Domenica 9 Maggio 2021 – VI Tempo di Pasqua – Anno B

Mag 9, 2021 | Postato da Francesca Ospitali - Accompagnamento quotidiano
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ANTIFONA

Con voce di gioia date l’annuncio,
fatelo giungere ai confini della terra:
il Signore ha riscattato il suo popolo. Alleluia. (Cf. Is 48,20)

CANTO DI INGRESSO

QUELLO CHE ABBIAMO UDITO
Rit. Quello che abbiamo udito,
quello che abbiam veduto,
quello che abbiam toccato
dell’amore infinito
l’annunciamo a voi!
1. Grandi cose ha fatto il Signore!
del suo amore vogliamo parlare:
Dio Padre il suo figlio ha donato,
sulla croce l’abbiamo veduto.
Rit.
2. In Gesù tutto il cielo si apre,
ogni figlio conosce suo Padre;
alla vita rinasce ogni cosa
e l’amore raduna la Chiesa.
Rit.
3. Nello Spirito il mondo è creato
e si apre al suo dono infinito;
il fratello al fratello dà mano
per aprire un nuovo cammino.
Rit.
4. Viene il regno di Dio nel mondo
e l‘amore rivela il suo avvento,
come un seme germoglia nell’uomo
che risponde all’invito divino.
Rit.

GLORIA A DIO
Gloria a Dio
nell’alto dei cieli
e pace in terra
agli uomini ch’egli ama.
(2 volte)
Noi ti lodiamo, ti benediciamo,
ti adoriamo, ti glorifichiamo,
ti rendiamo grazie
per la tua immensa gloria.
Signore Dio, re del cielo,
Dio Padre onnipotente,
Figlio unigenito,
Cristo Gesù.
Gloria
Signore Dio, Agnello di Dio,
Figlio del Padre onnipotente,
Tu che togli i peccati del mondo
abbi pietà di noi.
Tu che togli i peccati del mondo
accogli benigno la nostra preghiera,
Tu che siedi alla destra del Padre,
abbi pietà di noi.
Gloria
Tu solo il Santo,
Tu solo il Signore,
Tu l’altissimo Gesù Cristo
con lo Spirito Santo
nella gloria del Padre.
Gloria a Dio
nell’alto dei cieli
e pace in terra
agli uomini ch’egli ama.
(2 volte)

Prima Lettura: Dagli Atti degli Apostoli (At 10,25-27.34-35.44-48)

Avvenne che, mentre Pietro stava per entrare [nella casa di Cornelio], questi gli andò incontro e si gettò ai suoi piedi per rendergli omaggio. Ma Pietro lo rialzò, dicendo: «Àlzati: anche io sono un uomo!».
Poi prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga».
Pietro stava ancora dicendo queste cose, quando lo Spirito Santo discese sopra tutti coloro che ascoltavano la Parola. E i fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, si stupirono che anche sui pagani si fosse effuso il dono dello Spirito Santo; li sentivano infatti parlare in altre lingue e glorificare Dio.
Allora Pietro disse: «Chi può impedire che siano battezzati nell’acqua questi che hanno ricevuto, come noi, lo Spirito Santo?». E ordinò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo. Quindi lo pregarono di fermarsi alcuni giorni.
Parola di Dio
Salmo Responsoriale: Sal 97

Il Signore ha rivelato ai popoli la sua giustizia.

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele.

Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni!

Seconda lettura: Dalla prima lettera di San Giovanni Apostolo (1Gv 4,7-10)
Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore.
In questo si è manifestato l’amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui.
In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.

Parola di Dio

Alleluja, Alleluja, Lodate il Signore! Alleluja, Alleluja, Lodate il Signore!
Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.
Alleluja, Alleluja, Lodate il Signore! Alleluja, Alleluja, Lodate il Signore!

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 15,9-17)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».
Parola del Signore

CANTO D’ OFFERTORIO: 
SERVO PER AMORE
Una notte di sudore
sulla barca in mezzo al mare
e mentre il cielo s’imbianca già
tu guardi le tue reti vuote.
Ma la voce che ti chiama
un altro mare ti mostrerà
e sulle rive di ogni cuore
le tue reti getterai.
Rit. Offri la vita tua
come Maria ai piedi della croce
e sarai servo di ogni uomo,
servo per amore,
sacerdote dell’umanità.
Avanzavi nel silenzio
fra le lacrime e speravi
che il seme sparso davanti a te
cadesse sulla buona terra.
Ora il cuore tuo è in festa
perché il grano biondeggia ormai,
è maturato sotto il sole,
puoi riporlo nei granai.

PADRE NOSTRO che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome,  venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra.  Dacci oggi il nostro pane quotidiano,  e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,  e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male.”

CANTI DI COMUNIONE:
CANZONE DELLA SPERANZA
Canto di pace, di serenità,
di chi ha fiducia nella sua bontà.
per la promessa che non morirà
crediamo in Cristo vivo
che cammina ogni momento
accanto a noi
e che perdona chi vive
col cuore in umiltà.
Canto di gioia, di felicità,
di chi ha scoperto nella sua bontà
una sorgente che non morirà,
sorgente di speranza
nel mistero della vita vivo in Lui …
E non è più la fantasia
che ci porta a sognare,
che ci porta a sperare,
nella vita del cielo,
dono per l’eternità.
Vieni a cantare
la gioia di credere,
vieni a scoprire
che la Risurrezione
è la speranza
che ci rende liberi,
è la certezza
di chi non muore mai.
Canto di festa dell’umanità,
per la salvezza nella sua bontà
festa di un mondo che non morirà,
un mondo di speranza,
nel mistero della vita vivo in Lui …
E non è più la fantasia …

REGINA COELI
Regina coeli, laetare, alleluia
quia quem meruisti portare, alleluia
resurrexit, sicut dixit, alleluia
ora pro nobis Deum, alleluia
[Regina dei cieli, rallegrati, alleluia
Cristo, che hai portato nel grembo, alleluia,
è risorto, come aveva promesso, alleluia
prega il Signore per noi, alleluia.]

CANTO FINALE:

MUSICA DI FESTA

Cantate al Signore
un cantico nuovo.
Splende la sua gloria!
Grande è la sua forza,
grande è la sua pace,
grande la sua santità!
Rit. In tutta la terra,
popoli del mondo,
gridate la sua fedeltà!
Musica di festa,
musica di lode,
musica di libertà.
Agli occhi del mondo
ha manifestato la sua salvezza,
per questo si canti,
per questo si danzi,
per questo si celebri!
Rit.
Con l’arpa ed il corno,
con timpani e flauti,
con tutta la voce!
Canti di dolcezza,
canti di salvezza,
canti di immortalità!
Rit.
I fiumi ed i monti
battono le mani
davanti al Signore.
La sua giustizia
giudica la terra,
giudica le genti.
Rit.
Al Dio che ci salva,
gloria in eterno!
Amen! Alleluia!
Gloria a Dio Padre,
gloria a Dio Figlio,
gloria a Dio Spirito!
Rit.

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Hai fatto guerra al Signore

Mag 8, 2021 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Geremia 50,21-46

