Abimelec dominò su Israele tre anni

Gen 17, 2020 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Gdc 9,22-41

“Abimelec dominò su Israele tre anni”.

Subito però ci fu sollevazione e ribellione. L’autore vede tutto in una prospettiva di fede: fede che riconosce Dio stesso all’opera nelle cose. Per questo è scritto: “Dio mandò uno spirito cattivo fra Abimelec e i signori di Sichem”. Nasce discordia!

La ribellione di Sichem e tutti i guai che si stanno accumulando su Abimelec sono visti, in una prospettiva di fede e di rivelazione che si trova nella stessa Legge, come “vendetta di sangue”. Cioè come “ricompensa/risarcimento” per tutto il male che Abimelec aveva fatto ai suoi fratelli, uccidendoli.

Ecco la vicenda della ribellione. Gaal, un nomade avventuriero, convince i signori di Sichem a ribellarsi. La cosa sembra funzionare e così Gaal si fa spavaldo nei confronti di Abmelec. Ma Abimelec (molto più furbo e forte di lui) gli tende un agguato, lo vince e lo caccia da Sichem.

Tuttavia il rapporto tra Abimelec e la gente di Sichem è ormai distrutto. Abimelec è “sfiduciato”, se non proprio di fatto “detronizzato”.

Venite, rifugiatevi alla mia ombra

Gen 16, 2020 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Gdc 9,1-21

Il fatto è questo.

Abimelec, figlio di Ierub-Baal (Gedeone) avuto da una concubina di Sichem, convince i suoi parenti di Sichem e i capi a farlo re. Aveva detto: “E’ meglio per voi che vi governino settanta uomini, tutti i figli di Ierub-Baal, o che vi governi un solo uomo? Ricordatevi che io sono delle vostra ossa e della vostra carne (= fratello)”. “Tutti i signori di Sichem e tutta Bet-Millo si radunarono e andarono a proclamare re Abimelec, presso la quercia della Stele, che si trova a Sichem”.

Investito di potere assoluto, Abimelec uccide i settanta figli di Ierub-Baal. Ma uno (il più piccolo!) si nasconde e fugge.

Discorso di Iotam, il fratello sfuggito al massacro. Il discorso è una parabola in cui gli uomini sono chiamati “alberi”. Gli uomini chiedono di avere come re una persona che “onora Dio” (ulivo). Ma questi non accetta.

Chiedono di avere come re una persona che “ha dolcezza/mitezza e la sa donare” (fico). Ma anche questi non accetta.

Chiedono di avere come re una persona che “è/dà gioia” (vite/vino). Ma anche questi non accetta. Dunque tutti quelli che hanno doni e servono gli altri (e che sarebbero perfetti capi) dicono di no.

Accetta invece una persona (Abimelec) che “divora bruciando, ma anche che è bruciato facilmente (= brucia/distrugge ed è bruciato/distrutto)”. In questo caso la persona è simboleggiata nel rovo.

Il discorso di Iotam si conclude così: Avete agito male! Male che sta nel progetto omicida e superbo di Abimelec; male che sta nella vostra scelta di seguirlo, quasi fosse un dio. Abimelec [che significa mio padre (abi) è re (melec)] aveva detto nella parabola: “Se davvero mi ungete sopra di voi, venite, rifugiatevi alla mia ombra”.

Il tempo in cui regnerà Abimelec sarà breve e disastroso: brucerà e sarà bruciato!

Governa tu su di noi

Gen 15, 2020 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Gdc 8,22-35

“Le lunette” prese ai due re madianiti, forse sono anche segno di autorità e gloria. Per questo gli Israeliti dicono a Gedeone: “Governa tu, tuo figlio … perché ci hai salvati dalla mano di Madian”.

Ma, qui, c’è già una … deviazione o falsa lettura dei fatti. E’ il Signore che “ci ha salvati” e non Gedeone! Giustamente, Gedeone risponde: “Il Signore vi governerà”.

E, però … anche Gedeone sta cedendo. Fa un gesto che poi porterà alla idolatria: si fa dare tutto quello che gli Israeliti hanno ottenuto come bottino di vittoria e ne fa un “efod”, parola che qui vuol dire – come appare dal seguito – un simulacro oggetto di adorazione. L’autore infatti così commenta: “Tutto Israele vi si prostituì, e ciò divenne una causa di rovina per Gedeone e per la sua casa”.

