Il Signore ascoltò la voce di un uomo

Giosuè 10,1-15

Si scrive ancora di un … “udire”. Il “parlare/udire” è’ un tratto fondamentale di questo libro, ma anche della nostra vita: uno dovrebbe “udire” e poi decidere cosa fare. E’ così?

Il re di Gerusalemme, preso dalla paura, convoca altri quattro re per attaccare Gabaon, e punirlo per aver fatto pace/alleanza con Giosuè e gli Israeliti.

I re diventano “cinque” e rappresentano “tutti i re degli Amorrei, che abitano la montagna”. In una parola: tutti i re della terra di Canaan vogliono spezzare il legame che uno di loro (con furbizia politica) ha creato con Giosuè.

Gabaon da solo non può resistere. Anche con Giosuè, di fronte ai “cinque re”, è nulla. Ma sarà il Signore a combattere per/con Giosuè: “Non avere paura di loro, perché li consegno in mano tua: nessuno di loro resisterà davanti a te”.

L’attacco di Giosuè è improvviso e i re vengono sconfitti. Come? “Morirono per le pietre della grandine più di quanti ne avessero uccisi gli Israeliti con la spada”. Anche la natura si fa alleata di Israele: prima con le pietre e poi col sole/luna che rallentano il loro corso e “sigillano” per sempre una vittoria totale.

E’ importante capire dove sta la forza di Israele. Israele è forte nella richiesta/preghiera. E’ forte per il fatto che “Dio ascoltò la voce (preghiera) di un uomo”.

Dio combatte per noi, non in modo magico o arbitrario ma, se e quando noi preghiamo. Il miracolo non è tanto nel fatto che il sole si ferma, ma che il Signore (lui che è Dio) ascolta la voce di un uomo. “Né prima né poi vi fu un giorno come quello, in cui il Signore ascoltò la voce di un uomo”. Quel giorno continua “oggi”: il Signore non finisce mai di ascoltare l’uomo.