distrutta.”

Parola forte e ambigua che esige una spiegazione. E’ quello che “in disparte” chiedono Pietro, Giacomo, Giovanni e Andrea, che con Gesù si sono portati sul monte degli Ulivi. Più precisamente chiedono “quando accadranno queste cose”, e “quale sarà il segno quando tutte queste cose staranno per compiersi.” Gesù “è seduto”, cioè insegna.

Gesù chiede con tono profetico esortativo una prima cosa: la vigilanza. “Badate che nessuno vi inganni”. E’ un inganno che parte dall’interno della comunità. Infatti: “Molti verranno nel mio nome, dicendo: “Sono io”, e trarranno molti in inganno.” Questi falsi Messia attireranno l’attenzione su loro stessi, prendendo il posto di Gesù che (dicono) ritorna … glorioso e giudice. Anche le guerre, i terremoti, le carestie … possono essere intese come “allarme” della venuta del Signore. No, dice Gesù: “questo è l’inizio dei dolori”. Un inizio che … inizia in ogni generazione!

“Piuttosto, badate a voi stessi”, perché verranno persecuzioni: rischiate di spaventarvi e chiudervi. E invece sarà il tempo dell’annuncio del Vangelo a tutte le nazioni. Un tempo non breve, un tempo che richiede quindi perseveranza e fiducia nella forza di Dio che è lo Spirito Santo.

Il senso del discorso di Gesù dove fa a finire? Dio vuole salvare il suo popolo, ma soltanto dopo la testimonianza, la sofferenza, la passione e la morte dei discepoli … proprio come sta avvenendo a Gesù.

Invece, i falsi messia (dentro la comunità) danno d’intendere (ingannano) che tutto ormai è risolto: Gesù risorto verrà vittorioso, glorioso e giudice. E … verrà subito! Tu, comunità non devi fare niente, solo aspettare la sconfitta definitiva dei cattivi, la catastrofe per gli altri …

Dicono che non c’è risurrezione

Ago 8, 2022 | Postato da Francesca Ospitali - Accompagnamento quotidiano

Marco 12,18-27
18Vennero da lui alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e lo interrogavano dicendo: 19«Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che, se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. 20C’erano sette fratelli: il primo prese moglie, morì e non lasciò discendenza. 21Allora la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza; e il terzo ugualmente, 22e nessuno dei sette lasciò discendenza. Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. 23Alla risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». 24Rispose loro Gesù: «Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? 25Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. 26Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe? 27Non è Dio dei morti, ma dei viventi! Voi siete in grave errore».

Altra prova, e quindi altro insegnamento.

Presso i Giudei ci sono tante posizioni diverse rispetto anche ad un tema fondamentale come è la risurrezione dei morti. “Alcuni sadducei (non tutti) dicono che non c’è risurrezione”.

Il caso che pongono è del tutto inventato, quindi provocatorio: una donna che sposa (legalmente e in successione!) sette mariti, quando i morti risorgeranno di chi sarà sposa? E’ chiaro che la risurrezione in questo caso … non sta in piedi, non c’è!

Per dire che quei sadducei hanno torto, Gesù argomenta con la Scrittura/Rivelazione: essa è l’unica autorità riconosciuta da tutti, e nello stesso tempo è potenza di Dio.

Punto primo, un po’ più banale … come banale è il caso proposto. Non saremo come siamo adesso che, per avere un futuro, dobbiamo generare. Saremo come “angeli nel cieli”, non più argilla o carne che invecchia e si decompone.

Secondo punto, più forte. I morti risorgono davvero? Sì, dice Gesù. Le persone che vengono al mondo, esistono perché sono chiamate da Dio. Forse Dio è il loro Dio solo finché … campano? Dopo non esistono più o vanno in braccio alla morte? E Dio che li ha amati, li ha chiamati, che li ha fatti vivere … dovrebbe piegare il capo alla morte sovrana? No, “Dio non è Dio dei morti, ma dei viventi”.

