Che crediamo e amiamo

1Gv 3,19-24

Quando il Signore Gesù ritornerà, come “rassicureremo il nostro cuore (come avremo fiducia davanti a lui) anche se il nostro cuore ci rimprovererà?”

Avremo fiducia dal fatto che siamo “nati dalla verità”, cioè siamo stati uniti a Gesù che è la verità/fedeltà, e così noi siamo “suoi”. Avremo fiducia soprattutto dal fatto che “Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa”. Vuol dire che Dio ci perdonerà.

Se invece osserviamo i comandi di Dio, se cioè “il nostro cuore non ci rimprovera/condanna nulla”, allora “abbiamo franchezza (parresia) davanti a Dio”. Quello che chiediamo (salvezza?) lo riceviamo.

Ma qual’è il comando di Dio? L’autore lo ritorna a dire, ma questa volta in modo completo e pieno; che “crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri”. Dunque: fede esplicita in Gesù come Figlio (quindi Dio) e come Cristo (quindi Messia), e amore fraterno.

L’amore è da osservare “secondo il precetto che Gesù ci ha dato”. Osservando il precetto, la persona “rimane in Dio e Dio in lui”. Credere in Gesù e amare i fratelli permette di vivere una comunione vera, duratura, fruttuosa con Dio e tra di noi.