Avanza nella terra di Meratàim,
avanza contro di essa
e contro gli abitanti di Pekod.
Devasta, annientali
– oracolo del Signore –,
fa’ quanto ti ho comandato!».
22Rumore di guerra nella regione,
e grande disastro.
23Come è stato rotto e fatto in pezzi
il martello di tutta la terra?
Come è diventata un orrore
Babilonia fra le nazioni?
24Ti ho teso un laccio e sei stata catturata,
Babilonia, senza avvedertene.
Sei stata sorpresa e afferrata,
perché hai fatto guerra al Signore.
25Il Signore ha aperto il suo arsenale
e ne ha tratto le armi del suo sdegno,
perché il Signore, Dio degli eserciti,
ha un’opera da compiere nella terra dei Caldei.
26Venite dall’estremo limite della terra,
aprite i suoi granai;
fatene dei mucchi come covoni,
sterminatela, non ne rimanga neppure un resto.
27Uccidete tutti i suoi tori, scendano al macello.
Guai a loro, perché è giunto il loro giorno,
il tempo del loro castigo!
28Voce di profughi e di scampati dalla terra di Babilonia,
per annunciare in Sion
la vendetta del Signore, nostro Dio,
la vendetta per il suo tempio.
29Convocate contro Babilonia gli arcieri,
quanti tendono l’arco.
Accampatevi intorno ad essa:
nessuno scampi.
Ripagatela secondo le sue opere,
fate a lei quanto essa ha fatto,
perché è stata arrogante con il Signore,
con il Santo d’Israele.
30«Perciò cadranno i suoi giovani nelle sue piazze
e tutti i suoi guerrieri periranno in quel giorno.
Oracolo del Signore.
31Eccomi a te, o arrogante
– oracolo del Signore degli eserciti –,
poiché è giunto il tuo giorno,
il tempo del tuo castigo.
32Vacillerà l’arrogante e cadrà,
nessuno la rialzerà.
Io darò alle fiamme le sue città,
esse divoreranno tutti i suoi dintorni».
33Così dice il Signore degli eserciti: «Sono oppressi insieme i figli d’Israele e i figli di Giuda; tutti quelli che li hanno deportati li trattengono e rifiutano di lasciarli andare. 34Ma il loro vendicatore è forte, Signore degli eserciti è il suo nome. Egli sosterrà efficacemente la loro causa, renderà tranquilla la terra e sconvolgerà gli abitanti di Babilonia.
35Spada sui Caldei
– oracolo del Signore –
e sugli abitanti di Babilonia,
sui suoi capi
e sui suoi sapienti!
36Spada sui suoi indovini:
che impazziscano!
Spada sui suoi prodi:
che atterriscano!
37Spada sui suoi cavalli e sui suoi carri,
su tutta la gentaglia che è in essa:
diventino come donnicciole!
Spada sui suoi tesori:
siano saccheggiati!
38Spada sulle sue acque:
si prosciughino!
Perché essa è una terra di idoli;
vanno pazzi per questi spauracchi.
39Perciò l’abiteranno animali selvatici e sciacalli, vi si stabiliranno gli struzzi; non sarà mai più abitata né popolata di generazione in generazione. 40Come quando Dio sconvolse Sòdoma, Gomorra e le città vicine – oracolo del Signore –, non vi abiterà alcuna persona né vi dimorerà essere umano. 41Ecco, un popolo viene dal settentrione, una grande nazione, e molti re si muovono dalle estremità della terra. 42Impugnano archi e lance; sono crudeli, senza pietà. Il loro clamore è quello di un mare agitato e montano cavalli, pronti come un sol uomo alla battaglia contro di te, figlia di Babilonia. 43Appena il re di Babilonia ne ha udito la fama, gli sono cadute le braccia; si è impadronita di lui l’angoscia, come gli spasimi di partoriente. 44Ecco, come un leone sale dalla boscaglia del Giordano verso i prati sempre verdi, così in un baleno io li scaccerò di là e porrò su di esso il mio eletto. Perché chi è come me? Chi può citarmi in giudizio? Chi è dunque il pastore che può resistere davanti a me?» 45Per questo ascoltate il progetto che il Signore ha fatto contro Babilonia e le decisioni che ha preso contro il paese dei Caldei. Certo, trascineranno via anche i più piccoli del gregge e sarà desolato il loro pascolo. 46Per il fragore della presa di Babilonia si scuoterà la terra, ne risuonerà l’eco fra le nazioni.

 

Il testo di oggi continua nella “celebrazione” della caduta/sconfitta di Babilonia. Ci dice anche il motivo della caduta. Motivo … in un certo senso “nascosto”, non immediatamente riconoscibile da noi e dalla storia in genere che legge in modo superficiale le cose.

E’ scritto: “Babilonia, senza avvedertene, sei stata sorpresa e afferrata, perché hai fatto guerra al Signore”. E ancora: “perché sei stata arrogante con me, il Signore, il Santo di Israele”. E ancora: “Eccomi a te, o arrogante, poiché è giunto il tuo giorno, il tempo della tua visita. Vacillerà l’arrogante e cadrà, nessuno la rialzerà”.

Come potevi resistere … all’arsenale di Dio! O, come spesso è detto, come potevi opporti alla sua ira, alla sua vendetta? Come potevi pensare/agire … quasi fossi tu, Dio? Il potere e le tante vittorie ti hanno fatto perdere la testa: di fatto hai perso te stessa e tutto quello che avevi.

Dalla tua sconfitta nasce una nuova vita del popolo umiliato, Israele. In verità, è Dio stesso che libera il suo popolo: egli “il loro vendicatore (redentore) forte, il Signore degli eserciti”, colui che “sosterrà efficacemente la loro causa, renderà tranquilla la terra e sconvolgerà gli abitanti di Babilonia”.

Notiamo la descrizione “epica” della forza militare e culturale di Babilonia sconfitta. E’ un bollettino vittoria (“spada contro”) sui capi e i sapienti; sugli indovini che impazziscono; sui forti soldati che tremano; sui cavalli e sui carri che non avanzano; sui soldati stranieri che aiutano; sui tesori che non valgono più niente; sulle acque che sono state prosciugate. E infine sugli idoli che sono semplicemente … “spauracchi”.

Storicamente parlando, tutti e tutto è andato in fumo per l’arrivo di “un popolo che viene dal settentrione”: sarà il popolo persiano. Spiritualmente/compiutamente parlando: sarà Dio stesso o il suo agire, o il suo disegno inarrestabile o la sua volontà che umilia ogni superbia.

Il Vangelo di Luca dice: “Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre”.

Babilonia è presa!

Mag 7, 2021 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Geremia 50,1-20
Parola che il Signore pronunciò contro Babilonia, contro la terra dei Caldei, per mezzo del profeta Geremia.
2«Proclamatelo fra i popoli e fatelo sapere,
non nascondetelo, dite:
“Babilonia è presa,
Bel è coperto di confusione,
è infranto Marduc,
sono svergognati i suoi idoli,
sono infranti i suoi feticci”.
3Poiché dal settentrione sale contro di essa un popolo che ridurrà la sua terra a un deserto: non vi abiterà più nessuno. Uomini e animali fuggono, se ne vanno. 4In quei giorni e in quel tempo – oracolo del Signore – verranno i figli d’Israele insieme con i figli di Giuda; cammineranno piangendo e cercheranno il Signore, loro Dio. 5Domanderanno di Sion, verso cui sono fissi i loro volti: “Venite, uniamoci al Signore con un’alleanza eterna, che non sia mai dimenticata”. 6Gregge di pecore sperdute era il mio popolo, i loro pastori le avevano sviate, le avevano fatte smarrire per i monti; esse andavano di monte in colle, avevano dimenticato il loro ovile. 7Quanti le trovavano, le divoravano, e i loro nemici dicevano: “Non ne siamo colpevoli, perché essi hanno peccato contro il Signore, sede di giustizia e speranza dei loro padri”.
8Fuggite da Babilonia,
dalla regione dei Caldei,
uscite e siate come capri
in testa al gregge.
9Poiché ecco, io suscito e mando contro Babilonia
una massa di grandi nazioni
dalla terra del settentrione;
le si schiereranno contro,
ed essa sarà presa.
Le loro frecce sono come quelle di un abile arciere,
nessuna ritorna a vuoto.
10La Caldea diventerà preda di saccheggiatori,
tutti se ne sazieranno».
Oracolo del Signore.
11Gioite pure e tripudiate,
predatori della mia eredità!
Saltate pure come giovenchi su un prato
e nitrite come stalloni!
12Vostra madre è piena di confusione,
è coperta di vergogna colei che vi ha partorito.
Ecco, è l’ultima delle nazioni,
un deserto, un luogo riarso e una steppa.
13A causa dell’ira del Signore non sarà più abitata,
sarà tutta una desolazione.
Chiunque passerà vicino a Babilonia rimarrà stupito
e fischierà di scherno davanti a tutte le sue piaghe.
14Disponetevi intorno a Babilonia,
voi tutti che tendete l’arco;
tirate senza risparmiare le frecce,
perché ha peccato contro il Signore.
15Da ogni parte alzate il grido di guerra contro di lei.
Essa tende la mano,
crollano le sue torri,
rovinano le sue mura:
questa è la vendetta del Signore.
Vendicatevi di lei,
trattatela come essa ha trattato gli altri!
16Sterminate in Babilonia chi semina
e chi impugna la falce per mietere.
Di fronte alla spada micidiale
ciascuno ritorni al suo popolo
e ciascuno fugga verso la sua terra.
17Una pecora smarrita è Israele,
i leoni le hanno dato la caccia;
per primo l’ha divorata il re d’Assiria,
poi Nabucodònosor, re di Babilonia, ne ha stritolato le ossa.
18Perciò, dice il Signore degli eserciti, Dio d’Israele: «Ecco, io punirò il re di Babilonia e la sua terra, come già ho punito il re d’Assiria, 19e ricondurrò Israele nel suo pascolo. Pascolerà sul Carmelo e sul Basan; sulle montagne di Èfraim e di Gàlaad si sazierà. 20In quei giorni e in quel tempo – oracolo del Signore – si cercherà l’iniquità d’Israele, ma essa non sarà più; si cercheranno i peccati di Giuda, ma non si troveranno, perché io perdonerò al resto che lascerò.