E l’autorità della Scrittura, dov’è? E dove si trova l’affermazione che risorgiamo? Si trova in un testo in cui Dio parla di se stesso, per così dire, si rivela. Dice così: “Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe?” (Esodo 3,6). Se Abramo è morto e tutto finito lì, io sono (adesso) – è Dio che parla – un Dio di un morto. No, io sono Dio di vivi: Abramo è vivo, non nel senso che campa ancora, ma è vivo perché io l’ho risuscitato togliendolo dalla morte. Abramo è con me!

Quando i sadducei, quando noi non crediamo alla risurrezione siamo in errore. Saremo anche brave persone, ma siamo fuori strada. E la nostra vita prende un senso diverso: o triste o gaudente!

Domenica 7 Agosto 2022 – XIX Tempo Ordinario – Anno C

Ago 7, 2022 | Postato da Francesca Ospitali - Accompagnamento quotidiano

Per accedere alla diretta streaming della S.MESSA delle 10.00 clicca qui

ANTIFONA DI INGRESSO:

Volgi lo sguardo, Signore, alla tua alleanza,
non dimenticare per sempre la vita dei tuoi poveri.
Alzati, o Dio, difendi la mia causa,
non dimenticare la supplica di chi ti invoca.
(Cf. Sal 73,20.19.22)

CANTO DI INGRESSO:

SVEGLIATI O SION
Rit. Svegliati, svegliati o Sion,
metti le vesti più belle.
Scuoti la polvere ed alzati,
Santa Gerusalemme!
Ecco ti tolgo di mano
il calice della vertigine.
La coppa della mia ira,
tu non berrai più. Rit.
Sciogli dal collo i legami
e leva al cielo i tuoi occhi.
Schiava figlia di Sion,
io ti libererò. Rit.
Come son belli sui monti
i piedi del messaggero.
Colui che annunzia la pace
è messaggero di bene.
Rit. (2 volte)
finale: Santa Gerusalemme!
Santa Gerusalemme!

PRIMA LETTURA: Dal Libro della Sapienza (Sap 18,6-9)

La notte [della liberazione] fu preannunciata ai nostri padri,
perché avessero coraggio,
sapendo bene a quali giuramenti avevano prestato fedeltà.
Il tuo popolo infatti era in attesa
della salvezza dei giusti, della rovina dei nemici.
Difatti come punisti gli avversari,
così glorificasti noi, chiamandoci a te.
I figli santi dei giusti offrivano sacrifici in segreto
e si imposero, concordi, questa legge divina:
di condividere allo stesso modo successi e pericoli,
intonando subito le sacre lodi dei padri.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE: Sal 32

Beato il popolo scelto dal Signore.

Esultate, o giusti, nel Signore;
per gli uomini retti è bella la lode.
Beata la nazione che ha il Signore come Dio,
il popolo che egli ha scelto come sua eredità.

Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame.

L’anima nostra attende il Signore:
egli è nostro aiuto e nostro scudo.
Su di noi sia il tuo amore, Signore,
come da te noi speriamo.

SECONDA LETTURA: Dalla Lettera agli Ebrei (Eb 11,1-2.8-19)

Fratelli, la fede è fondamento di ciò che si spera e prova di ciò che non si vede. Per questa fede i nostri antenati sono stati approvati da Dio.
Per fede, Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava.
Per fede, egli soggiornò nella terra promessa come in una regione straniera, abitando sotto le tende, come anche Isacco e Giacobbe, coeredi della medesima promessa. Egli aspettava infatti la città dalle salde fondamenta, il cui architetto e costruttore è Dio stesso.
Per fede, anche Sara, sebbene fuori dell’età, ricevette la possibilità di diventare madre, perché ritenne degno di fede colui che glielo aveva promesso. Per questo da un uomo solo, e inoltre già segnato dalla morte, nacque una discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia che si trova lungo la spiaggia del mare e non si può contare.
Nella fede morirono tutti costoro, senza aver ottenuto i beni promessi, ma li videro e li salutarono solo da lontano, dichiarando di essere stranieri e pellegrini sulla terra. Chi parla così, mostra di essere alla ricerca di una patria. Se avessero pensato a quella da cui erano usciti, avrebbero avuto la possibilità di ritornarvi; ora invece essi aspirano a una patria migliore, cioè a quella celeste. Per questo Dio non si vergogna di essere chiamato loro Dio. Ha preparato infatti per loro una città.
Per fede, Abramo, messo alla prova, offrì Isacco, e proprio lui, che aveva ricevuto le promesse, offrì il suo unigenito figlio, del quale era stato detto: «Mediante Isacco avrai una tua discendenza». Egli pensava infatti che Dio è capace di far risorgere anche dai morti: per questo lo riebbe anche come simbolo.

