Meglio in due che soli

Qoelet 4,9-16

Qoelet non accoglie il proverbio “chi fa per sé, fa per tre”. In un certo senso è vero, ma quando uno non gioisce delle cose perché ne inventa sempre delle altre … cosa serve? [è il senso del testo di ieri]

Dunque; “meglio essere in due che uno solo”. Infatti, “l’essere in due” (lavorare assieme e aiutarsi) dà un senso più vero e fecondo alla fatica. Permette anche di “rialzarsi”, se uno cade. Il “dormire in due” (matrimonio, famiglia?) dà di scaldarsi/amarsi di più. Il “resistere in due” (unità) dà forza quando si è aggrediti da eventi o persone.

Non sempre la saggezza si trova “nei vecchi” o “nei re”: persone che non accettano più dei consigli. Si può trovare invece “in un giovane povero e sapiente”. Egli fa carriera e tutti stanno con lui. Ma … non è detto che sappia andare oltre il suo personale immediato successo. Che sarà dopo di lui?

Anche questo fa pensare!