Non abbiate paura di loro

Giosuè 10,16-27

“Quei cinque re fuggirono e si nascosero nella grotta di Makkedà”. Pensavano di essere in un rifugio sicuro. Il loro gesto disperato era poco intelligente, infatti andarono a rifugiarsi proprio a Makkedà, nell’accampamento di Giosuè! Furono scovati e … piantonati! Intanto, la vittoria degli israeliti era stata completa. Nessuno di loro infatti era stato ucciso, e “nessuno ebbe più a dire contro gli Israeliti”.

Giosuè compie un gesto di per sé crudele, legato alle dure e ciniche leggi di una guerra che mira alla dissoluzione totale del nemico. In realtà, la Scrittura presenta questo gesto come simbolo, o meglio, “profezia”: un gesto che parla al futuro.

Giosuè chiede a tutto il popolo di “posare i piedi sul collo” dei cinque re. Il messaggio o significato è questo: “così farà il Signore a tutti i nemici contro cui dovrà combattere Israele”. In definitiva, Israele non dovrà mai avere paura di coloro che lo vogliono distruggere.

C’è poi quel benedetto … fino ad oggi. E’ scritto: “All’ingresso posero grosse pietre, che sono lì ancora oggi”. Tutto il cammino di Giosuè e del popolo è costellato da “segni indelebili” o “memorie”, per dire non che noi dobbiamo fare così (ammazzare nemici!) ma che non dobbiamo dimenticare quello che “Dio” ha fatto per Israele. Di più, dobbiamo credere che quella vittoria la compie anche per noi … “fino ad oggi = oggi”. Allora: non abbiate paura nelle vostre battagli quotidiane.