Perché perseguiti me?

Apr 26, 2018 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

 

Atti 9,1-9

Protagonisti dell’annuncio del vangelo – come si è visto – sono Pietro e Giovanni, Stefano, Filippo … Ora entra in campo Paolo! Ma, prima, Luca vuole dirci chi era.

Saulo, giudeo convinto e impegnato, spira minacce e strage contro i discepoli del Signore. Ha notato (per esperienza personale) che i più intraprendenti nell’annuncio sono i Giudei di lingua greca o della diaspora. Bisogna colpirli dove si sentono a casa loro, nei loro luoghi di origine. Ottiene lettere dal sommo sacerdote per andare a purificare le sinagoghe di Damasco, imprigionando i fratelli che sono caduti nell’eresia cristiana, chiamata da Luca Via.

Mentre si trova in viaggio, gli si presenta il Signore (la luce). Saulo pensa che sia il Signore che incoraggia quelli che sono fedeli e si affaticano nell’esercizio del bene, secondo la Legge. Cade a terra, prostrandosi.

Quel Signore però dice: “Saulo, Saulo, perché perseguiti me?”. Ma – sembra chiedersi Saulo – da che parte sta il Signore? Coi Giudei della Legge o coi Giudei di Gesù? Quel “me” è il Signore Dio sta con Gesù e con quelli che credono in lui. Anzi, sta in mezzo a loro, fa corpo con loro, tanto che è lui ad essere perseguitato.

Saulo … non capisce più niente! Il testo dice che … non vedeva nulla. Doveva essere guidato da altri. “Per tre giorni rimase cieco e non prese né cibo né bevanda”. Come dire: quel Saulo … è morto!

Annunciò a lui Gesù

Apr 25, 2018 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

 

Atti 8,26-40

Dopo aver parlato della Samaria, ora si parla della Giudea: Gaza infatti è nella Giudea. Ma Luca vuole dirci che il Vangelo deve arrivare ai luoghi più impensati (quindi a tutti). Luoghi che sono a mezzogiorno (da intendersi come Sud e anche come ora in cui nessuno va in giro!).

Il personaggio che Filippo incontra è anche lui tra gli … impensati o lontani! Infatti è etiope, eunuco, laico, amministratore dei beni di una regina lontana. E’ però legato al popolo d’Israele tramite il culto e le Scritture: torna da Gerusalemme e legge il profeta Isaia.

Filippo è invitato dallo Spirito ad avvicinarsi, ad ascoltare, e poi a salire sul carro. Spiegherà un testo che parla di un’immagine: pecora condotta al macello. Capisce che si tratta di una persona.

Quella persona è Gesù, dice Filippo. La spiegazione che fa l’evangelizzatore Filippo rimanda alla spiegazione che ha fatto Gesù ai due discepoli di Emmaus: scoprire cioè Gesù crocifisso e risorto come centro e chiave di comprensione di tutte le Scritture, quindi come centro del disegno di Dio.

Una volta che uno abbia accolto Gesù come Signore e Cristo, può essere battezzato, cioè inserito in Cristo e salvato.

Filippo viene poi rapito per dedicarsi ancora all’annuncio. L’eunuco pieno di gioia prosegue la sua strada. Non deve ritornare a Gerusalemme. Il Vangelo arriva a … mezzogiorno, arriva … lontano!

La Samaria accoglie la parola di Dio

Apr 24, 2018 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

 

Atti 8,5-25

Esempio di annuncio della Parola, cioè di Gesù Cristo, è la vicenda di un altro dei Sette: Filippo.

Giudea e Samaria erano “le piste” già indicate da Gesù (At 1,8). Di fatto, Filippo “sceso in una città della Samaria, predicava loro il Cristo”. Annunciava cioè che Gesù di Nazaret crocifisso dai Giudei, Dio lo aveva risuscitato costituendolo, così, Signore e Cristo. E’ questo il Vangelo del regno di Dio e del nome di Gesù Cristo

L’annuncio “apre” alla fede (credere in Gesù) e al battesimo. E produce segni di guarigione: cacciata dei demoni, paralitici e storpi che camminano. E dona tanta vera gioia!

Dunque la Samaria accoglie la parola di Dio. Pietro e Giovanni scendono (da Gerusalemme!), impongono le mani e i Samaritani ricevono lo Spirito. Le nuove comunità che nascono, col dono dello Spirito esperimentano la comunione con la chiesa di Gerusalemme e le altre chiese. Lo Spirito fa sì che le comunità diventino un cuor solo e un’anima sola.

