Marco 1,9-15
9Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. 10E subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. 11E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».
12E subito lo Spirito lo sospinse nel deserto 13e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano.
14Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, 15e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
L’espressione (“come sta scritto” e poi “avvenne che”, vale a dire, la Scrittura) ha indicato e poi guidato la venuta di Giovanni, il Battista. Lo stesso stile letterario portatore di una visione teologica, cioè, la Scrittura stessa si ripropone anche oggi: “(Come sta scritto) avvenne che Gesù venne da Nazaret di Galilea”. Il “come sta scritto” ci dice la “responsabilità” o l’impegno di Dio verso la storia umana, ma anche la “responsabilità” e l’impegno della storia, di noi verso Dio. La Scrittura (come è scritto) si fa storia (avvenne) in un personaggio del tutto ordinario, per giunta nato in Galilea, terra di confine … molto inquinata dai pagani. [Attenzione! Per una lettura catecheticamente feconda che cerca di “scoprire di nuovo” chi è Gesù nostro salvatore, mettiamo tra parentesi (per il momento) i titoli del primo versetto. In altre parole: noi “non sappiamo” che Gesù è Cristo, è Messia, è Figlio di Dio]
Il testo afferma due cose. a) Gesù “fu battezzato nel Giordano”. Il ché significa: Gesù che scende nel Giordano, anche lui confessa i peccati. Ma c’è un’altra cosa. b) “Subito, risalendo dall’acqua, egli vide il cielo squarciato e lo Spirito che, come una colomba, discendeva su di lui”. Il ché significa: Gesù “risalendo dall’acqua (purificato) vide (fece esperienza) il cielo squarciato (in un certo senso Dio che si squarcia, si china) e lo Spirito che discendeva su di lui come una colomba (creando comunione dolce e piena)”.
Una terza cosa, la più importante e nuova: “E avvenne (fu) una voce dal cielo (voce da Dio): tu sei il Figlio mio, l’amato, in te mi sono compiaciuto”. Il ché significa: Gesù, riconosciuto da voi uomo ordinario, è mio figlio, mi appartiene ed è re (vedi Salmo 2,7), è amato (come Isacco, Genesi 22,2), è servo obbediente alla mia parola (come il Servo in Isaia 42,1) e quindi lo scelgo e gli affido una missione. Alla luce di tutte queste cose, il testo vuol dirci la “cosa importante” che è: la chiamata di Gesù da parte di Dio Padre, la sua consacrazione e la sua missione. A mio parere, tutta questa scena l’evangelista Marco la riferisce come percepita e vissuta solo da Gesù: è la “sua” chiamata, la chiamata “di lui”, da parte di Dio Padre.
“Subito lo Spirito lo sospinse verso il deserto”. Gesù deve e vuole, in unione allo Spirito venuto su di lui, ricuperare tutta l’esperienza del deserto, cioè, il rapporto aspro e forte tra Dio e il suo popolo Israele. Marco “non racconta” i particolari delle tentazioni. Dice semplicemente: “Nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano”. A Marco interessa dire che Gesù “fu tentato da Satana”. Indubbiamente, tentato a rifiutare la missione, il compito dato da Dio Padre, in una parola, tentato a disobbedire a Dio. Marco non dice nemmeno che Gesù fu vittorioso, dice soltanto che fu obbediente, e che la sua obbedienza ha creato armonia e pace in tutto l’ordine del creato. [Non così Adamo; non così il popolo nel deserto]
“Gesù andò in Galilea proclamando il vangelo di Dio, cioè, la buona notizia che viene da Dio. La buona notizia è questa: Dio si è avvicinato all’uomo, facendosi pastore e guida dell’umanità, tramite Gesù, incominciando dai “lontani”: la Galilea, zona di confine. “Convertitevi (non andate più per strade sbagliate, cambiate strada) e credete al vangelo (affidatevi a me, alla mia parola … seguitemi)”.
Abbiamo appena incominciato a leggere il Vangelo di Marco. Stiamo facendo i primi passi. Che siano passi non tanto per capire, ma passi per … affidarsi, camminare giorno dopo giorno, con Gesù e dietro a lui. Che il regno di Dio si avvicini anche a noi, e ci trasformi.