Lo toccò dicendo: “Voglio! Sii purificato”

Matteo 8,1-4

Scese dal monte e molta folla lo seguì. Ed ecco, si avvicinò un lebbroso, si prostrò davanti a lui e disse: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi». Tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio: sii purificato!». E subito la sua lebbra fu guarita. Poi Gesù gli disse: «Guàrdati bene dal dirlo a qualcuno; va’ invece a mostrarti al sacerdote e presenta l’offerta prescritta da Mosè come testimonianza per loro».

 

Riascoltiamo il primo “sommario” riguardo alla vita e al ministero di Gesù. È scritto: “Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e proclamando l’evangelo del regno e curando ogni infermità e ogni malattia nel popolo”. Tre piste, dunque: insegnare, proclamare l’evangelo del regno e curare ogni infermità e ogni malattia nel popolo. I capitoli 5-7 (discorso della montagna appena letto) ci hanno presentato le prime due piste: insegnare e proclamare l’evangelo del regno. Col capitolo ottavo (che oggi incominciamo) inizia la terza pista (notiamo che Matteo non ha ancora riferito di un preciso miracolo, ha detto soltanto che Gesù … “curava”). Fino a tutto il capitolo 9 avremo racconti sulla “cura/terapia”, racconti che si concludono con la stessa frase del sommario iniziale: “Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando … “ (9,35) [Questo processo letterario, molto caro agli scrittori, si chiama “inclusione”, ed è molto importante nella ricerca del senso dei brani]

Dunque, si apre il “ciclo della cura/terapia”, e si apre con la cura di un lebbroso (cura che viene chiamata purificazione, ritorno alla purità rituale). Il lebbroso doveva stare lontano dalla gente e dal culto/tempio (Dio). Non era un peccatore, ma un “emarginato”. Quindi uno doppiamente infelice: lontano dalla gente e da Dio, c’è la morte sociale, il massimo della “solitudine”.

Chiedendo di essere purificato, il lebbroso chiede di poter riprendere a vivere. Questo, secondo il lebbroso, dipende da Gesù: “Signore, se vuoi, puoi purificarmi”. In quel tempo, c’erano riti prescritti dalla Legge per “riconoscere” la purificazione avvenuta. Gesù, invece, crea e dà la purificazione: … a partire dalla sua volontà (“Lo voglio”), dalla sua mano/forza (“stesa la mano”), dalla sua carne/umanità (“lo toccò”) e, infine, dalla sua voce (“dicendo”).

Il curare o guarire è come una … elemosina, forma di amore concreto. Gesù aveva detto: “Quando fai l’elemosina non suonare la tromba davanti a te … “. Qui, è lui per primo che mette in pratica l’insegnamento: non vuol attirare su di sé l’attenzione, ma solo su Dio. Infatti, la lode di ringraziamento va offerta nel tempio, che è la casa di Dio. Ma (e questo è l’insegnamento del brano) ci si avvicina a Dio attraverso Gesù, attraverso la fede in lui: fede che è contatto vitale con la sua volontà, la sua forza, la sua umanità, la sua parola.