Ezechiele 15
1 Mi fu rivolta questa parola del Signore:
2«Figlio dell’uomo,
che pregi ha il legno della vite
di fronte a tutti gli altri legni della foresta?
3Si adopera forse quel legno per farne un oggetto?
Si può forse ricavarne un piolo per attaccarvi qualcosa?
4Ecco, lo si getta nel fuoco a bruciare,
il fuoco ne divora i due capi
e anche il centro è bruciacchiato.
Potrà essere utile per farne un oggetto?
5Anche quand’era intatto,
non serviva a niente:
ora, dopo che il fuoco l’ha divorato,
l’ha bruciato,
si potrà forse ricavarne qualcosa?
6Perciò così dice il Signore Dio:
Come io metto nel fuoco a bruciare il legno della vite
al posto del legno della foresta,
così io tratterò gli abitanti di Gerusalemme.
7Mi volterò contro di loro.
Da un fuoco sono scampati,
ma un fuoco li divorerà!
Allora saprete che io sono il Signore,
quando mi volterò contro di loro
8e renderò il paese deserto,
poiché sono stati infedeli».
Oracolo del Signore Dio.
A questo punto il libro ha sufficientemente aiutato il suo lettore a familiarizzare con la vicenda storica che Israele vive e con la visione teologica che il profeta propone. Un brevissimo testo, in forma di parabola, riassume i fatti e il loro senso. Si comincia con una serie di cinque domande rivolte al profeta. Domanda generale: “Che pregio ha il legno della vite … potrà essere utile, si potrà ricavare qualcosa?”
Si tratta di un legno scadente rispetto a tutti gli altri che si trovano nella foresta; un legno che non può essere impiegato per fare qualcosa di utile e che, quindi, non viene normalmente scelto. Già la Scrittura parla di Israele in quanto tale come di un popolo piccolo (Deuteronomio 7,7) che, di per sé, non avrebbe motivo per essere preferito ad altri, ma che è oggetto di una libera e gratuita scelta d’amore da parte del Signore (il tema della piccolezza e della scelta immeritata sarà ripreso all’inizio di Ez 16).
“Perciò così dice il Signore Dio”. Si ha lo scioglimento della piccola parabola, attraverso la costruzione di un paragone tra quanto accade al legno della vite bruciato dal fuoco e quanto accadrà agli abitanti di Gerusalemme: una prima bruciatura l’hanno già subita e un’altra li attende. L’immagine è associata all’azione di Dio che volge il suo volto contro coloro che abitano a Gerusalemme. La conclusione esplicita ancora che tutto è dipeso dall’infedeltà d’Israele, con un’espressione che alla lettera suona così: “Sono stati infedeli con infedeltà” … un’infedeltà perfetta!
Dunque, l’unico modo per “rivalutare/salvare” Israele (che è scadente quanto il legno della vite) è “bruciarlo” attraverso l’esilio, visto come operazione dolorosa di Dio per riportare Israele alla “terra” sulla via della conversione. Solo allora Israele potrà essere “utile a qualcosa”.