Veniamo da una terra lontana

Giosuè 9,1-15

“Quando udirono … “. C’è una fama, c’è un “racconto” di quello che il Signore ha fatto per Israele. Gli uomini “odono”. Quale reazione hanno?

Sappiamo già di Raab (salvata) e di Gerico (distrutta). Nel testo odierno c’è la risposta data da “tutti i re” della parte occidentale del Giordano, e da “tutto il litorale” del Mare Grande (Mediterraneo). Questi popoli, che sono … sette,  si coalizzano e “insieme” muovono guerra a Israele.

C’è un’altra risposta data dagli abitanti di Gabaon (pochi km da Gerusalemme). E’ una risposta furba e interessata che alla fine, però, risulta benefica.

I Gabaoniti si fingono persone venute “da una terra lontana”. Pur di allearsi e salvarsi, accettano di essere considerati “servi”. La storia che raccontano, e come la raccontano, è “perfetto teatro”. Gli Israeliti … ci cascano!

Conclusione. “La gente prese in consegna le loro provviste senza consultare l’oracolo del Signore”. Di più: “Giosuè fece pace con loro, stringendo con loro il patto di lasciarli in vita”. Infine: “Giurarono a loro favore anche i capi della comunità”.

L’episodio è come un “fioretto”. Non insegna a ingannare! Insegna invece a non prendere decisioni senza prima avere consultato il Signore. Ma c’è un insegnamento più profondo e più vero: ci sono mille modi (strani, contorti, furbi e interessati .. ) dei quali il Signore può servirsi per dare la salvezza agli uomini.