Ha distribuito doni agli uomini

Lug 28, 2021 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Efesini 4,7-16

A ciascuno di noi, tuttavia, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. 8Per questo è detto:
Asceso in alto, ha portato con sé prigionieri,
ha distribuito doni agli uomini.
9Ma cosa significa che ascese, se non che prima era disceso quaggiù sulla terra? 10Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per essere pienezza di tutte le cose.
11Ed egli ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere profeti, ad altri ancora di essere evangelisti, ad altri di essere pastori e maestri, 12per preparare i fratelli a compiere il ministero, allo scopo di edificare il corpo di Cristo, 13finché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, fino all’uomo perfetto, fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo. 14Così non saremo più fanciulli in balìa delle onde, trasportati qua e là da qualsiasi vento di dottrina, ingannati dagli uomini con quella astuzia che trascina all’errore. 15Al contrario, agendo secondo verità nella carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa tendendo a lui, che è il capo, Cristo. 16Da lui tutto il corpo, ben compaginato e connesso, con la collaborazione di ogni giuntura, secondo l’energia propria di ogni membro, cresce in modo da edificare se stesso nella carità.

 

Paolo aveva detto con insistenza che siamo “un solo corpo e un solo spirito”, e che Dio agisce “per mezzo di tutti”.

Ora aggiunge: “a ciascuno è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo”. Cioè, a ciascuno  è stata fatta una grazia/dono che fa risplendere nel proprio vivere Cristo stesso. Non “tutto” Cristo o “la sua pienezza”, ma “la misura” da lui stesso stabilita e donata.

Cristo è “capace di doni” perché lui ha compiuto in pienezza un cammino di discesa-ascesa (incarnazione: passione, morte, risurrezione). In lui, dunque, c’è pienezza/compimento di vita/salvezza. Da questa pienezza/compimento provengono tutti i diversi doni. Con essi, giorno dopo giorno, si costruisce e cresce il corpo, la comunità ….

Importante per noi è cogliere la dimensione del servizio che è dato a ciascun battezzato. La costruzione/edificazione del corpo che è la chiesa è servizio riservato a tutti, sicché tutti “edificano il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, fino all’uomo perfetto, fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo”.

Elaborata esortazione per dire una cosa semplice, non sempre affermata e accolta. Nella chiesa non ci sono due classi: servitori e serviti, ministri e ministrati. Tutti i fratelli sono ministri e, a titoli diversi (“secondo la misura del dono di Cristo”) tutti camminano per raggiunger “l’uomo perfetto”, “la pienezza di Cristo”. Siamo dunque tutti … in cantiere!

Il ministero o lavoro di ognuno, poi, consiste certo in questo o quest’altro servizio, ma fondamentalmente “nell’agire secondo verità nell’amore”, per “crescere in modo da edificarsi nell’amore”. L’edificio  (chiesa, parrocchia … ) non è tanto (e lo si vede bene!) una struttura ben funzionante, ma è un corpo o organismo animato dall’amore. Ciò che fa crescere è sempre e solo l’amore.

Comportatevi in maniera degna della chiamata

Lug 27, 2021 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Efesini 4,1-6

Io dunque, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, 2con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell’amore, 3avendo a cuore di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace. 4Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; 5un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. 6Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti.

 

Paolo è “prigioniero del Signore”

In due sensi: è prigioniero a causa del Signore, cioè del fatto che testimonia il Signore, ed è prigioniero del Signore, cioè è stato fatto prigioniero dal Signore, gli appartiene.

Ecco la sua esortazione. La chiamata del Signore (l’essere cristiani) comporta una risposta adeguata/degna. Lo stile/comportamento deve diventare questo: pensarsi (ed essere!) piccoli /umili, miti/oppressi, misericordiosi/pazienti. Soprattutto “sopportarsi a vicenda nell’amore”. La sopportazione deve essere intesa così: su-portare, alzare, sollevare, aiutare … con amore e per amore gli altri.

Solo così la comunità esperimenterà unità e pace. Solo così esperimenterà di essere “un solo corpo e un solo spirito”. Solo così mostrerà di avere “una sola speranza … un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo, un solo Dio e Padre di tutti”.