 

L’inizio è diverso dagli oracoli precedenti e più solenne. E’ scritto: “Parola che il Signore pronunciò contro Babilonia, contro la terra dei Caldei, per mezzo del profeta Geremia”.

La parola del Signore non è più rivolta direttamente a Geremia, perché poi la riferisca, ma direttamente “ a Babilonia”, anche se “per mezzo del profeta Geremia”.

Vi troviamo dunque solennità, autorevolezza, responsabilità al grado massimo. Colei o coloro che hanno oppresso Israele (e il mondo intero) cadranno, assieme ai loro dèi. La Caldea diverrà “l’ultima delle nazioni”, poiché anch’essa “ha peccato contro il Signore” … e più degli altri!

Ascoltiamo il solenne annuncio: “Babilonia è presa, Bel è coperto di confusione, è infranto Marduc, sono svergognati i suoi idoli, sono infranti i suoi feticci”. E’ tutto il mondo di Babilonia che cade: città, divinità, idoli, feticci, seduzioni … vita!

All’annuncio della caduta di Babilonia segue l’effetto più grande e desiderato (non solo da Israele): la liberazione dei deportati. Essi … finalmente (alla fine!) “Cammineranno piangendo e cercheranno il volto del Signore. Domanderanno di Sion, verso cui sono fissi i loro volti: Venite, uniamoci al Signore con un’alleanza eterna, che non sia mai dimenticata”.

La storia passata si fa ricordo e gratitudine: “Gregge di pecore sperdute era il mio popolo, i loro pastori le avevano sviate, le avevano fatte smarrire per i monti; esse andavano di monte in colle, avevano dimenticato il loro ovile. Quanti le trovavano, le divoravano, e i loro nemici dicevano: “Non ne siamo colpevoli, perché essi hanno peccato contro il Signore, sede di giustizia e speranza dei loro padri”.

Non sarà più così! Perché questo? Tutto è reso possibile (ancora una volta!) da un gesto unilaterale del Signore: “In quei giorni e in quel tempo – oracolo del Signore – si cercherà l’iniquità d’Israele, ma essa non sarà più; si cercheranno i peccati di Giuda, ma non si troveranno, perché io perdonerò al resto che lascerò”.

La vera liberazione di Israele avviene non perché Babilonia cade, ma perché il Signore misericordioso perdona.

Cambierò le sorti di Elam

Mag 6, 2021 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Geremia 49,23-39

Su Damasco.
«Camat e Arpad sono piene di confusione,
perché hanno sentito una cattiva notizia;
esse sono agitate come il mare, sono in angustia,
non possono calmarsi.
24Spossata è Damasco,
volta le spalle per fuggire;
un tremito l’ha colta,
angoscia e dolori l’assalgono
come una partoriente.
25Come non potrebbe essere abbandonata
la città gloriosa, la città del tripudio?
26Perciò cadranno i suoi giovani nelle sue piazze,
tutti i suoi guerrieri periranno in quel giorno.
Oracolo del Signore degli eserciti.
27Darò fuoco alle mura di Damasco
e divorerà i palazzi di Ben-Adàd».
28Su Kedar e sui regni di Asor, che Nabucodònosor, re di Babilonia, sconfisse.
Così dice il Signore:
«Su, marciate contro Kedar,
saccheggiate i figli dell’oriente.
29Prendete le loro tende e le loro pecore,
i loro teli, tutti i loro attrezzi,
portate via i loro cammelli;
un grido si leverà su di loro: “Terrore all’intorno!”.
30Fuggite, andate lontano,
nascondetevi in un luogo segreto
o abitanti di Asor – oracolo del Signore –,
perché Nabucodònosor, re di Babilonia,
ha ideato un disegno contro di voi,
ha preparato un piano contro di voi.
31Su, marciate contro la nazione tranquilla,
che vive in sicurezza
– oracolo del Signore –
e non ha né porte né sbarre,
e vive isolata.
32I suoi cammelli diverranno preda
e la massa delle sue greggi bottino.
Disperderò a tutti i venti
coloro che si radono le tempie,
da ogni parte farò venire la loro rovina.
Oracolo del Signore.
33Asor diventerà rifugio di sciacalli,
una desolazione per sempre;
non vi abiterà alcuna persona
né vi dimorerà essere umano».
34Parola che il Signore rivolse al profeta Geremia riguardo a Elam all’inizio del regno di Sedecìa, re di Giuda.
35«Dice il Signore degli eserciti:
Ecco, io spezzerò l’arco di Elam,
il nerbo della sua potenza.
36Farò venire contro Elam i quattro venti
dalle quattro estremità del cielo
e li disperderò davanti a questi venti;
non ci sarà nazione
in cui non giungeranno
i profughi di Elam.
37Incuterò terrore negli Elamiti davanti ai loro nemici
e davanti a coloro che vogliono la loro vita;
manderò su di loro la sventura,
la mia ira ardente.
Oracolo del Signore.
Manderò la spada a inseguirli,
finché non li avrò sterminati.
38Porrò il mio trono su Elam
e farò scomparire il suo re e i suoi capi.
Oracolo del Signore.
39Ma negli ultimi giorni
cambierò la sorte di Elam».
Oracolo del Signore.

 

“Damasco e i palazzi di Ben-Adad” rappresentano una forza che ha creato molte tribolazioni a Israele/Giuda. Ora, anch’essa è “nell’angoscia e nel dolore come una partoriente”, essa che amava dirsi “la città gloriosa, la città della gioia di Dio”.

Una parola del profeta anche sulle regioni meridionali dello scacchiere medio orientale, qui chiamate “figli dell’oriente”. Si tratta di popoli pastori e commercianti, e quindi nomadi. Non sono dunque una potenza militare. Sono piuttosto una “nazione tranquilla, che vive in sicurezza e non ha né porte né sbarre, e vive isolata”. Anche chi si crede sicuro nel suo isolamento … sarà colpito con la desolazione. Niente ti dà sicurezza per sempre!

L’autore/redattore ha raccolto anche un’altra parola del profeta, pronunciata su/contro Elam, una terra lontana a est di Babilonia. Il popolo di Elam è celebre per la bravura dei suoi arcieri, ed è una continua minaccia per Babilonia. Elam non vincerà per il momento, ma … “negli ultimi giorni cambierò le sorti di Elam”. [Velato annuncio della potenza persiana con Ciro?]