Parola di Dio

Alleluja, Alleluja, Alleluja

Vegliate e tenetevi pronti,
perché, nell’ora che non immaginate,
viene il Figlio dell’uomo.
Alleluja, Alleluja, Alleluja

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 12,32-48)

n quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno.
Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.
Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito.
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!
Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».
Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.
Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.
A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».

Parola del Signore

CANTO DI OFFERTORIO:

BENEDICI, O SIGNORE
Nebbia e freddo,
giorni lunghi e amari
mentre il seme muore.
Poi il prodigio
antico e sempre nuovo
del primo filo d’erba.
E nel vento dell’estate
ondeggiano le spighe;
avremo ancora pane.
Benedici, o Signore,
questa offerta che portiamo a Te.
Facci uno come il pane
che anche oggi hai dato a noi.
Nei filari,
dopo il lungo inverno
fremono le viti.
La rugiada avvolge nel silenzio
i primi tralci verdi.
Poi i colori dell’autunno
coi grappoli maturi;
avremo ancora vino.
Benedici, o Signore, …..

“PADRE NOSTRO che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male.”

CANTI DI COMUNIONE:

IL SIGNORE E’ VICINO
Il Signore è vicino,
il Signore è vicino,
il Signore è vicino,
il Signore è vicino.
Non angustiatevi per nulla,
ma in ogni necessità,
esponete a Dio le vostre richieste
con preghiere, suppliche
e ringraziamenti.
E la pace di Dio
che sorpassa ogni intelligenza
custodirà i vostri cuori
e i vostri pensieri in Gesù Cristo.
Tutto quello che è vero, nobile,
giusto, puro, amabile, onorato,
quello che è virtù e merita lode,
tutto questo sia oggetto
dei vostri pensieri.
E il Dio della pace sarà con voi,
e il Dio della pace sarà con voi,
e il Dio della pace sarà con voi,
e il Dio della pace sarà con voi.
Il Signore è vicino,
il Signore è vicino,
il Signore è vicino,
il Signore è vicino.

CANTO FINALE:
ALTO E GLORIOSO DIO
Alto e glorioso Dio
illumina il cuore mio,
dammi fede retta, speranza certa,
carità perfetta.
Dammi umiltà profonda,
dammi senno e conoscimento,
che io possa sempre seguire
con gioia i tuoi comandamenti.
Rapisca ti prego Signore,
l’ardente dolce forza del tuo amore
la mente mia da tutte le cose,
perché io muoia per amor tuo,
come tu moristi per amor dell’amor mio.
Alto e glorioso Dio
illumina il cuore mio,
dammi fede retta, speranza certa,
carità perfetta.
Dammi umiltà profonda,
dammi senno e conoscimento,
che io possa sempre seguire
con gioia i tuoi comandamenti.

Scarica il libretto dei canti. Ti sarà molto utile in questo periodo in cui non si possono usare i libretti cartacei!

Perché volete mettermi alla prova?

Ago 6, 2022 | Postato da Francesca Ospitali - Accompagnamento quotidiano

Marco 12,13-17
13Mandarono da lui alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fallo nel discorso. 14Vennero e gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?». 15Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo». 16Ed essi glielo portarono. Allora disse loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». 17Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio». E rimasero ammirati di lui.

Gesù insegna.

Insegna … provocato da un intervento di “alcuni farisei ed erodiani che vogliono cogliere in fallo Gesù” … appunto “nel suo insegnamento”.