C’è e ci vuole dunque un comportamento corrispondente/degno al dono e alla realtà ricevuta, comportamento che si riassume nell’amarsi davvero.

E’ questo che Paolo chiede per la comunità, è questo che “il prigioniero del Signore” esorta a fare.

Conoscere l’amore di Cristo

Lug 26, 2021 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Efesini 3,14-21

Per questo io piego le ginocchia davanti al Padre, 15dal quale ha origine ogni discendenza in cielo e sulla terra, 16perché vi conceda, secondo la ricchezza della sua gloria, di essere potentemente rafforzati nell’uomo interiore mediante il suo Spirito. 17Che il Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, e così, radicati e fondati nella carità, 18siate in grado di comprendere con tutti i santi quale sia l’ampiezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità, 19e di conoscere l’amore di Cristo che supera ogni conoscenza, perché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio.
20A colui che in tutto ha potere di fare
molto più di quanto possiamo domandare o pensare,
secondo la potenza che opera in noi,
21a lui la gloria nella Chiesa e in Cristo Gesù
per tutte le generazioni, nei secoli dei secoli! Amen.

 

Il modo di parlare e procedere dell’apostolo è sempre molto  “argomentato”. Incontriamo infatti tante volte le dunque, allora, per questo. Oggi dice … “per questo”.

Paolo ha rivelato l’agire di Dio nel mondo, agire che egli ha chiamato “mistero” o “economia”. Oggi eleva a Dio una preghiera: che il mistero si sveli e operi e si compia nella vita della chiesa.

Si esprime così: “Che il Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, e così, radicati e fondati nella carità, siate in grado di comprendere con tutti i santi quale sia l’ampiezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità, e di conoscere l’amore di Cristo che supera ogni conoscenza, perché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio.”

Dunque. a) Per mezzo della fede Cristo prende dimora nei nostri progetti (cuori). b) ma è l’amore che genera (radice) e dà sicurezza (fondamento) alla crescita della chiesa (uomo interiore). c) e così “conoscere l’amore di Cristo”, fare esperienza cioè che Cristo vi ama in modo superlativo (ampiezza, lunghezza, altezza, profondità).

A Colui che fa questo e può fare ancora di più secondo la potenza che opera in noi (Spirito) “a lui la gloria nella Chiesa e in Cristo Gesù per tutte le generazioni, nei secoli dei secoli! Amen.”

Preghiera che combina … lode a Dio e impegno!

Domenica 25 Luglio 2021 – XVII Tempo Ordinario – Anno B

Lug 25, 2021 | Postato da Francesca Ospitali - Accompagnamento quotidiano

Per accedere alla diretta streaming della messa delle 10.30 clicca qui

ANTIFONA

Dio sta nella sua santa dimora:
a chi è solo fa abitare una casa;
dà forza e vigore al suo popolo. (Cf. Sal 67,6.7.36)

CANTO DI INGRESSO

QUALE GIOIA

Rit.Quale gioia, mi dissero,
andremo alla casa del Signore,
Ora i piedi oh Gerusalemme
si fermano davanti a te.
Ora Gerusalemme
è ricostruita
come città salda,
forte e unita.
Rit.
Salgono insieme
le tribù di Jahvè
per lodare il nome
del Signore d’Israele.
Rit.

Prima Lettura: Dal Secondo Libro dei Re (2Re 4,42-44)

In quei giorni, da Baal Salisà venne un uomo, che portò pane di primizie all’uomo di Dio: venti pani d’orzo e grano novello che aveva nella bisaccia.
Eliseo disse: «Dallo da mangiare alla gente». Ma il suo servitore disse: «Come posso mettere questo davanti a cento persone?». Egli replicò: «Dallo da mangiare alla gente. Poiché così dice il Signore: “Ne mangeranno e ne faranno avanzare”».
Lo pose davanti a quelli, che mangiarono e ne fecero avanzare, secondo la parola del Signore.
Parola di Dio
Salmo Responsoriale: Sal 144

Apri la tua mano, Signore, e sazia ogni vivente.

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza.

