La giustizia e solo la giustizia seguirai

Deuteronomio 16,18-17,23

C’è un ammonimento forte e concreto (tra l’altro attualissimo) rivolto ai giudici: “Non lederai il diritto, non avrai riguardi personali e non accetterai regali”. Aggiunge: “La giustizia e solo la giustizia seguirai per poter vivere e possedere la terra che il Signore sta per darti”. Dunque, il possesso della terra e il godimento di essa sono legati all’esercizio concreto della giustizia.

Vengono tre divieti. a) Non mescolerai la fede/la pratica a quella degli altri popoli [altre volte era stato detto, in modo violento, “li sterminerai”]. Si tratta del primo comandamento. b) Non offrirai a Dio gli scarti dei tuoi animali. Cioè, la tua offerta a Dio non sia una finta. c) Chi segue altri dèi sarà messo a morte, dietro testimonianza di almeno due testimoni.

Commento/ammonimento dell’autore: “Così estirperai il male in mezzo a te”. La morte dell’idolatra deve essere un segno chiaro e … convincente della serietà del comando. In concreto però l’idolatra veniva “estirpato di mezzo a te” con l’allontanamento dalla comunità, con una specie di scomunica sociale. Vivere fuori dalla comunità è un … morire! [Storicamente, è difficile dimostrare che questa sia stata la prassi. Purtroppo, l’abbiamo attuata noi cristiani coi roghi delle streghe e degli eretici!]

Si nota una grande attenzione perché la giustizia sia applicata bene. Pertanto, se la causa è troppo difficile, si va alla istanza superiore, che si trova “nel luogo che il Signore avrà scelto” [Non solo Gerusalemme]

Alla fine di tutto, l’esercizio corretto della giustizia deve portare il popolo ad “avere timore”, cioè, a prendere sul serio le sentenze e a osservarle.