Vedi il povero oppresso

Qoelet 5,7-6,2

La struttura amministrativa è corrotta: tutti danno la colpa al sistema, a “chi che sta sopra di lui”. Eppure la terra (campagna?) è “a profitto di tutti”, e il re dovrebbe essere colui che serve/regola la terra. [contrasto tra burocrazia statale e agricoltura?]

Chi ama il denaro vuole sempre di più. Io proprio non lo capisco, dice Qoelet. Più aumenta la ricchezza e più crescono gli scrocconi. Cosa fare? Non ti resta che “guardare i tuoi soldi”. Tradotto (forse): i tuoi soldi se li godono gli scrocconi, a te resta solo il guadarli. Ti sembra intelligente questo?

Qoelet richiama l’attenzione sul fatto che le ricchezze vanno in fumo … con niente. Vale la pena allora affannarsi tanto? Risuona ancora la provocazione o domanda: cos’è “bello e buono” per l’uomo? E’ “cosa buona” … (va a vedere Genesii 1,3) è cosa buona, è secondo il volere di Dio che l’uomo viva (“mangiare e bere” significa questo) e poi veda/sperimenti il bene che c’è in ogni fatica/lavoro. Dono di Dio sono “i pochi giorni” che abbiamo: bisogna viverli bene, trovando tutto ciò che è “bello e buono” nel “poco” che ci è dato.

Se poi questo “vivere” è arricchito di altri beni che Dio dà …. meglio ancora. Insomma, è bene gioire di quanto (tanto o poco) Dio dà. Stolto sarebbe, invece, volere di più, affannarsi, e credere che sia questo che dà gioia al vivere.

Succede spesso questa “cosa brutta”: “a chi non manca niente di quanto desidera” e non si accontenta del dono di Dio, succede che non si gode le ricchezze, perché sarà un estraneo a divorarle. Anche questo fa pensare!