Gli occhi di tutti a te sono rivolti in attesa
e tu dai loro il cibo a tempo opportuno.
Tu apri la tua mano
e sazi il desiderio di ogni vivente.

Giusto è il Signore in tutte le sue vie
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore è vicino a chiunque lo invoca,
a quanti lo invocano con sincerità.

Seconda lettura: Dalla lettera di San Paolo Apostolo agli Efesini (Ef 4,1-6)
Fratelli, io, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell’amore, avendo a cuore di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace.
Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti.
Parola di Dio

Alleluja, Alleluja, Alleluja!
Un grande profeta è sorto tra noi,
e Dio ha visitato il suo popolo.
Alleluja, Alleluja,  Alleluja!

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 6,1-15)

In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.
Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo».
Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.
Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano.
E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.
Parola del Signore

CANTO D’ OFFERTORIO: 
BENEDICI IL SIGNORE ANIMA MIA
Rit. Benedici il Signore, anima mia,
quant’è in me benedica il suo nome;
non dimenticherò tutti i suoi benefici:
benedici il Signore, anima mia.
Lui perdona tutte le tue colpe
e ti salva dalla morte;
ti corona di grazia e ti sazia di beni
nella tua giovinezza. Rit.

Il Signore agisce con giustizia,
con amore verso i poveri.
Rivelò a Mosè le sue vie, ad Israele
le sue grandi opere. Rit.

Il Signore è buono e pietoso,
lento all’ira e grande nell’amor.
Non conserva in eterno il suo sdegno
e la sua ira verso i nostri peccati. Rit.

PADRE NOSTRO che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome,  venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra.  Dacci oggi il nostro pane quotidiano,  e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,  e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male.”

CANTI DI COMUNIONE:

PANE DI VITA NUOVA
Pane di vita nuova
vero cibo dato agli uomini,
nutrimento che sostiene il mondo
dono splendido di grazia.
Tu sei sublime frutto
di quell’albero di vita
che Adamo non poté toccare:
ora è in Cristo a noi donato.
Rit. Pane della vita
sangue di salvezza,
vero corpo, vera bevanda
cibo di grazia per il mondo.
Vino che ci da gioia,
che riscalda il nostro cuore,
sei per noi il prezioso frutto
della vigna del Signore.
Dalla vite ai tralci
scorre la vitale linfa
che ci dona la vita divina,
scorre il sangue dell’amore. Rit.
Al banchetto ci inviti
che per noi hai preparato,
doni all’uomo la tua Sapienza,
doni il Verbo della vita.
Segno d’amore eterno
pegno di sublimi nozze,
comunione nell’unico Corpo
che in Cristo noi formiamo. Rit.

Fin: AMEN

PANE DEL CIELO
Rit. Pane del cielo,
sei Tu, Gesù,
via d’amore:
Tu ci fai come Te (2 volte)
No, non è rimasta fredda la terra:
Tu sei rimasto con noi
per nutrirci di Te,
Pane di vita,
ed infiammare col tuo amore
tutta l’umanità.
Rit.
Sì, il Cielo è qui su questa terra:
Tu sei rimasto con noi,
ma ci porti con Te,
nella tua casa,
dove vivremo insieme a Te
tutta l’eternità.
Rit.
No, la morte non può farci paura:
Tu sei rimasto con noi.
E chi vive di Te
vive per sempre.
Sei Dio con noi, sei Dio per noi,
Dio in mezzo a noi.
Rit. … (2 volte)
CANTO FINALE: DIO HA FATTO MERAVIGLIE PER NOI
Rit. Alleluia, alleluia!
Alleluia, alleluia!
Dio ha visitato il suo popolo,
ha fatto meraviglie per noi.
Alleluia!
Gli occhi dei ciechi vedono la luce,
gli orecchi sordi odono la voce:
Dio ha fatto meraviglie per noi,
Dio ha fatto meraviglie per noi. Rit.
I cuori spenti vibrano d’amore,
i volti tristi splendono di gioia:
Dio ha fatto meraviglie per noi,
Dio ha fatto meraviglie per noi. Rit.
Le bocche mute cantano in coro
e mani stanche ritmano la lode:
Dio ha fatto meraviglie per noi,
Dio ha fatto meraviglie per noi. Rit.
Il lieto annuncio ai poveri è portato,
la vera pace ai popoli è donata:
Dio ha fatto meraviglie per noi,
Dio ha fatto meraviglie per noi. Rit.

