Passiamo a ciò che è perfetto: discorso lungo e difficile

Ebrei 5,11-6,3

11Su questo argomento abbiamo molte cose da dire, difficili da spiegare perché siete diventati lenti a capire. 12Infatti voi, che a motivo del tempo trascorso dovreste essere maestri, avete ancora bisogno che qualcuno v’insegni i primi elementi delle parole di Dio e siete diventati bisognosi di latte e non di cibo solido. 13Ora, chi si nutre ancora di latte non ha l’esperienza della dottrina della giustizia, perché è ancora un bambino. 14Il nutrimento solido è invece per gli adulti, per quelli che, mediante l’esperienza, hanno le facoltà esercitate a distinguere il bene dal male.

1 Perciò, lasciando da parte il discorso iniziale su Cristo, passiamo a ciò che è completo, senza gettare di nuovo le fondamenta: la rinuncia alle opere morte e la fede in Dio, 2la dottrina dei battesimi, l’imposizione delle mani, la risurrezione dei morti e il giudizio eterno. 3Questo noi lo faremo, se Dio lo permette.

 

Abbiamo tre “affermazioni su Gesù” (già incontrate), che esigono un chiarimento e un approfondimento. Le affermazioni sono: a. “(Gesù) reso perfetto”, b. “(Gesù) causa di salvezza eterna”, c. “(Gesù) “proclamato da Dio sommo sacerdote secondo l’ordine di Melchisedek”. Chiarimento riconosciuto necessario … dall’autore stesso quando scrive: “A proposito di questo, il discorso è per noi lungo e difficile da esporre, perché siete diventati pigri nell’ascoltare”. È un benevolo, diplomatico rimprovero fatto agli ascoltatori, che si “conclude” con queste altre parole: “Sebbene per il tempo trascorso (si vede che erano cristiani da tempo) avreste dovuto essere maestri, avete bisogno di nuovo che qualcuno vi insegni gli elementi essenziali delle parole di Dio e siete diventati bisognosi di latte [e] non di cibo solido”. E aggiunge: “Infatti, chi prende latte non è esperto della parola di giustizia, perché è un bambino; il cibo solido invece è per i perfetti, i quali, per l’esperienza, hanno le facoltà allenate a discernere il bene e il male”.

Gli elementi iniziali delle parole di Dio (altrimenti: “il discorso iniziale su Cristo” o “le fondamenta”), secondo il predicatore (che tiene conto dell’esperienza della sua comunità, da tempo divenuta cristiana) sono questi: a) “la conversione dalle opere morte e la fede in Dio”: primato della Parola e dell’Ascolto che fanno nascere la fede e cambiano la vita con la conversione a Dio; b) “la dottrina dei battesimi”: identità e forza salvifica del battesimo cristiano rispetto ad altri battesimi o purificazioni; c) “l’imposizione delle mani”: comunione con la chiesa apostolica e compiti o missioni per la vita della chiesa; d) “la risurrezione dai morti e il giudizio eterno”: tutti risorgeranno in Cristo e avranno il giudizio. Questi “elementi iniziali” o “fondamenta” permettevano l’ingresso nella chiesa, ed erano come “il latte” che fa crescere, ma … dal latte si deve poi passare al “cibo solido”.

Cibo solido, dunque: “Questo faremo, a Dio piacendo”. Traduzione della metafora. Ciò che adesso è giusto e opportuno è che gli ascoltatori (anche noi lettori) si sforzino di comprendere un “discorso lungo e difficile”, cibo solido per persone mature, per credenti giunti alla maturità della fede e che, grazie all’esperienza, hanno le facoltà dello spirito allenate a “discernere il bene dal male”. Dunque, il processo per crescere e giungere alla maturità richiede uno sforzo: lo sforzo di ascoltare un “discorso lungo e difficile”. Di ciò è bene che gli ascoltatori si rendano conto, perché, anche se si comportano da bambini, sono di fatto degli adulti. [In questo testo la parola “perfezione” significa “completezza o pienezza” e può equivalere a “maturità” o anche “armonia”]