Non abbiamo mai visto nulla di simile

Marco 2,1-12

 1 Entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa 2e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la parola.
3Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. 4Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. 5Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati».
6Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: 7«Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?». 8E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? 9Che cosa è più facile: dire al paralitico «Ti sono perdonati i peccati», oppure dire «Àlzati, prendi la tua barella e cammina»? 10Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, 11dico a te – disse al paralitico -: àlzati, prendi la tua barella e va’ a casa tua». 12Quello si alzò e subito presa la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».

Gesù non “sta (più) fuori, in luoghi deserti”, ma ritorna a Cafarnao e si trova “in casa”. [L’espressione “in casa” può riferirsi alla casa di Pietro (vedi 1,29)] Molta gente si raduna, ed è scritto che egli “annunciava loro la parola (letteralmente: parlava la parola)”. Annunciare la parola è attività diversa dal “insegnare nelle sinagoghe”. “Parlare la parola” (così nel greco) è un’attività singolare, tipica di Gesù, che qualifica il suo insegnamento come un “parlare popolare”, anche un “parlare libero, fuori da eloquenza”.

Quattro persone portano a Gesù un paralitico. La barella su cui è portato il paralitico viene calata dal tetto per una “apertura” operata nel tetto. Questa ingegnosità e questa determinazione trovano in Gesù un riconoscimento: è fede. Fede che stimola Gesù ad affermare provocatoriamente: “Figlio mio, ti sono rimessi i peccati”. [Come mai Gesù faccia riferimento ai peccati, non è detto nel Vangelo, e noi dobbiamo astenerci dal ritenere che sia il peccato il portatore della malattia. Io penso, appunto, che sia una provocazione come appare dai versetti seguenti]

Con ragione, “alcuni scribi pensavano in cuor loro” a una bestemmia. Quale mai identità può avere uno che si mette “al posto di Dio”. Dicono, infatti: “Chi può rimettere i peccati, se non Dio solo?”. La provocazione di Gesù si esprime in una domanda retorica, quasi banale: “E’ più facile dire: sei perdonato, o dire (a un paralitico): alzati e cammina?” Il centro di tutto il brano è la seguente affermazione: “Perché vediate che il Figlio dell’uomo ha potestà di rimettere peccati sulla terra … dico a te – dice al paralitico -: alzati, prendi la tua barella e va a casa tua” (v. 11). Gli scribi, per il momento, tacciono! La gente, invece, glorifica Dio dicendo: Una cosa così non l’abbiamo vista mai!”.

Cosa vuole passarci Marco come messaggio … nel cammino educativo della scoperta dell’identità di Gesù? In Gesù (“Figlio dell’uomo”) che guarisce il paralitico (cosa che tutti vedono!) è presente e si manifesta Dio che perdona e riporta l’uomo alla comunione con lui (cosa che nessuno può vedere!). Il Dio che perdona perché ama “si vede” e si esperimenta in Gesù. “Abbiamo visto mai una cosa simile?”.

A questo punto della lettura possiamo già notare come si pongono i primi interventi (miracoli) di Gesù. Sono un “radunare”, un “portare dentro alla comunione con Dio” persone che per vario motivo erano fuori: persone con spiriti impuri, con malattie, con lebbra. Infine, il suo intervento più grande è perdonare i peccati, eliminare ciò che tiene il mondo più lontano da Dio: il peccato, appunto (brano di oggi).