Scarica il libretto dei canti. Ti sarà molto utile in questo periodo in cui non si possono usare i libretti cartacei!

Far conoscere il mistero

Lug 24, 2021 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Efesini 3,1-13
Per questo io, Paolo, il prigioniero di Cristo per voi pagani… 2penso che abbiate sentito parlare del ministero della grazia di Dio, a me affidato a vostro favore: 3per rivelazione mi è stato fatto conoscere il mistero, di cui vi ho già scritto brevemente. 4Leggendo ciò che ho scritto, potete rendervi conto della comprensione che io ho del mistero di Cristo. 5Esso non è stato manifestato agli uomini delle precedenti generazioni come ora è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito: 6che le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo, 7del quale io sono divenuto ministro secondo il dono della grazia di Dio, che mi è stata concessa secondo l’efficacia della sua potenza. 8A me, che sono l’ultimo fra tutti i santi, è stata concessa questa grazia: annunciare alle genti le impenetrabili ricchezze di Cristo 9e illuminare tutti sulla attuazione del mistero nascosto da secoli in Dio, creatore dell’universo, 10affinché, per mezzo della Chiesa, sia ora manifestata ai Principati e alle Potenze dei cieli la multiforme sapienza di Dio, 11secondo il progetto eterno che egli ha attuato in Cristo Gesù nostro Signore, 12nel quale abbiamo la libertà di accedere a Dio in piena fiducia mediante la fede in lui. 13Vi prego quindi di non perdervi d’animo a causa delle mie tribolazioni per voi: sono gloria vostra.

 

Non pensiamo che il “mistero” di cui Paolo parla spesso (e diffusamente in questo inizio di capitolo) sia un qualcosa di difficile da comprendere razionalmente. “Mistero” è il modo e il tempo dell’agire di Dio nella storia. Potremmo dire che è il “suo piano”, o meglio, la “sua economia”. Paolo parla infatti di “economia del mistero nascosto da secoli in Dio, creatore dell’universo”.

Ebbene, il mistero o economia che Dio ha voluto svelare agli apostoli e profeti e anche, in misura profonda, a Paolo; il mistero che ora viene annunciato nel suo realizzarsi è esattamente e semplicemente questo: “che le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo, del quale io sono divenuto ministro secondo il dono della grazia di Dio”.

Qual è la via per ottenere tale dono? E’ il Vangelo. Potremmo dire anche che la via è la chiesa stessa, in quanto è lei quella “eredità”, quel “corpo, quella “comunione/partecipazione”, quella possibilità di “accesso a Dio in piena fiducia mediante la fede in lui  … E’ lei che svela come la salvezza in Cristo sia per tutti gli uomini.

Ma questa chiesa/comunità è piccola, povera, tribolata, perseguitata come il suo ministro Paolo che è in carcere … E allora? “Vi prego di non perdervi d’animo a causa delle mie tribolazioni per voi: sono gloria vostra.”

Il Vangelo, la Chiesa, il Ministro … sono piccoli come il granello di senape, ma in un qualche modo già contengono e accolgono tutti gli uccelli del cielo. E’ questo il “mistero” che Paolo sta svelando!

Cristo è la nostra pace

Lug 23, 2021 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Efesini 2,11-22

