Devo vedere Roma!

 

Atti 19,21-40

Un’atra decisione di Paolo che, in modo chiaro, è fatta nello Spirito: vuole attraversare la Macedonia e l’Acaia per poi andare a Gerusalemme [Come si nota, non dice salire, ma andare a Gerusalemme. E’ perché non si tratta di un pellegrinaggio vero e proprio, ma della consegna del denaro per i poveri che si trovavano a Gerusalemme e in Giudea]

Paolo aggiunge: “Dopo essere stato là, è necessario che io veda Roma”. Cioè, è volontà di Dio nello Spirito che Paolo veda Roma. In quel momento Roma era la capitale del mondo! Paolo vedrà Roma … nel martirio! Mentre Paolo si trattiene a Efeso, si ha un grande scontro tra Paolo e il mondo pagano del commercio, scontro motivato dal fatto che la predicazione di Paolo rovinava gli interessi dei potenti commercianti. Paolo infatti bollava come falso il culto alla grande protettrice dell’Asia: la dea Artemide.

Luca racconta in modo animato la scena: agitazione della popolazione, sequestro dei compagni di Paolo, tribunale improvvisato, avvocati che non si sa con chi stiano, … infine un cancelliere o segretario (non un magistrato!) che fa un discorso di buon senso.

Vale la pena di leggere i versetti 35-40 per vedere come si può calmare una folla, che … non sa di cosa si discute, non sa perché si è convocati, non sa veramente i termini dell’accusa, non ha davanti l’imputato (Paolo) …

C’è tanta ironia in questo testo! C’è il rischio – dice il cancelliere – che gli accusatori diventino … accusati di sedizione!