Tutti i doni (comunione, guarigione, gioia … in una parola Spirito Santo) restano doni, e non si acquistano se non con la fede, e non col denaro.

Il ritorno degli apostoli assume un carattere missionario: “Dopo aver testimoniato e annunciato la parola, ritornavano a Gerusalemme ed evangelizzavano molti villaggi dei Samaritani”. E’ così che i Samaritani “infedeli e nemici dei Giudei” entrano nel regno, ma per la via della fede in Gesù.

Vide Gesù che stava alla destra di Dio

Apr 23, 2018 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

 

Atti 7,55-8,4

Stefano è pieno di Spirito Santo. Vede, cioè, testimonia che Gesù sta alla destra di Dio e, in quanto Figlio dell’uomo, è Giudice degli uomini. Dunque, colui che è stato ucciso è giudice degli uccisori!

Invece di convertirsi, gli uccisori continuano … a uccidere! In fretta e furia Stefano viene lapidato. Un giovane, chiamato Saulo, è d’accordo con l’esecuzione.

Stefano non muore da eroe e nemmeno da arrabbiato: prega, perdona, invoca di essere accolto dal Signore Gesù. E’ un vero discepolo di Gesù.

L’uccisione di Stefano è l’inizio di una strategia di persecuzione. Persecuzione che sembra colpire soprattutto i Giudei di lingua greca, cioè il gruppo dei Sette, di cui Stefano era il perno. Infatti tutti si disperdono, tranne gli apostoli, cioè i Giudei di lingua aramaica. Anima convinta di questa nuova strategia è … quel giovane chiamato Saulo. Egli “devastava la Chiesa: entrava nelle case, prendeva uomini e donne e li faceva mettere in carcere”. Azione preventiva di tipo intimidatorio?

La Chiesa è perseguitata dalle potenze mondane, ma gli uomini non ce la faranno a “devastarla”. Anzi “quelli che erano dispersi andarono di luogo in luogo, annunciando la Parola”… cioè Gesù Cristo!

Avete tradito e ucciso il giusto

Apr 21, 2018 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

 

Atti 7,44-54

Nel suo lungo discorso Stefano pone l’accento sulla tenda della testimonianza. Essa non è qualcosa di fisso o immobile, ma … è portata con loro nel territorio delle nazioni. C’è dunque una mobilità della tenda presenza di Dio! Dio non può essere chiuso e posseduto dall’uomo, nemmeno se l’uomo fa una casa/tempio a Dio.

E’ vero che fu costituito un luogo fisso (casa/tempio) per Dio, ma non fu Davide a realizzarlo, bensì Salomone. E poi – dice con forza Stefano – l’Altissimo non abita in costruzioni fatte da uomo. Come dire – ed è qui che vuole arrivare Stefano – voi vi attaccate alla casa/tempio diventandone possessori, ma poi non accogliete coloro che Dio manda. “Testardi e incirconcisi nel cuore e nelle orecchie, voi opponete sempre resistenza allo Spirito Santo”. Di fatto – ecco l’accusa – ora avete tradito e ucciso il Giusto.

E’ l’ultimo e più pesante tradimento della Legge di Dio da parte dei capi. Parola più chiara e profetica non si poteva dire! Infatti: “All’udire queste cose erano furibondi in cuor loro e digrignavano i denti contro Stefano”.

 

Non vollero dargli ascolto

Apr 20, 2018 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

 

Atti 7,23-43

“A quarant’anni” si è nella pienezza della vita. Mosè “potente in parole e opere” vuole visitare/salvare i figli di Israele. Ma lo fa secondo l’educazione ricevuta, e cioè nella linea della vendetta.

I figli di Israele non compresero che Dio dava loro salvezza per mezzo suo. Mosè fugge e, anche lui, va a vivere da straniero!

“Passati quarant’anni”, cioè a ottant’anni, si è nel declino della vita. Ma è proprio in questo momento che Dio chiama Mosè: “Vieni, io ti mando in Egitto”. Lo mandò come capo e liberatore, lui che gli Israeliti avevano rinnegato. Per mezzo suo fece uscire Israele, compiendo segni e prodigi nella terra d’Egitto.

“Ma i nostri padri non vollero dargli ascolto, anzi lo respinsero”.

[Anche in questa parte centrale del discorso notiamo parole e verbi che richiamano profeticamente la persona/vicenda di Gesù. a) Mosè è potente in parole e opere; b) “salì nel cuore di lui (decise) di visitare i fratelli; c) non compresero che Dio dava la salvezza per mezzo suo; d) questo Mosè che essi avevano rinnegato; e) non vollero dargli ascolto, anzi lo respinsero]

Fratelli e padri ascoltate

Apr 19, 2018 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

 

Atti 7,1-22

“Fratelli e padri, ascoltate”. Luca mette in bocca a Stefano il discorso più lungo degli Atti …. Stefano svela il disegno di Dio nella storia, così come appare dalle Scritture.