Perciò ricordatevi che un tempo voi, pagani nella carne, chiamati non circoncisi da quelli che si dicono circoncisi perché resi tali nella carne per mano d’uomo, 12ricordatevi che in quel tempo eravate senza Cristo, esclusi dalla cittadinanza d’Israele, estranei ai patti della promessa, senza speranza e senza Dio nel mondo. 13Ora invece, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani, siete diventati vicini, grazie al sangue di Cristo.
14Egli infatti è la nostra pace,
colui che di due ha fatto una cosa sola,
abbattendo il muro di separazione che li divideva,
cioè l’inimicizia, per mezzo della sua carne.
15Così egli ha abolito la Legge, fatta di prescrizioni e di decreti,
per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo,
facendo la pace,
16e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo,
per mezzo della croce,
eliminando in se stesso l’inimicizia.
17Egli è venuto ad annunciare pace a voi che eravate lontani,
e pace a coloro che erano vicini.
18Per mezzo di lui infatti possiamo presentarci, gli uni e gli altri,
al Padre in un solo Spirito.
19Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, 20edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù. 21In lui tutta la costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; 22in lui anche voi venite edificati insieme per diventare abitazione di Dio per mezzo dello Spirito.

 

Paolo vuole che i pagani (i nuovi arrivati alla fede, quella in Cristo Gesù) non dimentichino da dove sono venuti. Ricordate, dice, che “eravate senza Cristo/Messia”. Spiega cosa comporta questo “essere senza Cristo”

  1. a) Eravate privi della cittadinanza di Israele. b) Questo status vi estraniava (rendeva stranieri!) ai patti che alimentavano le promesse, cioè la speranza di salvezza nel Messia. c) Per cui, nel mondo voi agivate “senza Dio (in greco atei)”, cioè come pareva bene a voi, cioè … male!

E invece dove conduce l’aver creduto in Gesù, l’essere “in Cristo Gesù”? Grazie alla morte (sangue/carne) di Cristo vi siete “avvicinati”, siete stati fatti “prossimi” a/di Dio.

Paolo parla/scrive a un popolo che conosce bene la situazione religiosa del tempo, e cioè che esistevano due categorie, in un certo senso che si escludevano: Israele e Pagani. Per questo dice che Cristo è “la nostra pace”, pace nel senso che unisce “i due (Israele e Pagani) in uno”.

Questa operazione non è un atto formale, notarile, ma è un fatto che si è prodotto a motivo, o meglio, nella vita di Gesù. Vita che è stata piena e completa obbedienza alla Legge di Dio … fino a morire. Per questo fatto e in questo fatto (che è la croce) “i due sono diventati “un solo uomo nuovo”. Ora c’è “un solo corpo (Cristo e la Chiesa). Ora c’è riconciliazione con Dio. Ora “possiamo presentarci, gli uni e gli altri, al Padre in un solo Spirito”.

Paolo così conclude. Passa dalla metafora del “solo uomo nuovo” o del “solo corpo” alla metafora del “edificio/casa”. Tutti (qualsiasi sia la nostra provenienza) siamo un una “unica casa” che ha come fondamento lo stesso Cristo Gesù, casa annunciata dai profeti e apostoli. Casa che deve “crescere ben ordinata per essere (diventare?) tempio santo nel Signore”.

Dunque … non solo con-vivificati, non solo con-risuscitati, non solo con-seduti nei cieli. Ma anche con-cittadini ( … di Dio!). Sempre però che ci lasciamo con-armonizzare e con-edificare. Con chi? Col Signore e con/tra noi!

Per grazia siete stati salvati

Lug 22, 2021 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Efesini 2,1-10

Anche voi eravate morti per le vostre colpe e i vostri peccati, 2nei quali un tempo viveste, alla maniera di questo mondo, seguendo il principe delle Potenze dell’aria, quello spirito che ora opera negli uomini ribelli. 3Anche tutti noi, come loro, un tempo siamo vissuti nelle nostre passioni carnali seguendo le voglie della carne e dei pensieri cattivi: eravamo per natura meritevoli d’ira, come gli altri. 4Ma Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, 5da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo: per grazia siete salvati. 6Con lui ci ha anche risuscitato e ci ha fatto sedere nei cieli, in Cristo Gesù, 7per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù.
8Per grazia infatti siete salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; 9né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene. 10Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone, che Dio ha preparato perché in esse camminassimo.

 

“Noi”, rispetto “a loro” o “agli altri”, non passiamo avere alcuna pretesa presso Dio, quanto alla salvezza. Di fatto “come gli altri eravamo meritevoli d’ira” perché disobbedienti e ribelli.

