E subito li chiamò

Marco 1,16-20

16Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. 17Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». 18E subito lasciarono le reti e lo seguirono. 19Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. 20E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

La parola/accadimento che guida tutto il seguito del Vangelo di Marco è quella che abbiamo appena udita (ieri): “Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, 15e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo». La conversione non consiste più o non soltanto nel confessare i peccati e riprendere il cammino dell’obbedienza alla Legge (è quello che ha chiesto Giovanni il Battista), ma (e di più) consiste nel “credere al vangelo”. Vuol dire: fidatevi di quello che vi dico (vangelo/predicazione) e affidatevi a me (ascoltatemi/seguitemi).

Il brano di oggi ci mostra Gesù “itinerante lungo il mare di Galilea”. Non siamo in Giudea e non siamo nemmeno in una sinagoga, ma in luogo molto aperto: luogo di lavoro e vita (mare).

Gesù, dunque, cammina, passa, attraversa, abita un luogo di vita ordinaria: una vita complessa, faticosa, reale, veramente … umana. In questo luogo egli “vede” tutto quello che gli altri vedono: gente che vive lavorando. Il suo “vedere”, però, si fa “chiamata”. Giovanni Battista chiamava alla fedeltà alla Legge, chiamava a confessare i peccati, a convertirsi. Gesù non nega queste cose, ma pone prima una condizione: “Su, dietro a me, e vi farò diventare pescatori di uomini”. La frase suggerisce non soltanto cambiamento di lavoro, ma “trasformazione interiore”. Io – dice Gesù – farò sì che voi diventiate pescatori di uomini. Che è … un’altra cosa rispetto al continuare a pescare pesci! Il Vangelo di Marco racconterà questo “nuovo faticoso lavoro” che Gesù attua per trasformare i discepoli.

“Subito, lasciate le reti, lo seguirono”. Nel linguaggio del Vangelo, in particolare quello di Marco, la parola “subito” (usata infinite volte, … questa è già la terza: vedi vv. 10.12.20) non significa “all’istante”. Indica, invece, una consequenzialità, cioè, una scelta di vita legata alla parola udita. Da quel momento, per i discepoli Simone e Andrea, Giacomo e Giovanni tutto ha riferimento e prende senso dall’essere con e seguire Gesù, letteralmente, dal “camminare dietro a me”. Il punto di riferimento e di senso non sono più “le reti e il padre”, tutte cose buone. Si può stare e vivere … con le “reti e il padre”, ma non si deve … camminare dietro a loro. Il camminare dietro a Gesù vale per tutti. Infatti, tutti siamo discepoli.