Farai tre città di rifugio

Deuteronomio 19,1-21

Israele deve stabilire città/rifugio o città/salvezza. Si tratta di luoghi in cui può rifugiarsi/salvarsi l’uomo che ha ucciso “involontariamente”.

Per precisare e qualificare la “non volontarietà” si dice che l’uomo “non aveva odiato prima”. L’odio è omicidio! E’ automaticamente “reo di morte” non chi uccide, ma chi uccide “avendo odiato prima”.

Le tre città debbono essere facilmente raggiungibili, dunque, non lontane e con strade percorribili! [Si vuol dire che il Signore “vuole” salvare il peccatore, e per questo offre cammini facilmente “percorribili”. Il Signore “difende” il peccatore!].

Il “vendicatore di sangue” (parente dell’ucciso) non può entrare in queste città per prendere l’omicida ed eliminarlo. Ci sarà, invece, un processo pubblico per vedere, appunto, la colpevolezza o meno: vedere se “ha odiato prima” o “se non ha odiato prima”.

[La storia di Israele mostra pochissimi casi del genere, e tutti … all’incontrario! Cioè, che è andata male per il colpevole! Con trucchi vari il vendicatore di sangue riusciva a “stanare” l’omicida dalla città di rifugio. Pertanto il rifugiato risultava colpevole di non essere rimasto nella città: diveniva “colpevole” di aver violato la legge di … permanenza nella città. Fatta la legge, fatto l’inganno!]

Quanto ai processi, si dice che occorrono almeno due testimoni. Se poi uno risulta “falso testimone”, subirà una pena proporzionata al male che ha denunciato: “occhio per occhio, dente per dente … vita per vita”. [Come si vede, questa legge, detta “legge del taglione”, non ha niente a che vedere con la vendetta messa in atto dal privato offeso (vendetta privata o di clan). Questo tipo di vendetta è sempre stato proibito dalla Scrittura!]