“Ma Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato … “ (è difficile trovare un’affermazione più dolce e profonda riguardo al Dio/Amore). “Noi” eravamo “morti a motivo dei nostri peccati”, ma Dio … perdonandoci (“per grazia siete stati salvati”) ha riservato a noi la stessa sorte/parte di Gesù Cristo.

Con espressioni ardite, anche letterariamente, Paolo dice che Dio ci ha fatto “con-vivere” (s’intende con Cristo), ci ha “con-risuscitati, ci ha fatto “con-sedere nei cieli in Cristo Gesù”. Tutto questo “per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù.”

Poi, l’apostolo ci spiega cosa vuol dire “essere salvati per grazia”.

  1. a) Essere salvati vuol dire in definitiva ritrovare vita in un rapporto buono e fecondo con Dio.
  2. b) Questo rapporto buono e fecondo … scatta quando noi crediamo che Gesù è il Signore e che noi siamo peccatori.
  3. c) Ma questo rapporto buono e fecondo … si realizza di fatto e si accresce non per i nostri sforzi, ma per l’opera stessa di Dio.
  4. d) Tanto che questo rapporto viene chiamato “opera buona … di Dio”.
  5. e) Di più, ancora. Noi stessi (come chiesa/comunità) siamo “opera sua, reati in Cristo Gesù”.

A qual fine tutto questo? ”Perché camminassimo nelle opere buone che Dio ha preparate”. Dunque, Dio crea e mette a disposizione, ma i passi (camminare/vivere) li dobbiamo fare noi … con la sua grazia!

Continuiamo a benedire Dio ….

Lug 21, 2021 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Efesini 1,7-23

In Cristo, mediante il suo sangue,
abbiamo la redenzione, il perdono delle colpe,
secondo la ricchezza della sua grazia.
8Egli l’ha riversata in abbondanza su di noi
con ogni sapienza e intelligenza,
9facendoci conoscere il mistero della sua volontà,
secondo la benevolenza che in lui si era proposto
10per il governo della pienezza dei tempi:
ricondurre al Cristo, unico capo, tutte le cose,
quelle nei cieli e quelle sulla terra.
11In lui siamo stati fatti anche eredi,
predestinati – secondo il progetto di colui
che tutto opera secondo la sua volontà –
12a essere lode della sua gloria,
noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo.
13In lui anche voi,
dopo avere ascoltato la parola della verità,
il Vangelo della vostra salvezza,
e avere in esso creduto,
avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso,
14il quale è caparra della nostra eredità,
in attesa della completa redenzione
di coloro che Dio si è acquistato a lode della sua gloria.
15Perciò anch’io, avendo avuto notizia della vostra fede nel Signore Gesù e dell’amore che avete verso tutti i santi, 16continuamente rendo grazie per voi ricordandovi nelle mie preghiere, 17affinché il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui; 18illumini gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi 19e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi, che crediamo, secondo l’efficacia della sua forza e del suo vigore.
20Egli la manifestò in Cristo,
quando lo risuscitò dai morti
e lo fece sedere alla sua destra nei cieli,
21al di sopra di ogni Principato e Potenza,
al di sopra di ogni Forza e Dominazione
e di ogni nome che viene nominato
non solo nel tempo presente ma anche in quello futuro.
22 Tutto infatti egli ha messo sotto i suoi piedi
e lo ha dato alla Chiesa come capo su tutte le cose:
23essa è il corpo di lui,
la pienezza di colui che è il perfetto compimento di tutte le cose.

 

[Nel nostro calendario c’è un errore: era saltato un pezzo (versetti 15-23). Lo aggiungiamo al brano di oggi che diventa così … troppo lungo e impegnativo! Leggete e meditate bene questo testo]

Continuiamo a “benedire” Dio, cioè a “dire bene” di lui.

Ogni bene per il quale Dio va “benedetto” è legato a Gesù Cristo, anzi, è Cristo stesso. “In lui” tutto ci è pro-posto, posto-davanti e prima. Ci è dato cioè per amore e gratuitamente.

