Confermando ed esortando a restare saldi nella fede

 

Atti 14,21-28

L’attività degli apostoli è quella di annunciare il vangelo. Cioè dare la buona notizia che Dio salva gli uomini in Cristo Gesù. Se la notizia è accolta (= fede) si diventa discepoli di Gesù.

I discepoli però debbono camminare. Per questo hanno bisogno di essere confermati, cioè di essere forti; ed essere esortati a restare saldi nella fede, cioè ad essere fedeli. Fortezza e fedeltà delineano un vero cammino di maturità cristiana.

Tutto questa maturazione si realizza non per un impegno volontaristico della persona, ma … attraverso molte tribolazioni. Vale a dire che si è resi maturi attraverso le persecuzioni, interne ed esterne.

Nelle varie chiese poi vengono designati degli anziani, appunto perché il cammino possa giungere a maturazione piena, a comunione e non disperdersi in rivoli individualistici. Tutto poi è affidato, non tanto alla organizzazione, ma al Signore nel quale avevano creduto.

A loro volta gli apostoli, che ritornano ad Antiochia di Siria, erano stati affidati alla grazia di Dio. E così avevano compiuto l’opera di Dio.

La cosa bella e importante che comunicano alla chiesa madre di Antiochia è che Dio aveva aperto ai pagani la porta della fede. Cioè, che i pagani erano stati salvati per la via della fede in Gesù, e non per altre vie.

Questo racconto non è soltanto giornalistico, ma anticipatore del dibattito che incontreremo al capitolo 15.