Meditiamo e contempliamo il tuo amore

Salmo 48

Gerusalemme è “la città del nostro Dio”. Il tempio è “la tua santa montagna”. Il monte Sion, vera dimora divina, è “la città del grande re”.

Dio è un re che non sta seduto e inerte a godersi il potere. Dio che abbraccia la città è “luogo di rifugio”: rifugio inaccessibile ai nemici. Infatti, alla semplice vista della città, i re alleati che avanzavano per attaccarla si sono dati alla fuga.

L’autore del salmo ricorda la gloria di Gerusalemme nei tempi passati, ma vede anche al presente l’opera di Dio.

L’opera di Dio è vista e sperimentata come misericordia: “O Dio, meditiamo il tuo amore dentro il tuo tempio”. Amore che chiama la città alla lode e alla gioia. Ma non la chiude in se stessa. La lode (salvezza) giunge agli estremi confini della terra.

Chi contempla/medita l’opera di Dio nella città/chiesa non può che proclamarla poi per il mondo intero.