Quest’ultimo oracolo fa vedere come la potenza di Nabucodonosor, re di Babilonia, abbia umiliato i vari popoli del mondo: popoli fiduciosi in se stessi, nella loro potenza, e anche nel loro isolamento/pace, e anche nei loro dèi … Nello stesso tempo annuncia velatamente che le cose cambieranno. Babilonia, la superba vincitrice di tutto e di tutti, sarà essa stessa umiliata. [Lo vedremo nei due lunghissimi capitoli 50 e 51]

Ti faccio piccolo tra le nazioni

Mag 5, 2021 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Geremia 49,7-22

Su Edom.
Così dice il Signore degli eserciti:
«Non c’è più sapienza in Teman?
È scomparso il consiglio dei saggi?
È svanita la loro sapienza?
8Fuggite, voltatevi, nascondetevi in un luogo segreto,
abitanti di Dedan,
poiché io mando su Esaù la sua rovina,
il tempo del suo castigo.
9Se vendemmiatori venissero da te,
ti lascerebbero appena qualche grappolo.
Se ladri notturni venissero da te,
saccheggerebbero quanto basta loro.
10Perché io intendo spogliare Esaù,
rivelo i suoi nascondigli
ed egli non ha dove nascondersi.
La sua stirpe, i suoi fratelli, i suoi vicini
sono distrutti ed egli non è più.
11Lascia i tuoi orfani, io li farò vivere,
le tue vedove confidino in me!
12Poiché così dice il Signore: Ecco, coloro che non erano obbligati a bere il calice lo devono bere e tu pretendi di rimanere impunito? Non resterai impunito, ma dovrai berlo, 13poiché io ho giurato per me stesso – oracolo del Signore – che Bosra diventerà un orrore, un obbrobrio, un deserto, una maledizione, e tutte le sue città saranno ridotte a rovine perenni».
14Ho udito un messaggio da parte del Signore,
un messaggero è stato inviato fra le nazioni:
«Adunatevi e marciate contro di lui!
Alzatevi per la battaglia».
15«Poiché ecco, ti faccio piccolo fra le nazioni
e spregevole fra gli uomini.
16Ti ha indotto in errore la tua arroganza,
la superbia del tuo cuore;
tu che abiti nelle caverne delle rocce,
che ti aggrappi alle cime dei colli,
anche se, come l’aquila, ponessi in alto il tuo nido,
di lassù ti farò precipitare. Oracolo del Signore.
17Edom sarà una desolazione; quanti vi passeranno vicino resteranno sbigottiti e fischieranno di scherno davanti a tutte le sue ferite. 18Come nello sconvolgimento di Sòdoma e Gomorra e delle città vicine – dice il Signore –, non vi abiterà alcuna persona né vi dimorerà essere umano. 19Ecco, come un leone sale dalla boscaglia del Giordano verso i prati sempre verdi, così in un baleno io lo scaccerò di là e porrò su di esso il mio eletto. Perché chi è come me? Chi può citarmi in giudizio? Chi è dunque il pastore che può resistere davanti a me? 20Per questo, ascoltate il progetto che il Signore ha fatto contro Edom e le decisioni che ha preso contro gli abitanti di Teman.
Certo, trascineranno via anche i più piccoli del gregge
e sarà desolato il loro pascolo.
21Al fragore della loro caduta tremerà la terra.
Un grido! Fino al Mar Rosso ne risuonerà l’eco.
22Ecco, come l’aquila sale e si libra
e distende le ali su Bosra.
In quel giorno il cuore dei prodi di Edom
sarà come il cuore di una donna nei dolori del parto».

 

Moab e Ammon sono imparentati alla lontana con la grande famiglia ebraica. Infatti sono figli di Lot, nipote di Abramo. Edom invece è fratello. Infatti Edom è Esaù, fratello di Giacobbe/Israele.

Anche a Edom viene annunciata la devastazione, qui chiamata “calice da bere”. “Poiché così dice il Signore: Ecco, coloro che non erano obbligati a bere il calice lo devono bere e tu pretendi di rimanere impunito? Non resterai impunito, ma dovrai berlo”.

Cosa viene rimproverato a Edom? Quello che viene rimproverato a tutte quante le nazioni limitrofe a Israele. E cioè: “Ti ha indotto in errore la tua arroganza e la superbia del tuo cuore, tu che abiti nelle caverne delle rocce”. Arroganza e orgoglio ingannano!

Il popolo di Edom abitava in luoghi isolati, alti e imprendibili (“caverne delle rocce”) … Di qui la sua arroganza e la sua ingannevole sicurezza.

Di fatto verrà l’aquila o il leone, cioè l’invasore del Nord, allora Edom sarà come un gregge che si disperde o come una donna nei dolori del parto.

Nessuna precauzione, nessun rifugio è sicuro quando è costruito sulla presunzione, sulla superbia del cuore (una superbia … corazzata!); e quando è custodito come un possesso che nessuno potrà mai toglierci!

Milcom andrà in esilio

Mag 4, 2021 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Geremia 49,1-6
Sugli Ammoniti.
Così dice il Signore:
«Israele non ha forse figli,
non ha forse un erede?
Perché Milcom ha ereditato la terra di Gad
e il suo popolo ne ha occupato le città?
2Perciò ecco, verranno giorni
– oracolo del Signore –
nei quali io farò udire fragore di guerra
a Rabbà degli Ammoniti;
essa diventerà un cumulo di rovine,
i suoi villaggi saranno consumati dal fuoco,
Israele spoglierà i suoi spogliatori,
dice il Signore.
3Urla, Chesbon, arriva il devastatore;
gridate, villaggi di Rabbà,
cingetevi di sacco, innalzate lamenti
e andate raminghi con tagli sulla pelle,
perché Milcom andrà in esilio,
con i suoi sacerdoti e i suoi capi.
4Perché ti vanti delle tue valli, figlia ribelle?
Confidi nei tuoi tesori ed esclami:
“Chi verrà contro di me?”.
5Ecco, io manderò su di te il terrore
– oracolo del Signore, Dio degli eserciti –
da tutti i dintorni.
Voi sarete scacciati, ognuno per la sua via,
e non vi sarà nessuno che raduni i fuggiaschi.
6Ma dopo cambierò la sorte
degli Ammoniti».
Oracolo del Signore.

 

Come Moab, Ammon è un piccolo regno a est del Giordano. La capitale è Rabbat-Ammon (l’attuale Amman)

Era un territorio abitato dagli ebrei, precisamente dalla tribù di Gad. Ma Ammon ha vessato più e più volte la tribù di Gad, tanto da eliminarla da quella terra. In un certo senso e in una lettura “religiosa”, Milcom (divinità di Ammon) è stato più forte del Dio di Israele! E ha regalato questo territorio al re e al popolo ammonita.

Ma le cose non potevano durare per sempre: alla fine è il Dio di Israele che è più forte. Di fatto: “Milcom andrà in rovina, con i suoi sacerdoti e i suoi capi”.

Ad Ammon si fanno gli stessi rimproveri che a Moab: “Perché ti vanti delle tue (fertili) valli, figlia ribelle? Confidi nei tuoi tesori ed esclami: Chi verrà contro di me?”.

Sono la forza propria e la sicurezza di sé che vengono “rimproverate”. Se c’è abbandono della propria forza e della propria sicurezza (l’esilio lo farà capire molto bene!) allora ci sarà nuovamente fecondità e vita.

Gli oracoli che stiamo leggendo non sono “condanna all’inferno”, ma ammonizione o … ultima chiamata. Per questo è scritto (come per Moab) una parola di speranza e consolazione: “Ma dopo cambierò la sorte degli Ammoniti”. E non certo in peggio!

Filistei e Moab

Mag 3, 2021 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Geremia 47-48
Parola del Signore che fu rivolta al profeta Geremia sui Filistei, prima che il faraone occupasse Gaza.
2Così dice il Signore:
«Ecco, si sollevano ondate dal settentrione,
diventano un torrente che straripa.
Allagano la terra e ciò che è in essa,
la città e i suoi abitanti.
Gli uomini gridano,
urlano tutti gli abitanti della terra.
3Allo strepito scalpitante degli zoccoli dei suoi cavalli,
al fragore dei suoi carri, al cigolio delle ruote,
i padri non si voltano verso i figli,
le loro mani sono senza forza,
4perché è arrivato il giorno
in cui saranno distrutti tutti i Filistei
e saranno abbattute Tiro e Sidone
con quanti sono rimasti ad aiutarle;
il Signore infatti distrugge i Filistei,
il resto dell’isola di Caftor.
5Fino a Gaza si sono rasati per lutto,
Àscalon è ridotta al silenzio.
Asdod, povero resto degli Anakiti,
fino a quando ti farai incisioni?
6Ah! spada del Signore,
quando ti concederai riposo?
Rientra nel fodero, férmati e càlmati.
7Come potrà riposare,
se il Signore le ha ordinato di agire?
Contro Àscalon e tutta la costa del mare,
là egli l’ha destinata».