La loro provocazione ha poco di teologico, e molto di strumentalità. Vogliono cioè avere motivo per accusare Gesù di fronte al potere romano. Stanno cercando il capo d’accusa! Chiedono: “È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?”.

La risposta di Gesù è tutta sul piano pratico. Che moneta usate voi? In quale sistema/mondo economico vivete? In quello dell’imperatore Cesare, dicono.

E allora siate onesti: rendete a Cesare il “servizio” (certo interessato e lucroso per lui!) che vi permette di vivere anche se umiliati religiosamente e come popolo … Rendete il servizio pagando il tributo. Pagare il tributo a Cesare non contraddice nel profondo la vostra fede.

Gesù prosegue (e questo loro non se l’aspettavano) dicendo: “e quello che è di Dio a Dio”.

Come a dire, la vostra fede come sta? Cosa vi chiede Dio in modo chiaro? Di cosa vi rimprovera? Non certo del tributo che dovete pagare, ma della vostra malizia: del fatto che mi volete”trovare in fallo” per farmi morire. Non state dando a Dio quello che è di Dio.

Voi siete “ipocriti” per il fatto che mi tentate, dicendo cose belle su di me (“Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno”). Siete ipocriti, e quindi non state dando a Dio quello che è di Dio. Egli è il Dio fedele e veritiero, e non … come voi!

“E rimasero ammirati di lui”. Non perché ha dato una risposta salomonica, ma perché ha richiamato alcuni farisei ed erodiani al fondo della questione. Con questa vostra ipocrisia, dice, cosa state dando a Dio? Potremmo dire che è una risposta di tipo profetico, che richiama la fedeltà a Dio nei propri comportamenti verso di lui e non … verso Cesare/imperatore.

Aveva detto quella parabola contro di loro

Ago 5, 2022 | Postato da Francesca Ospitali - Accompagnamento quotidiano

Marco 12,1-12
1Si mise a parlare loro con parabole: «Un uomo piantò una vigna, la circondò con una siepe, scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. 2Al momento opportuno mandò un servo dai contadini a ritirare da loro la sua parte del raccolto della vigna. 3Ma essi lo presero, lo bastonarono e lo mandarono via a mani vuote. 4Mandò loro di nuovo un altro servo: anche quello lo picchiarono sulla testa e lo insultarono. 5Ne mandò un altro, e questo lo uccisero; poi molti altri: alcuni li bastonarono, altri li uccisero. 6Ne aveva ancora uno, un figlio amato; lo inviò loro per ultimo, dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. 7Ma quei contadini dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e l’eredità sarà nostra!”. 8Lo presero, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna. 9Che cosa farà dunque il padrone della vigna? Verrà e farà morire i contadini e darà la vigna ad altri. 10Non avete letto questa Scrittura:
La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;
11questo è stato fatto dal Signore
ed è una meraviglia ai nostri occhi?».
12E cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla; avevano capito infatti che aveva detto quella parabola contro di loro. Lo lasciarono e se ne andarono.

 

Là dove non trova la fede e la sincerità, Gesù continua a … insegnare, ma col genere classico della parabola.

La parabola in genere vuole dire una cosa sola: chiara perché chi ascolta “ha orecchi per intendere”, chiara perché Gesù la spiega in disparte ai suoi.

In questo caso i capi capiscono bene la parabola. Essa parla della “vigna”, cioè di un popolo. Parla di “contadini” ai quali è affidata la vigna, cioè re e capi e sacerdoti. Parla di un “chiedere conto” della vigna ai “contadini, cioè il giudizio.

In passato i capi hanno trattato male i messaggeri di Dio. Ora “questi capi” che oggi lo interrogano fanno di peggio: lo vogliono uccidere e prendere loro la vigna, cioè il popolo.

Mi ucciderete, dice Gesù, ma in questo modo realizzerete il disegno di Dio, che è quello di “fare una casa” con un “nuovo fondamento”. Quel fondamento, quella pietra sono io, Gesù, che voi ora scartate/uccidete.

La meraviglia fatta dal Signore Dio è la risurrezione di Gesù che apre alla nuova comunità/chiesa.