Il brano di oggi ci dice la “via” del dono per cui benedire e il suo “contenuto/effetto”. La via del dono è il “sangue”, cioè la croce e la morte di Gesù. Mentre il contenuto/effetto è così espresso: redenzione o perdono delle colpe. Soprattutto è il “conoscere il mistero della sua volontà”, che è benevolenza preveniente e gratuita.

Ci viene poi detto che anche Dio ha … una sua “economia” (tradotto governo). Il piano della economia è ricondurre tutto a Cristo, creare cioè quella unità che ha Gesù stesso come fondamento e legame. Unità che coinvolge, per la via della fede in Cristo e col sigillo dello Spirito, giudei e pagani, tutti!

Per questa “economia”, per questa salvezza data (salvezza che si ottiene per la fede in Gesù e per l’amore reciproco) Paolo ringrazia Dio e prega. Prega perché, illuminati dallo Spirito, si arrivi a “conoscere lui”, a conoscere e sperimentare la bellezza, la forza, la fecondità di questa … economia di Dio!

Paolo aggiunge una cosa bella e importante. La chiesa non è un organismo qualsiasi, una società ecc. ma, avendo Cristo come “capo/testa”, la chiesa è … “il suo corpo”. Quindi esperimenta tutta l’energia che Dio ha sprigionato quando risuscitò Gesù da morte. Quella energia (Spirito Santo) è presente ed è “potente” ora in noi che siamo il suo corpo: il corpo infatti prende vita e vive soltanto se riceve energia dal capo/testa.

Quello che Giovanni in Apocalisse chiamava “Gerusalemme nuova”, qui è specificata come “corpo di Cristo”. Se crediamo in Gesù e ci amiamo gli uni gli altri (come membra di un solo corpo) manifestiamo e siamo veramente il corpo di Cristo.

Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo

Lug 20, 2021 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Efesini 1,1-6

1Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, ai santi che sono a Èfeso credenti in Cristo Gesù: 2grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo.
3Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.
4In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo
per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,
5predestinandoci a essere per lui figli adottivi
mediante Gesù Cristo,
secondo il disegno d’amore della sua volontà,
6a lode dello splendore della sua grazia,
di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.

La lettera ha un andamento liturgico didattico. Vuole mostrare Dio “all’opera nella storia” attraverso coloro che hanno creduto in lui, vale a dire, attraverso la chiesa o corpo di Cristo. Possiamo dire che la lettera vuole mostrare il mistero o disegno di Dio, il cui segno sulla terra siamo noi/chiesa.

La lettera ha un cursus alto e solenne. Si assomiglia di più ad una liturgia o a una esortazione contemplativa che ad una lettera in senso stretto.

Il quadro storico è il medesimo di Filemone e Colossesi. Paolo si trova in carcere, è circondato dagli stessi compagni, incarica Tichico di una medesima missione. Questa lettera fa parte delle lettere dette “della prigionia”.

Paolo. E’ “apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio”.

Destinatari. Sono “i santi che sono a Efeso, cioè, i credenti in Cristo Gesù”.

Saluto. “Grazia e pace”. Dio, Padre nostro, e il Signore Gesù Cristo mostrano il loro favore (grazia) nella riconciliazione e unità delle persone (pace). La grazia/dono opera pace.

Dio è chiamato “Padre del Signore nostro Gesù Cristo”. Gesù è chiamato “Signore nostro e Cristo”. La paternità di Dio nei confronti di Gesù è espressa pubblicamente e ufficialmente nella risurrezione di Gesù.

Questo Dio va “benedetto”: di lui si deve “dire bene” cioè “lodarlo”. Perché? Perché “ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo”. Tradotto: Perché da sempre (da che lui è Dio!) ci ha scelti/amati. Da sempre, Dio ci ha visti, ci ha scelti, ci ha amati. avendo da sempre visto, scelto, amato il suo Figlio Gesù. Quale la finalità di questa scelta/amore? Perché vivessimo nell’amore. “Santità e immacolatezza” si manifestano nella via dell’amore.

Tutto questo risponde ad un progetto (qui detto predestinazione). Progetto che noi diventiamo come Cristo, uniti a Cristo. Diventiamo cioè figli veri, in quanto adottati.