1Su Moab.
Così dice il Signore degli eserciti, Dio d’Israele:
«Guai a Nebo, poiché è devastata!
Piena di vergogna e catturata è Kiriatàim,
sente vergogna, è abbattuta la roccaforte.
2Non esiste più la fama di Moab,
a Chesbon tramano il male contro di essa:
“Venite ed eliminiamola dalle nazioni”.
Anche tu, Madmen, sarai demolita,
la spada ti inseguirà.
3Una voce, un grido da Coronàim:
“Devastazione e rovina grande!”.
4Abbattuta è Moab,
le grida si fanno sentire fino a Soar.
5Piangendo, salgono la salita di Luchìt,
giù per la discesa di Coronàim
si odono grida strazianti:
6“Fuggite, salvate la vostra vita!
Siate come l’asino selvatico nel deserto”.
7Poiché hai posto la fiducia
nelle tue fortezze e nei tuoi tesori,
anche tu sarai preso e Camos andrà in esilio,
insieme con i suoi sacerdoti e con i suoi capi.
8Il devastatore verrà contro ogni città,
nessuna città potrà scampare.
Sarà devastata la valle e la pianura desolata,
come dice il Signore.
9Erigete un cippo funebre a Moab,
perché è tutta in rovina.
Le sue città diventeranno un deserto,
nessuno le abiterà.
10Maledetto chi compie fiaccamente l’opera del Signore,
maledetto chi trattiene la spada dal sangue!
11Moab era tranquillo fin dalla giovinezza,
riposava come vino sulla sua feccia,
non è stato travasato di botte in botte,
né è mai andato in esilio;
per questo gli è rimasto il suo sapore,
il suo profumo non si è alterato.
12Per questo giorni verranno
– oracolo del Signore –
nei quali manderò uomini a travasarlo,
vuoteranno le sue botti
e frantumeranno i suoi otri.
13Moab si vergognerà di Camos come la casa d’Israele si è vergognata di Betel, in cui aveva riposto la sua fiducia.
14Come potete dire:
“Noi siamo uomini prodi
e uomini valorosi per la battaglia”?
15Il devastatore di Moab sale contro di lui,
i suoi giovani migliori scendono al macello.
Oracolo del re, il cui nome è Signore degli eserciti.
16È vicina la rovina di Moab,
la sua sventura avanza in gran fretta.
17Compiangetelo, voi tutti suoi vicini
e tutti voi che conoscete il suo nome;
dite: “Come si è spezzata la verga robusta,
quello scettro magnifico?”.
18Scendi dalla tua gloria, siedi sull’arido suolo,
o popolo che abiti a Dibon;
poiché il devastatore di Moab sale contro di te,
egli distrugge le tue fortezze.
19Sta sulla strada e osserva,
tu che abiti ad Aroèr.
Interroga il fuggiasco e lo scampato,
domanda: “Che cosa è successo?”.
20Moab prova vergogna, è in rovina;
urlate, gridate,
annunciate sull’Arnon
che Moab è devastato.
21È arrivato il giudizio per la regione dell’altopiano, per Colon, per Iaas e per Mefàat, 22per Dibon, per Nebo e per Bet-Diblatàim, 23per Kiriatàim, per Bet-Gamul e per Bet-Meon, 24per Keriòt e per Bosra, per tutte le città del territorio di Moab, lontane e vicine.
25È infranta la potenza di Moab,
è spezzato il suo braccio.
Oracolo del Signore.
26Inebriatelo, perché si è sollevato contro il Signore, e Moab si rotolerà nel vomito e anch’esso diventerà oggetto di scherno. 27Non è stato forse Israele per te oggetto di scherno? Fu questi forse sorpreso fra i ladri, dato che quando parli di lui scuoti sempre la testa?
28Abbandonate le città e dimorate nelle rupi,
abitanti di Moab,
siate come la colomba, che fa il nido
sull’orlo di un precipizio.
29Abbiamo udito l’orgoglio di Moab,
il grande orgoglioso,
la sua superbia, il suo orgoglio, la sua alterigia,
l’altezzosità del suo cuore.
30Conosco bene la sua tracotanza – oracolo del Signore –, l’inconsistenza delle sue chiacchiere, le sue opere vane. 31Per questo alzo un lamento su Moab, grido per tutto Moab, gemo per gli uomini di Kir-Cheres.
32Io piango per te come per Iazer,
o vigna di Sibma!
I tuoi tralci arrivavano al mare,
raggiungevano Iazer.
Sui tuoi frutti e sulla tua vendemmia
è piombato il devastatore.
33Sono scomparse gioia e allegria
dai frutteti e dalla regione di Moab.
È finito il vino nei tini,
non pigia più il pigiatore,
il canto di gioia non è più canto di gioia.
34Delle grida di Chesbon e di Elalè si diffonde l’eco fino a Iaas; da Soar si odono grida fino a Coronàim e a Eglat-Selisià, poiché anche le acque di Nimrìm sono un deserto. 35Io farò scomparire in Moab – oracolo del Signore – chi sale sulle alture e chi brucia incenso ai suoi dèi. 36Perciò il mio cuore per Moab geme come i flauti, il mio cuore geme come i flauti per gli uomini di Kir-Cheres, poiché sono venute meno le loro scorte. 37Sì, ogni testa è rasata, ogni barba è tagliata; ci sono incisioni sulle mani e tutti i fianchi sono coperti di sacco. 38Sopra tutte le terrazze di Moab e nelle sue piazze è tutto un lamento, perché io ho spezzato Moab come un vaso senza valore. Oracolo del Signore. 39Come è rovinato! Gridate! Come Moab ha voltato vergognosamente le spalle! Moab è diventato oggetto di scherno e di orrore per tutti i suoi vicini.
40Poiché così dice il Signore:
Ecco, come l’aquila si libra
e distende le ali su Moab.
41Le città sono prese, le fortezze sono espugnate.
In quel giorno il cuore dei prodi di Moab
sarà come il cuore di una donna nei dolori del parto.
42Moab è distrutto, ha cessato di essere popolo,
perché si è sollevato contro il Signore.
43Terrore, fossa e laccio
ti sovrastano, o abitante di Moab.
Oracolo del Signore.
44Chi fugge al grido di terrore
cadrà nella fossa,
chi risale dalla fossa
sarà preso nel laccio,
perché io manderò sui Moabiti tutto questo
nell’anno del loro castigo.
Oracolo del Signore.
45All’ombra di Chesbon si fermano
spossati i fuggiaschi,
ma un fuoco esce da Chesbon,
una fiamma dal palazzo di Sicon
e divora le tempie di Moab
e il cranio di uomini turbolenti.
46Guai a te, Moab,
sei perduto, popolo di Camos,
poiché i tuoi figli sono condotti in schiavitù,
le tue figlie in esilio.
47Ma io cambierò la sorte di Moab
negli ultimi giorni».
Oracolo del Signore.
Fin qui il giudizio su Moab.

 

L’oracolo riguardo ai Filitsei non deve necessariamente farci pensare al tempo di Davide e Golia (filisteo). L’autore ha in mente l’avanzata di Nabucodonosor e la conquista delle città sul mare, vere fortezze per il commercio che esercitavano. Dunque, Tiro e Sidone innanzitutto, fino a Gaza. Queste città, più che distrutte, vivranno in continua sofferenza e oppressione. Avranno perduto tutta la loro forza dovuta … ai traffici e al commercio!

La parola riguardo a Moab è lunghissima, anche perché il popolo di Moab (a est del Mar Morto) è imparentato con Israele (vedi Rut, nonna di Davide).

Il motivo della caduta delle tante floride città di Moab è che “tu, Moab, hai posto la fiducia nelle tua fortezza e nei tuoi tesori”. Di più, ancora: “Perfino il tuo Dio Camos deve andare in esilio coi suoi sacerdoti e i suoi capi”.

Facciamo attenzione al linguaggio violento e crudo [“Maledetto chi compie fiaccamente l’opera del Signore, maledetto chi trattiene la spada dal sangue!”] Non si vuol maledire nessuno, ma semplicemente dire che per Moab le cose andranno di male in peggio.

E cioè sarà umiliata la sua superbia dovuta alle sue ricchezze, ma soprattutto si vergognerà della fiducia riposta nel “loro dio”.

Il lungo testo con tutte le sventure (che … fanno piangere anche Dio!) si conclude con una parola profetica di risurrezione e vita: “Negli ultimi giorni, però, io ribalterò le sorti di Moab”.

