Un certo Lazzaro era malato

Gv 11,1-16

Secondo un certo calcolo la risurrezione di Lazzaro rappresenta il settimo segno.

“Un certo Lazzaro di Betania era malato”. I segni che Gesù compie partono sempre da una sua iniziativa che coglie una situazione: c’era un banchetto di nozze, c’era un uomo cieco ecc. I segni poi hanno la finalità di mostrare quello che Gesù è, sono rivelatori. [Quindi invitano sempre alla fede in lui]

La sorella Marta non viene identificata, mentre a Maria è riservata una lunga digressione: “era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli” … a indicare un rapporto profondo con Gesù. Lazzaro è identificato così: “suo fratello Lazzaro era malato”. Rispetto a Gesù, Lazzaro malato è … colui che tu ami. In un certo modo è l’amato/amico. (il greco c’è il termine filìa che significa amicizia). Tutto questa lunga descrizione per sollecitare il lettore ad una particolare attenzione: a leggere bene il segno.

All’udire della malattia dell’amato/amico, Gesù non si precipita al villaggio di Betania, ma dice: “Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio” e poi spiega: “affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato”. Di fatto Gesù “rimase per due giorni nel luogo dove si trovava”. Eppure “Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro”. [Il greco ha il termine agape che significa amore]. Dunque, Gesù amava … e lo dimostrerà presto con la sua glorificazione/morte: amava … fino alla morte.

Il terzo giorno Gesù decide di andare di nuovo in Giudea. Lo dice esprimendosi al plurale: “Andiamo!”. Di fronte alle comprensibili resistenze dei discepoli Gesù fa uso di un detto: “Non sono forse dodici le ore del giorno”. Come dire: finché c’è luce si può camminare; e io sono la luce. Con me potete camminare: non inciamperete.

Altro modo di dire: “Il nostro amico si è addormentato”, ma io vado a svegliarlo”. Come dire: io lo sveglierò/risusciterò”. I discepoli non capiscono (anche noi non avremmo capito!). Gesù parlava della morte, e aggiunge: “Io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui”.

“Affinché voi crediate”, detto da Gesù, dà il senso del segno che sta per compiere; e quel “andiamo da lui” sposta la direzione del cammino: non più in Giudea (alla morte), ma da lui (dall’amico morto che … avrà la vita). Dunque: andiamo a morire … perché l’uomo viva! Tommaso cos’ha capito? Che c’è da combattere e semplicemente … morire!