Il Dio della gloria attua il suo disegno, prima di tutto parlando/chiamando. Infatti chiama Abramo a … uscire dalla sua terra e dalla sua gente, per una terra … “che indicherò”.

L’esperienza che ha Abramo nella terra promessa non è però di possesso (“non gli diede alcuna proprietà”), ma di uno status di immigrato.

Ad Abramo viene promessa anche una discendenza (“sebbene non avesse figli”). Nella discendenza (i figli, patriarchi) non c’è però unione, ma gelosia nei confronti di Giuseppe … uno di loro! Gelosia che sfocia e si esprime nella vendita di Giuseppe.

“Ma Dio era con lui e lo liberò da tutte le sue tribolazioni”, tanto che divenne governatore dell’Egitto.

La vicenda di Giuseppe in Egitto ha il suo apice nel … farsi riconoscere dai suoi fratelli e nel salvare i fratelli. Essi, col padre Giacobbe, erano scesi in Egitto a motivo della carestia avvenuta … proprio nella terra promessa!

In Egitto nacque Mosè. Educato in tutta la sapienza degli Egiziani era potente in parole e opere, capace dunque di aiutare e dare salvezza.

[Notiamo alcuni particolari e alcuni verbi che fanno vedere il disegno di Dio come profezia di Gesù. a) Abramo uscì da …; b) ma non ha alcun possesso, e vive da immigrato; c) i patriarchi sono gelosi di Giuseppe; d) che è venduto; e) ma poi si fa riconoscere dai fratelli; f) Mosè è potente in opere e parole]

Stefano pieno di grazia e di potenza

Apr 18, 2018 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

 

Atti 6,8-15

Stefano, uno dei Sette, non si ritaglia un compito isolato e autoreferenziale, ma come è scritto: “pieno di grazia e di potenza faceva grandi prodigi e segni tra il popolo”. Luca vuole farci vedere che Stefano è il discepolo fedele, è l’immagine di Gesù. E’ un vero testimone e, in un qualche modo, agisce da apostolo.

Infatti parla con sapienza, tanto che i suoi avversari non riescono a tenergli testa. Possono soltanto – come già avvenne con Gesù – tendergli insidie nel parlare e accusarlo di “bestemmia contro Mosè e contro Dio”. Accuse false, prodotte da falsi testimoni!

Anche Stefano viene arrestato e condotto davanti al Sinedrio. Le accuse riguardano sostanzialmente Gesù Nazareno e il suo insegnamento.

Stefano sta davanti al Sinedrio e parla da … angelo, cioè da messaggero di Dio. Anche quelli del Sinedrio sono costretti a riconoscerlo.

Cercate tra voi sette uomini

Apr 17, 2018 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

 

Atti 6,1-7

L’aumento dei discepoli è visto con compiacimento e gratitudine verso il Signore che opera in mezzo ai credenti, ma crea anche problemi e tensioni.

L’essere un cuor solo e un’anima sola comporta anche il servirsi nelle mense, il gestire cioè la distribuzione di quanto i discepoli deponevano ai piedi degli apostoli. La distribuzione richiedeva tempo, ma soprattutto attenzione, sguardo vigile alle situazioni nuove che si creavano. Allora, come oggi, c’erano “gli altri”: i nuovi arrivati, stanziali da poco o da molto tempo. Rischiavano di essere soli e ultimi, non pienamente integrati, perché di altra cultura e lingua ….

Gli apostoli accolgono la contestazione o mormorazione. Fanno eleggere sette persone che si occupino della nuova situazione creata. Il rischio per gli apostoli era di abbandonare ciò che li identificava come apostoli: essere testimoni del Risorto con la diaconia/servizio della predicazione e della preghiera comune.

E’ bello vedere che la decisione è sottoposta a tutta la moltitudine e poi da essa accolta. E’ bello anche notare che non si tratta di un incarico momentaneo e funzionale, ma di una diaconia vera e continua per la quale si richiede “buona reputazione, pienezza di Spirito e di sapienza, e poi la imposizione delle mani degli apostoli, il dono dello Spirito.

E’ bello vedere che la crisi, accolta con sapienza e risolta con pace, porta ad una maggiore diffusione della parola di Dio e alla crescita della comunità.