Scriverò le parole di prima

Deuteronomio 10,1-11

Il testo di oggi vuol dire che la seconda legge/alleanza è uguale alla prima, o meglio, che la prima Dio non l’ha mai tolta/spezzata. “Tu (Mosè) l’hai spezzata” (10,2) dice Dio.

Ecco le linee della contìnuità. Si tratta di due tavole di pietra simili alle prime; su di esse Dio “scrisse le (stesse) parole che erano sulle prime“; e poi “consegnò quelle parole a Mosè“, e non a un altro.

Allora Mosè si volta, scende, colloca le tavole nell’arca. Ed ecco il commento finale: “Là furono/restarono come il Signore mi aveva comandato”

Nel cammino del popolo non mancherà il sacerdozio/servizio: infatti, ad Aronne succederà il figlio Eleazaro. Dunque, Israele può camminare sicuro, ma solo se con lui cammina l’arca dell’alleanza, segno e presenza di un Dio che parla, va ascoltato e lodato.

Nel cammino, davanti sta Mosè che guida un popolo perdonato, ma i primi custodi del cammino sono i leviti: prescelti per portare l’arca e cioè per servire Dio (e solo lui!) nella lode e nel culto.

La leviti (tribù di Levi) non ricevono in eredità alcuna parte della Terra. Sarà il Signore stesso la loro eredità, vale a dire che  il servizio al Signore nella lode/culto occuperà tutta la loro vita. Per loro, ereditare la Terra significa servire il Signore.

Dunque, fondamentale per il cammino di tutti gli Israeliti è che ci sia, da parte di qualcuno (leviti), il portare le dieci parole (arca) e il lodare Dio unico e geloso (culto).