Regni della terra cantate a Dio

Salmo 68,20-36

Dio ci salva e ha cura di noi: sia benedetto ogni giorno.

La salvezza viene narrata al futuro (lo farò tornare), per dire che ci è già stata data, ma non in modo completo. La salvezza è data, e nello stesso tempo attesa.

Salvezza descritta come “ritorno vittorioso”, narrata in modo violento: “Da Basan li tarò tornare, dagli abissi del mare, perché il tuo piede si bagni nel sangue”.

Poi, questa salvezza vittoriosa perde l’aspetto violento e si traduce in una grande processione di benedizione/ringraziamento. Una processione in cui nessuno più manca!

Sono stati dispersi “i popolo che amano la guerra, branco di bufali, esercito di tori”. Anch’essi verranno (quindi salvati?). Ci sono le assemblee di Israele (in ebraico e greco, le assemblee sono dette – in modo stupendo – le fonti ). E allora: “Regni della terra cantate a Dio … riconoscete il Dio che si è manifestato in Israele e nel Santuario, sua Dimora”.

Il salmo si conclude così: “Terribile tu sei, Dio … E’ lui il Dio d’Israele, che dà forza e vigore al suo popolo”.

[“Terribile” ha questi significati che cogliamo dalle lingue. Ebraico: “degno di timore (santo)”. Greco: “degno di ammirazione, stupore”. Latino, stessa cosa: “mirabile”. Italiano: … fate voi!]