Dio operava prodigi non comuni per mano di Paolo

 

Atti 19,11-20

Il testo ci dice: “Così la parola del Signore cresceva con vigore e si rafforzava”. Si rafforzava con l’invocazione di fede del nome del Signore Gesù, e non … con trucchi o tecniche.

E’ il nome del Signore Gesù che opera prodigi non comuni. E lo fa per mano di Paolo!

La presenza dello strumento umano, però, può dar luogo a fraintendimenti, aprire alla magia, e creare … situazioni grottesche!

Luca mette davanti al lettore soltanto dei segni della potenza del Nome = Gesù risorto, Signore. Segni che sono compiuti dalla persona di Paolo, … tanto che “mettevano sopra i malati fazzoletti o grembiuli che erano stati a contatto con lui e le malattie cessavano e gli spiriti cattivi fuggivano” (vedi Marco 5,28s).

Alcuni Giudei, esorcisti itineranti, credono che l’invocazione del Nome sia una ricetta o una tecnica come altre. Non è così, e vengono trattati male proprio dagli spiriti che volevano cacciare!

Luca scrive questo episodio per dire che si deve avere il timore del Signore, e non invece la voglia di strumentalizzare il Nome ai propri fini. E poi, vuol dire che … “il nome del Signore Gesù veniva glorificato”, cioè che la gente, a motivo del segno, riconosceva e dava gloria a Gesù risorto operante nella storia.

La presenza del Nome (Signore risorto) caccia la magia, con tutte le sue pratiche. L’adesione a Gesù Signore (fede e battesimo) comporta il più netto distacco dal demonio e da tutte le sue trovate.

A Efeso ci fu anche il segno di questo distacco: confessione delle proprie colpe e distruzione dei manuali d’uso per le pratiche