Salmi 1 e e

Scrivo da Gerusalemme! Spero di farcela, ma data la mia imperizia mi affido ai miracoli!

 

I salmi 1 e 2 vanno letti e compresi assieme. Sono come una prefazione a tutto il Salterio.

“Come è felice l’uomo che … (1,1). È così che il testo si apre e si chiude, dando subito una chiara indicazione di vita.

Quand’è che l’uomo è felice, quando è che l’uomo può dirsi realizzato e fortunato? Con chi si congratula Dio? Con l’uomo che recita, medita e vive l’Insegnamento (Torah) o Parola di Dio non solo per un attimo, ma per sempre (1,2).

Qundo è che l’uomo è felice? Quando in mezzo a lotte e tribolazioni confida in Dio, cioè nel Cristo/Messia (2,12).

Il salmo 1 esorta a trovare la “casa giusta”. Non è quella degli empi, cioè di coloro che non accolgono l’Insegnamento. Di fatto dice: non entrare, non fermarti! Ma soprattutto non sederti nella casa degli empi. Trova casa piuttosto nella compagnia e frequentazione quotidiana della Parola.

Il salmo 2 è un grande invito alle genti – quelli che non sono ebrei – ad accogliere l’invito di Dio: il Cristo, il Messia, il Figlio, e a confidare in lui.

Come è felice l’uomo che recita, medita, fa queste cose … sempre! Dio stesso … si congratula con lui!