Ebrei 13,16-25
16Non dimenticatevi della beneficenza e della comunione dei beni, perché di tali sacrifici il Signore si compiace.
17Obbedite ai vostri capi e state loro sottomessi, perché essi vegliano su di voi e devono renderne conto, affinché lo facciano con gioia e non lamentandosi. Ciò non sarebbe di vantaggio per voi.
18Pregate per noi; crediamo infatti di avere una buona coscienza, desiderando di comportarci bene in tutto. 19Con maggiore insistenza poi vi esorto a farlo, perché io vi sia restituito al più presto.
20Il Dio della pace, che ha ricondotto dai morti il Pastore grande delle pecore, in virtù del sangue di un’alleanza eterna, il Signore nostro Gesù, 21vi renda perfetti in ogni bene, perché possiate compiere la sua volontà, operando in voi ciò che a lui è gradito per mezzo di Gesù Cristo, al quale sia gloria nei secoli dei secoli. Amen.
22Vi esorto, fratelli, accogliete questa parola di esortazione; proprio per questo vi ho scritto brevemente. 23Sappiate che il nostro fratello Timòteo è stato rilasciato; se arriva abbastanza presto, vi vedrò insieme a lui. 24Salutate tutti i vostri capi e tutti i santi. Vi salutano quelli dell’Italia. 25La grazia sia con tutti voi.
In modo più articolato l’autore esprime cosa comporta esistenzialmente il sacrificio di lode: “Non dimenticatevi della beneficenza e della condivisione: di tali sacrifici, infatti, Dio si compiace”. Altra importante esortazione ecclesiale: “Obbedite alle vostre guide e siate sottomessi, perché esse vegliano sulle vostre vite, in quanto devono renderne conto, perché lo facciano con gioia e non lamentandosi: questo non sarebbe vantaggioso per voi”. Chi guida deve rendere conto: che possa fare questo con gioia, frutto di comunione. Domanda di preghiera: “Pregate per noi; siamo convinti, infatti, di avere una buona coscienza, volendo comportarci bene in tutto”. [C’era un … altro che diceva sempre: “E non dimenticate di pregare per me”!!!]
Saluti finali. Viene invocato il “Dio della pace”. Si afferma anche come e da dove viene la pace. Viene da Dio: “Colui che ha fatto risalire dai morti il grande pastore delle pecore, con sangue di alleanza eterna, il Signore nostro Gesù”. Dunque, Dio ha donato pace quando ha tirato fuori dai morti Gesù. E così, per mezzo del sangue del Figlio, ha stabilito una alleanza eterna: questa è la pace vera e definitiva! Il “grande pastore delle pecore” guida le pecore (noi), e le … conduce. È bello, è nuovo questo cammino prospettato: “Vi renda perfetti in ogni bene per fare la sua volontà”. La perfezione non è fare miracoli o essere eroi … ma semplicemente “fare la sua volontà”, cioè, “operare in noi ciò che a lui è gradito”. Operare da soli? No, ma “per mezzo di Gesù Cristo”, il pastore grande che è sempre con noi. [Rileggiamo con calma il salmo 23: Il Signore è il mio pastore]
Raccomandazioni o biglietto di accompagnamento. L’autore stesso definisce il suo scritto, non una lettera, ma un “discorso di esortazione”, e chiede di “prestare paziente attenzione”. In fondo – si scusa così l’autore – ho dovuto dire tante cose, anche difficili, in poche parole. Pensateci su, con calma, sembra dirci. Un richiamo a Timoteo che è stato “rilasciato” e che l’autore si augura di vedere presto. Infine: “Salutate tutte le vostre guide e tutti i santi” … la comunità tutta. “Vi salutano quelli dall’Italia”. Sono i cristiani che insieme all’autore si trovano in Italia, da dove viene spedita la lettera, oppure che provengono dall’Italia, e che, vivendo all’estero, salutano una comunità dell’Italia o di italiani anch’essi residenti all’estero. [Non siamo andati al campionato mondiale calcio, ma almeno l’Italia è presente nella Scrittura!!!]