[Una cosa bella e curiosa, spiritualmente parlando. E’ proprio nel territorio di Moab, a Main, che vive una piccola e feconda parte della Piccola famiglia dell’Annunziata (Monte Sole)]

Filistei e Moab

Mag 3, 2021 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

 

Parola del Signore che fu rivolata al profeta Geremia sui Filistei, prima che il faraone occupasse Gaza

2Così dice il Signore:
«Ecco, si sollevano ondate dal settentrione,
diventano un torrente che straripa.
Allagano la terra e ciò che è in essa,
la città e i suoi abitanti.
Gli uomini gridano,
urlano tutti gli abitanti della terra.
3Allo strepito scalpitante degli zoccoli dei suoi cavalli,
al fragore dei suoi carri, al cigolio delle ruote,
i padri non si voltano verso i figli,
le loro mani sono senza forza,
4perché è arrivato il giorno
in cui saranno distrutti tutti i Filistei
e saranno abbattute Tiro e Sidone
con quanti sono rimasti ad aiutarle;
il Signore infatti distrugge i Filistei,
il resto dell’isola di Caftor.
5Fino a Gaza si sono rasati per lutto,
Àscalon è ridotta al silenzio.
Asdod, povero resto degli Anakiti,
fino a quando ti farai incisioni?
6Ah! spada del Signore,
quando ti concederai riposo?
Rientra nel fodero, férmati e càlmati.
7Come potrà riposare,
se il Signore le ha ordinato di agire?
Contro Àscalon e tutta la costa del mare,
là egli l’ha destinata».

1Su Moab.
Così dice il Signore degli eserciti, Dio d’Israele:
«Guai a Nebo, poiché è devastata!
Piena di vergogna e catturata è Kiriatàim,
sente vergogna, è abbattuta la roccaforte.
2Non esiste più la fama di Moab,
a Chesbon tramano il male contro di essa:
“Venite ed eliminiamola dalle nazioni”.
Anche tu, Madmen, sarai demolita,
la spada ti inseguirà.
3Una voce, un grido da Coronàim:
“Devastazione e rovina grande!”.
4Abbattuta è Moab,
le grida si fanno sentire fino a Soar.
5Piangendo, salgono la salita di Luchìt,
giù per la discesa di Coronàim
si odono grida strazianti:
6“Fuggite, salvate la vostra vita!
Siate come l’asino selvatico nel deserto”.
7Poiché hai posto la fiducia
nelle tue fortezze e nei tuoi tesori,
anche tu sarai preso e Camos andrà in esilio,
insieme con i suoi sacerdoti e con i suoi capi.
8Il devastatore verrà contro ogni città,
nessuna città potrà scampare.
Sarà devastata la valle e la pianura desolata,
come dice il Signore.
9Erigete un cippo funebre a Moab,
perché è tutta in rovina.
Le sue città diventeranno un deserto,
nessuno le abiterà.
10Maledetto chi compie fiaccamente l’opera del Signore,
maledetto chi trattiene la spada dal sangue!
11Moab era tranquillo fin dalla giovinezza,
riposava come vino sulla sua feccia,
non è stato travasato di botte in botte,
né è mai andato in esilio;
per questo gli è rimasto il suo sapore,
il suo profumo non si è alterato.
12Per questo giorni verranno
– oracolo del Signore –
nei quali manderò uomini a travasarlo,
vuoteranno le sue botti
e frantumeranno i suoi otri.
13Moab si vergognerà di Camos come la casa d’Israele si è vergognata di Betel, in cui aveva riposto la sua fiducia.
14Come potete dire:
“Noi siamo uomini prodi
e uomini valorosi per la battaglia”?
15Il devastatore di Moab sale contro di lui,
i suoi giovani migliori scendono al macello.
Oracolo del re, il cui nome è Signore degli eserciti.
16È vicina la rovina di Moab,
la sua sventura avanza in gran fretta.
17Compiangetelo, voi tutti suoi vicini
e tutti voi che conoscete il suo nome;
dite: “Come si è spezzata la verga robusta,
quello scettro magnifico?”.
18Scendi dalla tua gloria, siedi sull’arido suolo,
o popolo che abiti a Dibon;
poiché il devastatore di Moab sale contro di te,
egli distrugge le tue fortezze.
19Sta sulla strada e osserva,
tu che abiti ad Aroèr.
Interroga il fuggiasco e lo scampato,
domanda: “Che cosa è successo?”.
20Moab prova vergogna, è in rovina;
urlate, gridate,
annunciate sull’Arnon
che Moab è devastato.
21È arrivato il giudizio per la regione dell’altopiano, per Colon, per Iaas e per Mefàat, 22per Dibon, per Nebo e per Bet-Diblatàim, 23per Kiriatàim, per Bet-Gamul e per Bet-Meon, 24per Keriòt e per Bosra, per tutte le città del territorio di Moab, lontane e vicine.
25È infranta la potenza di Moab,
è spezzato il suo braccio.
Oracolo del Signore.
26Inebriatelo, perché si è sollevato contro il Signore, e Moab si rotolerà nel vomito e anch’esso diventerà oggetto di scherno. 27Non è stato forse Israele per te oggetto di scherno? Fu questi forse sorpreso fra i ladri, dato che quando parli di lui scuoti sempre la testa?
28Abbandonate le città e dimorate nelle rupi,
abitanti di Moab,
siate come la colomba, che fa il nido
sull’orlo di un precipizio.
29Abbiamo udito l’orgoglio di Moab,
il grande orgoglioso,
la sua superbia, il suo orgoglio, la sua alterigia,
l’altezzosità del suo cuore.
30Conosco bene la sua tracotanza – oracolo del Signore –, l’inconsistenza delle sue chiacchiere, le sue opere vane. 31Per questo alzo un lamento su Moab, grido per tutto Moab, gemo per gli uomini di Kir-Cheres.
32Io piango per te come per Iazer,
o vigna di Sibma!
I tuoi tralci arrivavano al mare,
raggiungevano Iazer.
Sui tuoi frutti e sulla tua vendemmia
è piombato il devastatore.
33Sono scomparse gioia e allegria
dai frutteti e dalla regione di Moab.
È finito il vino nei tini,
non pigia più il pigiatore,
il canto di gioia non è più canto di gioia.
34Delle grida di Chesbon e di Elalè si diffonde l’eco fino a Iaas; da Soar si odono grida fino a Coronàim e a Eglat-Selisià, poiché anche le acque di Nimrìm sono un deserto. 35Io farò scomparire in Moab – oracolo del Signore – chi sale sulle alture e chi brucia incenso ai suoi dèi. 36Perciò il mio cuore per Moab geme come i flauti, il mio cuore geme come i flauti per gli uomini di Kir-Cheres, poiché sono venute meno le loro scorte. 37Sì, ogni testa è rasata, ogni barba è tagliata; ci sono incisioni sulle mani e tutti i fianchi sono coperti di sacco. 38Sopra tutte le terrazze di Moab e nelle sue piazze è tutto un lamento, perché io ho spezzato Moab come un vaso senza valore. Oracolo del Signore. 39Come è rovinato! Gridate! Come Moab ha voltato vergognosamente le spalle! Moab è diventato oggetto di scherno e di orrore per tutti i suoi vicini.
40Poiché così dice il Signore:
Ecco, come l’aquila si libra
e distende le ali su Moab.
41Le città sono prese, le fortezze sono espugnate.
In quel giorno il cuore dei prodi di Moab
sarà come il cuore di una donna nei dolori del parto.
42Moab è distrutto, ha cessato di essere popolo,
perché si è sollevato contro il Signore.
43Terrore, fossa e laccio
ti sovrastano, o abitante di Moab.
Oracolo del Signore.
44Chi fugge al grido di terrore
cadrà nella fossa,
chi risale dalla fossa
sarà preso nel laccio,
perché io manderò sui Moabiti tutto questo
nell’anno del loro castigo.
Oracolo del Signore.
45All’ombra di Chesbon si fermano
spossati i fuggiaschi,
ma un fuoco esce da Chesbon,
una fiamma dal palazzo di Sicon
e divora le tempie di Moab
e il cranio di uomini turbolenti.
46Guai a te, Moab,
sei perduto, popolo di Camos,
poiché i tuoi figli sono condotti in schiavitù,
le tue figlie in esilio.
47Ma io cambierò la sorte di Moab
negli ultimi giorni».
Oracolo del Signore.
Fin qui il giudizio su Moab.

