Credano che tu mi hai mandato

Gv 11,38-54

Ecco il racconto del settimo segno.

Il sepolcro (almeno quello dei benestanti) era “una grotta e contro di essa era posta una pietra”. La scena ha soltanto due personaggi: Gesù, che è da solo, e la grande moltitudine.

“Togliete la pietra!”. Le persone sono chiamate in un certo senso a collaborare, così com’era successo ai servi durante il banchetto di Cana. Ma, a loro viene chiesto un gesto assurdo: togliendo quella pietra ritorna la morte che l’uomo credeva di avere allontanato e sigillato mettendo la pietra all’ingresso. Di fatto uscirebbe … l’odore cattivo!

“Se crederai – dice Gesù – vedrai la gloria di Dio”. Non dice: vedrai Lazzaro uscire dal sepolcro, ma vedrai la gloria di Dio. Cioè, vedrai che Dio c’è e opera attraverso di me. [Non si deve chiedere il miracolo, ma che Dio agisca come vuole lui!]

Gesù vuole mostrare che è Figlio vero, cioè che non fa nulla … senza chiedere al Padre. Vuole portare le persone a credere che è mandato dal Padre e che è UNO COL PADRE (è questo il senso di tutto il racconto)

Il racconto del segno è brevissimo. Tutto parte da un grido forte contro la morte: “Lazzaro, vieni fuori”. Si può parafrasare in modo libero così: Lazzaro non stare lì dentro nella morte, ma vieni qui da me che sono la vita. “Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario”. Come fa a uscire coi piedi e mani legati? C’è bisogno che qualcuno lo liberi e lo lasci andare ... Questi non sono particolari irrilevanti. Lazzaro è ritornato in vita, ma non è veramente risorto. Infatti ha bisogno di qualcuno che lo sleghi e lo lasci andare. Ma poi … tornerà a morire! Non avvenne così per Gesù con la sua risurrezione!

In genere la lettura del testo nella liturgia si ferma qui. Ma il picco del racconto non è la risurrezione di Lazzaro, ma la recezione del segno da parte della gente: cosa il segno … ha significato!

a) Molti dei Giudei credettero in lui.

b) Alcuni vanno dai Farisei a riferire la cosa.

c) I capi dei sacerdoti riuniscono il Sinedrio e deliberano di uccidere Gesù.

Ascoltiamo le motivazioni della sentenza: “Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione”. E’ una prima profezia, fatta dal sommo sacerdote … senza saperlo (profezia che si avvererà!). Poi, c’è una seconda profezia, anche questa senza saperlo (e anche questa si avvererà!): “E’ meglio che un uomo solo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione”. L’Evangelista commenta così la profezia: “Caifa profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Penso che l’evangelista volesse profetare/annunciare il raduno di Israele con tutti i popoli e cioè la salvezza del mondo.

Abbiamo un secondo ritiro … prima della morte. Non però al di là del Giordano (quasi una fuga, vedi 10,40) ma all’interno di Israele: “una città chiamata Efraim, dove rimase con i discepoli”.

E’ un … ritiro molto importante, perché Gesù “rimase là (solo) coi suoi discepoli”: li deve preparare alla Pasqua, alla … sua Pasqua!