Ezechiele 41,1-4
1 M’introdusse poi nell’aula e misurò i pilastri: erano larghi sei cubiti da una parte e sei cubiti dall’altra. 2L’ingresso era largo dieci cubiti e i lati dell’ingresso cinque cubiti da una parte e cinque cubiti dall’altra. Misurò quindi l’aula: era lunga quaranta cubiti e larga venti.
3Andò poi nell’interno e misurò i pilastri dell’ingresso, due cubiti, e l’ingresso, sei cubiti; la larghezza dell’ingresso era di sette cubiti. 4Ne misurò ancora la lunghezza, venti cubiti e la larghezza, davanti all’aula, venti cubiti; poi mi disse: «Questo è il Santo dei Santi».
Abbiamo considerato (ieri) il cortile interno del tempio. È quadrato e ha nel suo centro il grande altare dei sacrifici. In questo spazio possono stare tutti gli ebrei e solo gli ebrei. Ora il cammino del profeta procede (ricordiamoci che tutto avviene “in visione”)
“L’uomo mi condusse nell’aula del tempio” [Ezechiele è sacerdote, e per questo può entrare nell’aula] Una precisazione. Il tempio vero e proprio, nei costumi di ogni popolo di quel tempo, risultava diviso in tre parti. [Il cortile interno dove si celebravano i sacrifici, propriamente, non era ancora tempio]. Le tre parti del tempio sono: a) Vestibolo o Atrio o Ingresso dalle mura mastodontiche. b) La grande sala centrale o santuario (potrebbe corrispondere al nostro presbiterio, quando – una volta – era separato dalla navata centrale da una balaustra). Qui entrano soltanto i sacerdoti per i loro servizi di turno. Vi si trovano: un piccolo altare per gli incensi, le tavole per i pani e i candelieri. c) Luogo santissimo o “Santo dei Santi” (“santi” non indica persone, ma oggetti o cose). Qui entra, col sangue delle vittime, solo il sommo sacerdote: una volta all’anno, nel giorno del Perdono (Yom Kippur). In questo luogo santissimo (un cubo: metri 10×10) era conservata l’arca dell’alleanza (con tavole della Legge) sormontata dalle figure dei cherubini. I passaggi da una parte all’altra erano segnati da molti gradini , pertanto chi entrava doveva … “salire”.