Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo

Marco 7,16-23


17Quando entrò in una casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli lo interrogavano sulla parabola. 18E disse loro: «Così neanche voi siete capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può renderlo impuro, 19perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna?». Così rendeva puri tutti gli alimenti. 20E diceva: «Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo. 21Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, 22adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. 23Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».

 

Gesù lascia la folla ed entra “in casa”. Parlando alla folla aveva fatto uso della seguente espressione, ancora enigmatica: “Sono le cose che escono dalla persona, quelle che la contaminano”. I discepoli lo interrogano sulla parabola.

Ai suoi discepoli, in disparte, Gesù spiega, un po’ meravigliandosi e un po’ anche … banalizzando: “Non capite che tutto quanto entra dal di fuori nella persona non può contaminarla, perché non gli entra nel cuore, ma nello stomaco, e uscendo va a finire nella fogna?”. Qui, abbiamo una postilla nella trasmissione del testo: “Così rendeva puro ogni cibo”. [Probabilmente è una riflessione di Marco evangelista per i suoi lettori di allora, e per noi oggi. Riflessione che attesta una prassi già acquisita dalle comunità, e che riconosceva che ogni cibo è puro]

È importante, invece, l’aggiunta di Gesù: “Ciò che esce dalla persona, questo la contamina”. Ed esemplifica: “Dall’intimo del cuore delle persone [sappiamo ormai che il “cuore” è sede di volontà, discernimento e decisione] vengono fuori i ragionamenti cattivi … “. Il “via” alle cose cattive non è dato tanto dal mondo o dalla storia, ma dall’intimo, e precisamente dai ragionamenti o pensieri che sono dentro all’uomo. Notiamo che le deviazioni o cose cattive elencate vanno tutte in senso orizzontale (verso il prossimo) e sono dodici … come le dodici tribù di Israele e come i dodici apostoli. L’impurità vera (non più e non solo rituale) è “quel qualcosa” che rovina la comunione degli esseri umani, esalta la divisione e rende gli uomini nemici l’uno all’altro, sempre in competizione. L’ultima cosa cattiva che esce dal cuore dell’uomo è la stoltezza generata dalla arroganza o sopravvalutazione di sé. Dunque, è l’orgoglio che genera la più grande contaminazione nel mondo, e l’orgoglio viene dal “cuore”, da “dentro”. [Nella riflessione di oggi è bene considerare una ad una le “cose cattive” che vengono dal “cuore” e vedere se mai qualcuna abbia messo radici … Chiediamo con umiltà la conversione che viene dal “cuore nuovo” che ci è stato donato]