Muterò le sorti del mio popolo Israele

Amos 9,7-15

7«Non siete voi per me come gli Etiopi, figli d’Israele? Oracolo del Signore. Non sono io che ho fatto uscire Israele dal paese d’Egitto,
i Filistei da Caftor e gli Aramei da Kir?
8Ecco, lo sguardo del Signore Dio è rivolto contro il regno peccatore: io lo sterminerò dalla terra, ma non sterminerò del tutto la casa di Giacobbe. Oracolo del Signore.
9Ecco, infatti, io darò ordini e scuoterò, fra tutti i popoli, la casa d’Israele come si scuote il setaccio e non cade un sassolino per terra. 10Di spada periranno tutti i peccatori del mio popolo, essi che dicevano: «Non si avvicinerà, non giungerà fino a noi la sventura».

11In quel giorno rialzerò la capanna di Davide, che è cadente; ne riparerò le brecce, ne rialzerò le rovine, la ricostruirò come ai tempi antichi, 12perché conquistino il resto di Edom e tutte le nazioni sulle quali è stato invocato il mio nome. Oracolo del Signore, che farà tutto questo.
13Ecco, verranno giorni – oracolo del Signore – in cui chi ara s’incontrerà con chi miete e chi pigia l’uva con chi getta il seme; i monti stilleranno il vino nuovo e le colline si scioglieranno. 14Muterò le sorti del mio popolo Israele, ricostruiranno le città devastate e vi abiteranno, pianteranno vigne e ne berranno il vino, coltiveranno giardini e ne mangeranno il frutto. 15Li pianterò nella loro terra e non saranno mai divelti da quel suolo che io ho dato loro», dice il Signore, tuo Dio. 

Tutti i popoli sono debitori al Signore, anche i Filistei e gli Aramei: da lui, in diversi modi, sono stati liberati e guidati. Ora, il profeta parla a Israele “che io ho fatto uscire dall’Egitto”. È un popolo peccatore Israele? Sì, è un “regno peccatore” e ne pagherà le conseguenze … andando in esilio.

“Ma non sterminerò del tutto la casa di Giacobbe”. Giacobbe sarà meticolosamente “setacciato”: periranno i peccatori arroganti e superbi. Mentre “rialzerò la capanna di Davide (discendenza) che è cadente”, ma resterà una “capanna” e non diventerà un “palazzo”. Sarà “piccolo”, non superbo.

Il libro di Amos si conclude con una visione che ha la sua realizzazione nel tempo futuro, quello del ritorno del Messia (escatologia). L’espressione nota che richiama il futuro è questa: “Ecco, verranno giorni in cui … “. Per dire che si starà bene, c’è la nota metafora agricola: grano e vino in abbondanza, si godrà del frutto del proprio lavoro. Ma le fondamenta di tutto questo bene (escatologico) sta in Dio: è il Signore che … “li pianterò nella loro terra e non saranno mai divelti da quella terra che io ho dato loro”. Terra data/donata … che non dovrà conquistare altre terre, ma solo “prenderne possesso … eredità”. Quasi a commento (compimento?) di queste parole, Gesù dirà: “Beati i miti, avranno la terra in eredità”. Giacomo dirà che la capanna ricostruita da Dio attraverso Cristo Gesù dovrà vivere assieme e in comunione con “quelli che dalle nazioni si convertono a Dio” (Atti 15,19).