 

L’oracolo riguardo ai Filitsei non deve necessaria

Domenica 2 Maggio 2021 – V Tempo di Pasqua – Anno B

Mag 2, 2021 | Postato da Francesca Ospitali - Accompagnamento quotidiano

Per accedere alla diretta streaming della messa delle 10.30 clicca qui

ANTIFONA

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie;
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia. Alleluia. (Sal 97,1-2)

CANTO DI INGRESSO

SVEGLIATI O SION
Rit. Svegliati, svegliati o Sion,
metti le vesti più belle.
Scuoti la polvere ed alzati,
Santa Gerusalemme!
Ecco ti tolgo di mano
il calice della vertigine.
La coppa della mia ira,
tu non berrai più.
Rit.
Sciogli dal collo i legami
e leva al cielo i tuoi occhi.
Schiava figlia di Sion,
io ti libererò.
Rit.
Come son belli sui monti
i piedi del messaggero.
Colui che annunzia la pace
è messaggero di bene.
Rit. (2 volte)
finale: Santa Gerusalemme!
Santa Gerusalemme!

GLORIA A DIO
Gloria a Dio
nell’alto dei cieli
e pace in terra
agli uomini ch’egli ama.
(2 volte)
Noi ti lodiamo, ti benediciamo,
ti adoriamo, ti glorifichiamo,
ti rendiamo grazie
per la tua immensa gloria.
Signore Dio, re del cielo,
Dio Padre onnipotente,
Figlio unigenito,
Cristo Gesù.
Gloria
Signore Dio, Agnello di Dio,
Figlio del Padre onnipotente,
Tu che togli i peccati del mondo
abbi pietà di noi.
Tu che togli i peccati del mondo
accogli benigno la nostra preghiera,
Tu che siedi alla destra del Padre,
abbi pietà di noi.
Gloria
Tu solo il Santo,
Tu solo il Signore,
Tu l’altissimo Gesù Cristo
con lo Spirito Santo
nella gloria del Padre.
Gloria a Dio
nell’alto dei cieli
e pace in terra
agli uomini ch’egli ama.
(2 volte)

Prima Lettura: Dagli Atti degli Apostoli (At 9,26-31)

In quei giorni, Saulo, venuto a Gerusalemme, cercava di unirsi ai discepoli, ma tutti avevano paura di lui, non credendo che fosse un discepolo.
Allora Bàrnaba lo prese con sé, lo condusse dagli apostoli e raccontò loro come, durante il viaggio, aveva visto il Signore che gli aveva parlato e come in Damasco aveva predicato con coraggio nel nome di Gesù. Così egli poté stare con loro e andava e veniva in Gerusalemme, predicando apertamente nel nome del Signore. Parlava e discuteva con quelli di lingua greca; ma questi tentavano di ucciderlo. Quando vennero a saperlo, i fratelli lo condussero a Cesarèa e lo fecero partire per Tarso.
La Chiesa era dunque in pace per tutta la Giudea, la Galilea e la Samarìa: si consolidava e camminava nel timore del Signore e, con il conforto dello Spirito Santo, cresceva di numero.
Parola di Dio
Salmo Responsoriale: Sal 21

A te la mia lode, Signore, nella grande assemblea.

Scioglierò i miei voti davanti ai suoi fedeli.
I poveri mangeranno e saranno saziati,
loderanno il Signore quanti lo cercano;
il vostro cuore viva per sempre!

Ricorderanno e torneranno al Signore
tutti i confini della terra;
davanti a te si prostreranno
tutte le famiglie dei popoli.

A lui solo si prostreranno
quanti dormono sotto terra,
davanti a lui si curveranno
quanti discendono nella polvere.

Ma io vivrò per lui,
lo servirà la mia discendenza.
Si parlerà del Signore alla generazione che viene;
annunceranno la sua giustizia;
al popolo che nascerà diranno:
«Ecco l’opera del Signore!».

Seconda lettura: Dalla prima lettera di San Giovanni Apostolo (1Gv 3,18-24)
Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità.
In questo conosceremo che siamo dalla verità e davanti a lui rassicureremo il nostro cuore, qualunque cosa esso ci rimproveri. Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa.
Carissimi, se il nostro cuore non ci rimprovera nulla, abbiamo fiducia in Dio, e qualunque cosa chiediamo, la riceviamo da lui, perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quello che gli è gradito.
Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato. Chi osserva i suoi comandamenti rimane in Dio e Dio in lui. In questo conosciamo che egli rimane in noi: dallo Spirito che ci ha dato.
Parola di Dio

Alleluja, Alleluja, Lodate il Signore! Alleluja, Alleluja, Lodate il Signore!
Rimanete in me e io in voi, dice il Signore,
chi rimane in me porta molto frutto.
Alleluja, Alleluja, Lodate il Signore! Alleluja, Alleluja, Lodate il Signore!

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 15,1-8)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».
Parola del Signore

CANTO D’ OFFERTORIO: 
FRUTTO DELLA NOSTRA TERRA
Frutto della nostra terra,
del lavoro di ogni uomo:
pane della nostra vita,
cibo della quotidianità.
Tu che lo prendevi un giorno,
lo spezzavi per i tuoi,
oggi vieni in questo pane,
cibo vero dell’umanità.
RIT: E sarò pane, e sarò vino nella mia vita,
nelle tue mani. Ti accoglierò dentro di
me, farò di me un’offerta viva, un
sacrificio gradito a Te.
Frutto della nostra terra,
del lavoro di ogni uomo:
vino delle nostre vigne,
sulla mensa dei fratelli tuoi
Tu che lo prendevi un giorno,
lo bevevi con i tuoi,
oggi vieni in questo vino
e ti doni per la vita mia. RIT 

PADRE NOSTRO che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome,  venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra.  Dacci oggi il nostro pane quotidiano,  e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,  e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male.”

CANTI DI COMUNIONE:
COME FUOCO VIVO
Rit. Come fuoco vivo si accende in noi
un’immensa felicità
che mai più nessuno ci toglierà
perché tu sei ritornato.
Chi potrà tacere da ora in poi
che sei Tu in cammino con noi,
che la morte è vinta per sempre, che
ci hai ridonato la vita?
Spezzi il pane davanti a noi
mentre il sole è al tramonto:
ora gli occhi ti vedono,
sei tu! Resta con noi.
Rit.
E per sempre ti mostrerai
in quel gesto d’amore:
mani che ancora spezzano
pane d’eternità.
Rit.
VERBUM PANIS
Prima del tempo
prima ancora che la terra
cominciasse a vivere
il Verbo era presso Dio.
Venne nel mondo
e per non abbandonarci
in questo viaggio ci lasciò
tutto se stesso come pane.
Verbum caro factum est
Verbum panis factum est. (2v)
RIT: Qui spezzi ancora
il pane in mezzo a noi
e chiunque mangerà
non avrà più fame.
Qui vive la tua chiesa intorno a te
dove ognuno troverà
la sua vera casa.
Verbum caro factum est
Verbum panis factum est.
Verbum caro factum est
Verbum panis.
Prima del tempo
quando l’universo fu creato
dall’oscurità
il Verbo era presso Dio.
Venne nel mondo
nella sua misericordia
Dio ha mandato il Figlio suo
tutto se stesso come pane.
Verbum caro factum est
Verbum panis factum est. (2v)
RIT: Qui spezzi ancora
il pane in mezzo a noi
e chiunque mangerà
non avrà più fame.
Qui vive la tua chiesa intorno a te
dove ognuno troverà
la sua vera casa.
Verbum caro factum est
Verbum panis factum est. (2v)

REGINA COELI
Regina coeli, laetare, alleluia
quia quem meruisti portare, alleluia
resurrexit, sicut dixit, alleluia
ora pro nobis Deum, alleluia
[Regina dei cieli, rallegrati, alleluia
Cristo, che hai portato nel grembo, alleluia,
è risorto, come aveva promesso, alleluia
prega il Signore per noi, alleluia.]

CANTO FINALE:

MUSICA DI FESTA

Cantate al Signore
un cantico nuovo.
Splende la sua gloria!
Grande è la sua forza,
grande è la sua pace,
grande la sua santità!
Rit. In tutta la terra,
popoli del mondo,
gridate la sua fedeltà!
Musica di festa,
musica di lode,
musica di libertà.
Agli occhi del mondo
ha manifestato la sua salvezza,
per questo si canti,
per questo si danzi,
per questo si celebri!
Rit.
Con l’arpa ed il corno,
con timpani e flauti,
con tutta la voce!
Canti di dolcezza,
canti di salvezza,
canti di immortalità!
Rit.
I fiumi ed i monti
battono le mani
davanti al Signore.
La sua giustizia
giudica la terra,
giudica le genti.
Rit.
Al Dio che ci salva,
gloria in eterno!
Amen! Alleluia!
Gloria a Dio Padre,
gloria a Dio Figlio,
gloria a Dio Spirito!
Rit.