Tutto questo risponde e rimanda ad un divino “proposito”, qui chiamato volontà benevolente (che vuole il bene). E tutto poi deve risolversi nella lode della sua grazia che ci ha dato nell’amato. Vuol dire così: tutto l’amore che Dio ha dato a Gesù è diventato grazia/dono/favore per noi.

[Come si può notare già da questo avvio, la lingua/lettera di questo testo è molto diversa dalla lingua/lettera dell’Apocalisse. Fino a ieri dovevamo seguire immagini, colori, numeri, visioni … in una parola, mettere in moto tanto di fantasia/contemplazione! Ora dobbiamo mettere in moto la testa, l’intelligenza, il ragionamento, le parole, le connessioni … ma il fine è lo stesso: incontrare l’opera di Dio nella nostra storia, discernere il suo disegno o volontà: volontà benevolente che ha avuto la manifestazione/esplosione nel mistero pasquale di Cristo e chiede di esprimersi nella nostra vita]

La grazia del Signore è con tutti. Amen

Lug 19, 2021 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Apocalisse 22,16-21

Io, Gesù, ho mandato il mio angelo per testimoniare a voi queste cose riguardo alle Chiese. Io sono la radice e la stirpe di Davide, la stella radiosa del mattino».
17Lo Spirito e la sposa dicono: «Vieni!». E chi ascolta, ripeta: «Vieni!». Chi ha sete, venga; chi vuole, prenda gratuitamente l’acqua della vita.
18A chiunque ascolta le parole della profezia di questo libro io dichiaro: se qualcuno vi aggiunge qualcosa, Dio gli farà cadere addosso i flagelli descritti in questo libro; 19e se qualcuno toglierà qualcosa dalle parole di questo libro profetico, Dio lo priverà dell’albero della vita e della città santa, descritti in questo libro.
20Colui che attesta queste cose dice: «Sì, vengo presto!». Amen. Vieni, Signore Gesù. 21La grazia del Signore Gesù sia con tutti.

 

In modo diretto prende la parola Gesù – in realtà è sempre lui che parla in questo libro – per dire che “ha mandato il suo angelo per testimoniare a voi queste cose riguardo alle chiese”. La parola di Gesù, dunque, non riguarda tanto la fine del mondo, ma la vita della chiesa sotto la forma letteraria di segni e messaggi che abbiamo letto per tanto tempo.

“Lo Spirito e la sposa dicono: Vieni!”. Spirito e sposa vanno uniti. Potremmo dire, Spirito = il parlare profetico o profezia; sposa = la chiesa che ascolta la profezia. Ebbene, la chiesa che ascolta (noi) dica: vieni; e la chiesa che ha sete (noi) “prenda e beva gratuitamente l’acqua della vita e mangi i frutti dell’albero della vita”. Ascolti e così mangi/viva!

Ultima ammonizione per i lettori. Bisogna accogliere “la profezia di questo libro”, cioè le parole che vengono da questo libro, e … solo quelle: “Non aggiungere e non togliere”.

E’ interessante notare che”i flagelli scritti in questo libro non sono dei fatti che debbono avvenire chissà quando e chissà dove … Sono invece ammonimenti di quello che capiterà nell’ultimo giorno se uno non ascolta le parole di Gesù. E’ detto, in fondo, che chi non ascolta le parole di Gesù sarà privato dell’albero della vita, cioè sarà … senza Dio e quindi … senza vita.

Infine abbiamo la risposta di Gesù alla domanda: Vieni! “Colui che attesta queste cose (cioè Gesù Cristo) dice: Sì, vengo presto!”. Come dire: Ci sono e sto venendo!

La chiesa sa e sperimenta che Gesù viene (è questo il senso dell’Amen che dice) ma continua ad invocare: “Vieni, Signore Gesù”. La chiesa che è nella fatica della storia testimonia la croce del Signore e attende nella speranza la sua venuta.

Ci sta e ci dà grande consolazione, speranza, forza l’ultima parola d questo libro di Rivelazione (non è solo un saluto/augurio): “La grazia del Signore Gesù è con tutti”.