Dio inviò, come salvatore per Israele, Gesù

 

Atti 13,13-23

Da questo punto, Paolo è riconosciuto come guida della missione. E’ scritto infatti: “Paolo e i suoi compagni”, e non più “Barnaba e Saulo”.

Tra i suoi compagni, viene a mancare Giovanni, che “si separò da loro e ritornò a Gerusalemme”. In seguito si separerà anche Barnaba. [Anche allora la collaborazione non era scontata!]

Siamo ad Antiochia di Pisidia (Turchia meridionale). Paolo entra nella sinagoga. Dopo la lettura della Torah e dei Profeti (la Scrittura già riconosciuta in quel tempo) Paolo e compagni, chiamati fratelli in quanto giudei, sono invitati a dire una parola di esortazione (noi diremmo: dare una testimonianza).

Paolo racconta l’opera di Dio che si è compiuta in Israele. Ecco l’opera di Dio: ha scelto i padri; ha liberato il popolo dalla schiavitù d’Egitto; ha dato la terra; ha dato i giudici e poi Saul come re, Dopo aver rimosso Saul, Dio “alza/suscita” Davide, uomo che adempie i voleri di Dio.

Ma, ecco dove vuole arrivare Paolo: “Dalla discendenza di Davide, secondo la promessa, Dio inviò, come salvatore per Israele, Gesù”. Gesù, dunque, è l’ultimo e definitivo inviato di Dio per Israele, ed è la più grande opera di Dio.