Salvaci per la tua misericordia

Salmo 44

La “conquista della Terra”, così come è descritta nella Bibbia, non è una realtà storicamente inattaccabile. La conquista è quanto “i nostri orecchi hanno udito, i nostri padri ci hanno raccontato”. Frutto dunque di una predicazione/narrazione giunta fino ad oggi.

E’ vero: non sono stati in ostri padri con le loro forze /”non con la spada, né il loro braccio”) a prendere possesso della Terra. Sei stato tu (“la tua destra”) a operare questi prodigi. Questo perché … tu li amavi! Dunque, tutto è gratuità, tutto nasce dall’amore del Signore.

Il salmo (al versetto 10) ha una svolta, quando dice … ma ora. Le cose ora non stanno come i padri ce le hanno raccontate. Non siamo più sulla Terra da te donata, ma ora siamo “dispersi in mezzo alle genti” e gustiamo “il disprezzo dei nostri vicini”. La tristezza (vedi salmo 43) è qualcosa che si tinge anche di “disonore e vergogna”.

Nella dispersione, il popolo avanza una “protesta di innocenza”, che si trasforma poi in preghiera accorata. Dice il popolo: nella dispersione/esilio “non ti abbiamo dimenticato, non abbiamo rinnegato la tua alleanza”. Anzi “è per te che ogni giorno siamo messi a morte, stimati come pecore da macello”.

Conclusione – ecco la preghiera forte – “Svegliati! Perché dormi, Signore? Destati, non respingerti per sempre! Perché nascondi il tuo volto, dimentiche la nostra miseria e oppressione? Infine: “Alzati, vieni in nostro aiuto! Salvaci per la tua misericordia!”

Come hai fatto entrare nella Terra i nostri padri perché … “tu li amavi”, ora facci ritornare/salvaci … “per la tua misericordia”. Tutto, solo e sempre … misericordia!