Al principio c’era colui che è la Parola/Verbo

Gv 1,1-8

Vangelo di Giovanni.

Si usa il nome dell’apostolo, senza con questo volere affermare che Giovanni apostolo sia l’autore materiale del Vangelo.

“Al principio c’era colui che è la Parola/Verbo”. Già alla prima riga, Giovanni affronta il punto capitale: chi è Gesù? La risposta viene da uno che già crede e che vuole comunicare la sua esperienza al lettore.

Tutto il Vangelo è frutto non di una pura e autonoma scienza umana o di una ricerca storica soltanto, ma di una luce che è lo Spirito Santo. O meglio, è frutto di una esperienza spirituale (fatta nello Spirito) avuta con l’incontro di Gesù terreno, morto e risorto. L’evangelista scrive il Vangelo illuminato dalla fede.

Dunque, chi è Gesù? La risposta la si trova subito, alla prima riga! [Non c’è un cammino affaticato di progressiva e incompiuta conoscenza come abbiamo trovato, per esempio, nel Vangelo di Marco]

Gesù, in cui già tu credi, era/è … Verbo: parola, disegno, ragione (logos), progetto, pensiero, sapienza.

Gesù, in cui già tu credi, era/è … “il” Verbo: quella Parola, cioè, che era “al principio”, vale a dire “a fondamento/origine” di tutto.

Gesù, in cui già tu credi, era/è … il Verbo con/presso Dio

Gesù, in cui già tu credi, era/è … Dio.

L’intimità/comunione del Verbo con/in Dio è vita; è sorgente di vita (creato e uomini); è luce/rivelazione che non si lascia vincere dalle tenebre/cecità.

Giovanni Battista non è un uomo qualunque, ma è un uomo mandato da Dio. Egli è soltanto testimone della luce/rivelazione. Non è lui la rivelazione, ma è testimone della rivelazione. Anzi, Giovanni è via obbligata per giungere a Gesù e credere in lui.