Scegli dunque la vita

Deuteronomio 30,11-20

Il Signore va dunque amato con tutto il cuore, osservando i suoi comandi.

Ma dove si trova questo comando? O meglio, è un comando che si può praticare? Sì, si può praticare perché “questo comando non è difficile (da conoscere) per te e non è lontano (da raggiungere/praticare) per te”. E’ un comando che tu hai già udito, è un comando che ti è già venuto incontro “dal …. cielo e da … al di là del mare”, cioè da Dio stesso. La parola (dabar) – non parla più di comando – ti è già stata data da Mosè e profeti (bocca) e quindi tu la puoi attuare (cuore).

L’autore pone davanti al popolo e a noi lettori di oggi una scelta da fare: vita/bene e morte/male. Il testo dice che abbiamo la possibilità/facilità di fare il bene, che vuol dire: “amare il Signore, camminare nelle sue vie, osservare i suoi comandi; e così … vivere e ottenere la benedizione di rimanere nella Terra.

Il Signore ha posto davanti a noi la maledizione perché … non avvenga; e la benedizione perché … avvenga. Infatti dice: “Scegli la vita”. Dio, tutto fa perché noi scegliamo la vita: Dio non è per niente neutrale o giudice disinteressato!

Ci è detto, ancora una volta, in che consiste la scelta della vita: “amare il Signore, tuo Dio; obbedire alla sua voce e tenersi uniti a lui (non cedere all’idolatria)”. Ma poi arriva a dire: “E’ il Signore la tua vita e la tua longevità”. Scegli dunque … lui, perché lui ha scelto te; ama lui, perché lui ha amato te!