Lieti di subire oltraggi per il nome di Gesù

 

Atti 5,34-42

Il Sinedrio vuole mettere a morte gli apostoli, ma Gamaliele fariseo e dottore della Legge consiglia di non occuparsi di questi uomini e di lasciarli andare.

Il suo consiglio è sapiente, libero da pregiudizi. Se – questo è il suo ragionamento – la cosa viene dagli uomini si spegnerà presto, come avvenne per Teuda e Giuda il Galileo. Se la cosa invece viene da Dio – come sembra, dal fatto che l’opera di Gesù resiste e continua nell’opera degli apostoli – … non riuscirete a distruggerli, a meno che non vogliate combattere contro Dio!

Il Sinedrio segue il parere di Gamaliele e lascia andare gli apostoli. Nello stesso tempo attua una severa lezione nei loro confronti: la flagellazione! Poi comanda di non parlare nel nome di Gesù. Ma essi non obbediscono. Anzi, “ogni giorno, nel tempio e nelle case, non cessavano di insegnare e di annunciare che Gesù è il Cristo”

Gli apostoli avvertono che la testimonianza su Gesù, assieme al proclamare “verbalmente” che Gesù è il Cristo, è data in pienezza dal soffrire per Gesù, e di questo sono lieti. Essere di Cristo vuol dire soffrire con Cristo.