Scarica il libretto dei canti. Ti sarà molto utile in questo periodo in cui non si possono usare i libretti cartacei!

Oracolo su/contro Egitto

Mag 1, 2021 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Geremia 46,1-28

Parola del Signore che fu rivolta al profeta Geremia sulle nazioni.
2Sull’Egitto.
Contro l’esercito del faraone Necao, re d’Egitto, che si trovava a Càrchemis, presso il fiume Eufrate, esercito che Nabucodònosor, re di Babilonia, vinse nel quarto anno di Ioiakìm, figlio di Giosia, re di Giuda.
3«Preparate scudo grande e piccolo
e avanzate per la battaglia.
4Attaccate i cavalli,
montate, o cavalieri.
Schieratevi con gli elmi,
lucidate le lance,
indossate le corazze!
5Che vedo?
Sono spaventati, retrocedono!
I loro prodi sono sconfitti,
fuggono a precipizio
senza voltarsi;
terrore all’intorno.
Oracolo del Signore.
6Il più agile non sfuggirà
né il più prode si salverà.
A settentrione, sulla riva dell’Eufrate,
inciampano e cadono.
7Chi è colui che trabocca come il Nilo,
come un fiume dalle acque turbolente?
8È l’Egitto che trabocca come il Nilo,
come un fiume dalle acque turbolente.
Esso dice: “Salirò, ricoprirò la terra,
distruggerò la città e i suoi abitanti”.
9Caricate, cavalli,
avanzate, carri!
Avanti, o prodi,
uomini di Etiopia e di Put,
voi che impugnate lo scudo,
e voi di Lud che tendete l’arco.
10Ma quel giorno per il Signore, Dio degli eserciti,
è giorno di vendetta, per punire i nemici.
La sua spada divorerà,
si sazierà e si inebrierà del loro sangue;
poiché sarà un sacrificio per il Signore, Dio degli eserciti,
nella terra del settentrione, presso il fiume Eufrate.
11Sali in Gàlaad a prendere il balsamo,
vergine, figlia d’Egitto.
Invano moltiplichi i rimedi,
ma non c’è guarigione per te.
12Le nazioni hanno saputo del tuo disonore;
del tuo grido di dolore è piena la terra,
poiché il prode inciampa nel prode,
tutti e due cadono insieme».
13Parola che il Signore comunicò al profeta Geremia quando Nabucodònosor, re di Babilonia, giunse per colpire la terra d’Egitto.
14«Annunciatelo in Egitto,
fatelo sapere a Migdol,
fatelo udire a Menfi e a Tafni;
dite: “Àlzati e prepàrati,
perché la spada divora intorno a te”.
15Perché mai il tuo potente è travolto?
Non resiste perché il Signore l’ha rovesciato.
16Una gran folla vacilla e stramazza,
ognuno dice al vicino:
“Su, torniamo al nostro popolo,
al paese dove siamo nati,
lontano dalla spada micidiale!”.
17Chiamate pure fanfarone il faraone, re d’Egitto:
si lascia sfuggire il momento opportuno.
18Per la mia vita
– oracolo del re il cui nome è Signore degli eserciti –,
verrà uno simile al Tabor fra le montagne,
come il Carmelo presso il mare.
19Prepàrati il bagaglio per l’esilio,
o figlia che abiti l’Egitto,
perché Menfi sarà ridotta a un deserto,
sarà devastata, senza abitanti.
20Giovenca bellissima è l’Egitto,
ma un tafano viene su di lei dal settentrione.
21Anche i suoi mercenari in mezzo ad essa
sono come vitelli da ingrasso.
Anch’essi infatti hanno voltato le spalle,
fuggono insieme, non resistono,
poiché è giunto su di loro il giorno della sventura,
il tempo del loro castigo.
22La sua voce è come di serpente che fugge,
poiché i nemici avanzano con un esercito
e vengono contro di lei,
armati di scure come tagliaboschi.
23Abbattono la sua selva – oracolo del Signore –
e non si possono contare,
essi sono più delle locuste, sono senza numero.
24Prova vergogna la figlia d’Egitto,
è data in mano a un popolo del settentrione».
25Il Signore degli eserciti, Dio d’Israele, dice: «Ecco, punirò Amon di Tebe, l’Egitto, i suoi dèi e i suoi re, il faraone e coloro che confidano in lui. 26Li consegnerò in mano di quanti vogliono la loro vita, in mano di Nabucodònosor, re di Babilonia, e dei suoi ministri. Ma dopo sarà abitato come in passato. Oracolo del Signore.
27Ma tu non temere, Giacobbe, mio servo,
non abbatterti, Israele,
perché io libererò te dalla terra lontana,
la tua discendenza dalla terra del suo esilio.
Giacobbe ritornerà e avrà riposo,
vivrà tranquillo e nessuno lo molesterà.
28Tu non temere, Giacobbe, mio servo
– oracolo del Signore –,
perché io sono con te.
Sterminerò tutte le nazioni
tra le quali ti ho disperso,
ma non sterminerò te;
ti castigherò secondo giustizia,
non ti lascerò del tutto impunito».

 

La parola del Signore è stata rivolta a Israele. Ed è quello che abbiamo letto fino ad ora. Era accusa del peccato, invito ad abbandonare idoli e proprio pensieri, promessa di salvezza. Salvezza resa possibile da un nuovo atto creatore del Signore che porta ad una alleanza eterna, fondata sull’amore di un Dio che perdona.

Ora, la parola del Signore è rivolta “su/contro le nazioni”: le potenze di questo mondo che hanno oppresso Israele, ma che lo hanno anche sedotto, e dalle quali Israele si è lasciato sedurre … per compiere male.

In linea generale, gli “oracoli su/contro” il tale o tal altro popolo prende avvio da un fatto concreto: una sconfitta, un terremoto, una carestia ecc … accaduti al tale o tal altro popolo, principalmente alla grande Babilonia.

L’autore ne descrive la caduta, ma questa descrizione vale anche per le nazioni o poteri che si succederanno. Nazioni e poteri fanno paura, perché opprimono.

Ma il credente nel Signore non deve abbattersi, e nemmeno imitarli. Deve piuttosto sperare, pazientare, perseverare … abbandonandosi all’unica potenza che non tramonterà e che non opprimerà. Cioè al Signore che sta accanto ai suoi, a coloro che si fidano e si affidano a lui.

Dunque, gli “oracoli su/contro le nazioni”, alla fine, sono una esortazione per Israele, per noi lettori: a non fidarci delle potenze mondane, ma soltanto del Signore che ci ama e per questo ci parla.

Un’ultima affermazione riguarda il linguaggio. E’ violento e crudo: deve descrivere la morte … di un popolo, di una famiglia, di un’idea, di un progetto. E’ anche un linguaggio molto raffinato (è in poesia) con una retorica perfetta. Quello che è descritto non è mai successo così come è descritto! Soprattutto non mai un invito (al lettore) a fare come è descritto. In questo senso: attenzione ai verbi all’imperativo, per esempio. “preparate guerra, avanzate, attaccate … “. Tu non devi proprio fare niente, ma solo sapere che questo succederà … nel giudizio di Dio, già da ora!

Dunque: fidati di Dio! Le potenze mondane sono boriose, superbe, seduttrici, e ti inducono a credere che siano “divine”. Mai affidarti ad esse, mai comportarti come loro, mai seguirle!

Veniamo al brano di oggi. E’ volto “su/contro l’Egitto”. Il faraone Necao fu sconfitto a Carchemis (attuale Siria Nord) da Nabucodonosor. Così perse il suo potere, anche su Israele. Perché allora tu, Israele, vai in Egitto? Perché ti allei con lui, perché confidi in lui, perché offri sacrifici ai suoi dèi, perché vivi come gli Egiziani?

Perché non segui il tuo Signore, in obbedienza ai comandi nella terra che ti ha dato?