Marco 4,1-13
Cominciò di nuovo a insegnare lungo il mare. Si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli, salito su una barca, si mise a sedere stando in mare, mentre tutta la folla era a terra lungo la riva. 2Insegnava loro molte cose con parabole e diceva loro nel suo insegnamento: 3«Ascoltate. Ecco, il seminatore uscì a seminare. 4Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. 5Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; e subito germogliò perché il terreno non era profondo, 6ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. 7Un’altra parte cadde tra i rovi, e i rovi crebbero, la soffocarono e non diede frutto. 8Altre parti caddero sul terreno buono e diedero frutto: spuntarono, crebbero e resero il trenta, il sessanta, il cento per uno». 9E diceva: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
10Quando poi furono da soli, quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole. 11Ed egli diceva loro: «A voi è stato dato il mistero del regno di Dio; per quelli che sono fuori invece tutto avviene in parabole, 12affinché
guardino, sì, ma non vedano,
ascoltino, sì, ma non comprendano,
perché non si convertano e venga loro perdonato».
13E disse loro: «Non capite questa parabola, e come potrete comprendere tutte le parabole?
“Cominciò di nuovo a insegnare lungo il mare”. Gesù persevera in un insegnamento quotidiano, ordinario e pubblico. In questo contesto inusuale (il mare!) Marco annota anche la modalità o tipo di insegnamento: “Si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli, salito su una barca, si mise a sedere stando in mare, mentre tutta la folla era a terra lungo la riva.” L’insegnamento “su e da una barca” è un singolare modo di “pescare”: non dei pesci, ma persone (vedi 1,17). Come una barca, anche la parola di colui che sta sopra di essa è … “ondeggiante”. Il “parlare in parabole” ti mette di fronte a un insegnamento simile al “moto ondoso”: la parola va e viene, s’innalza e s’abbassa, dice e non dice … Per cui, anche il tuo ascoltare è “ondeggiante”: capisci e non capisci, ti apri e ti chiudi, senti e non senti … Eppure, hai bisogno di una parola che venga dalla “terra ferma” non dalla “barca”: un parola che sia “chiara e sicura”. Per avere questo, bisogna che tu sia umile e chieda spiegazioni a Gesù “in casa”.
Dunque, Gesù insegna in parabole dalla barca alle folle che stanno sulla riva. Apre a quattro scene che gli ascoltatori conoscono bene, ma poi non sanno cosa si vuol dire con esse, nel più profondo (dovranno interrogare “in casa”). Un uomo uscì a seminare: “Una parte cadde lungo la strada; “un’altra cadde tra i sassi; “un’altra parte cadde fra le spine; “un’altra cadde in un bel terreno”. Conclusione o invito o provocazione: “Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti”. Vuol dire: non pensare di aver capito bene, rifletti, pensaci, vai più a fondo, e soprattutto … chiedi, interroga, sii pronto a cogliere il messaggio che normalmente non corrisponde a quello che ti è venuto in mente subito!
Di fatto, c’è chi chiede e interroga. “Quelli che erano intorno a lui con i Dodici lo interrogavano sulle parabole”. Siamo “in casa”, e non più in riva al mare; siamo “in comunità o famiglia o tua coscienza”. A “quelli di fuori – dice Gesù – ogni cosa viene data in parabole”. “Quelli di fuori” non sono quelli che (poco prima) stavano ascoltando sulla riva del mare, ma sono quelli che si fermano a un ascolto formale: vedono, ma non riescono a guardare a fondo; ascoltano, ma non comprendono; non tornano indietro, sì che siano perdonati. Sono parole difficili. Penso che voglia dire così il nostro evangelista Marco. Ci sono persone che ascoltano solo superficialmente, si accontentano di una comprensione solo letteraria … a distanza. Non permettono che la parola sia “per loro” ed entri “in loro” tanto da cambiarli. Sono persone che non si sentono “piccoli e bisognosi”, e così “non interrogano” il testo, non lo sentono rivolto a loro. Avviene, allora, che il “mistero del regno (che vuol dire vie per l’incontro con Dio, comunione con Dio) non è dato a loro. Non perché siano cattivi e ribelli, ma perché sono “sazi”, stanno bene come sono, e per questo “non interrogano”. [Può essere utile leggere Matteo 11,25-30]