Nell’atto di Gedeone (accumulo di beni e potere!) si insinua un inizio di auto glorificazione. Gedeone diventa un giudice potente: settanta figli, molte mogli e … una concubina che genererà Abimelec (quante sventure per la famiglia di Gedeone!).

Commento stereotipato: “Dopo la morte di Gedeone gli Israeliti tornarono a prostituirsi ai Baal … Non si ricordarono del Signore, loro Dio, che li aveva liberati dalla mani di tutti i loro nemici”.

Perché questi ritornelli sempre uguali e tanto spesso ripetuti? Sono un monito per noi lettori, e non tanto un resoconto di fatti passati. Chi legge deve interrogarsi sui “propri” cammini e non su quelli di Israele.

Erano stanchi e affamati

Gen 14, 2020 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Gdc 8,4-21

Gli uomini di Gedeone hanno vinto la battaglia contro i Madianiti. Restano però ancora due re: Zebah e Salmunnà, in fuga.

L’inseguimento e l’attraversamento del Giordano rende quegli uomini “stanchi e affamati” (sono dunque semplici uomini e non esseri onnipotenti, eroi!). Gedeone chiede cibo, ma gli abitanti di Succot, che sono loro fratelli in quanto appartenenti alla tribù di Gad, non li aiutano. Così fanno anche gli abitanti di Penuel, un santuario oltre il Giordano.

“I trecento” di Gedeone sconfiggono i due re e al ritorno compiono una strage dei fratelli che non li hanno aiutati, quale … “ricompensa”.

Gedeone, poi, uccide Zebah e Salmunnà. Fu un atto compiuto nella veste di “vendicatore del sangue”. “La vendetta di sangue” è un atto che ricompone un ordine infranto. I Madianiti infatti avevano ucciso sul Tabor “i fratelli di Gedeone”.

“La vendetta di sangue” è un obbligo per Israele. [Per noi non lo è: vedi Matteo 5,38ss]

Tuttavia dobbiamo cogliere un insegnamento valido anche oggi. La vita è tanto preziosa che, se è infranta o profanata, richiede una “ricompensa” uguale. Ricordiamo quanto è scritto: “Occhio per occhio … vita per vita”. [La nostra “ricompensa” però è il perdono dato, perché già ottenuto per noi da Dio]

L’autore annota un particolare, che poi creerà grandi problemi quanto alla fedeltà a Dio. Gedeone, invece di distruggere tutto – offrendo tutto in sacrificio a Dio – si appropria di oggetti preziosi dei due re uccisi: “lunette al collo dei cammelli”.

Io l’ho consegnato nelle tue mani

Gen 13, 2020 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Gdc 7,9-8,3

Il Signore ha già consegnato nelle mani di Gedeone i Madianiti. Lo mostra il modo col quale egli vince.

Gedeone però ha ancora paura di … “scendere in campo”. E allora il Signore gli dona un altro segno. “Scendendo nell’accampamento nemico” ascolta un sogno dei Madianiti, un sogno che è già praticamente il racconto della vittoria. Gedeone si mette all’opera coi … trecento uomini rimasti!

Noteremo ancora la piccolezza dei segni/strumenti “scesi in campo”. Gedeone è paragonato ad una “pagnotta d’orzo che rotola” nell’accampamento di Madian. E poi a tutti vengono date … armi per niente belliche: “corni e brocche con dentro fiaccole”. Suonarono i corni, spezzarono le brocche, gridarono e, rimanendo al loro posto, … “il Signore fece volgere le spalle di ciascuno (Madianiti) contro il compagno. L’esercito fuggì”. I due capi di Madian furono uccisi e così la vittoria fu piena.

Vittoria piena, ma che lascia il posto a … litigi interni a Israele. Avviene così anche per noi, tante volte! Solo una parola umile (o furba?) di Gedeone mette le cose a posto, per il momento.

Domenica 12 Gennaio 2020 – Battesimo di Gesù

Gen 12, 2020 | Postato da Francesca Ospitali - Accompagnamento quotidiano

Dopo il battesimo di Gesù si aprirono i cieli,
e come colomba
lo Spirito di Dio si fermò su di lui,
e la voce del Padre disse:
“Questo è il Figlio mio prediletto,
nel quale mi sono compiaciuto”. (cf. Mt 3,16-17
)”

Prima Lettura: Is 42,1-4.6-7

Salmo Responsoriale: Sal 28

Seconda lettura: At 10,34-38

Vangelo: Mt 3,13-17

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Con questi 300 (soltanto) io salverò Israele

Gen 11, 2020 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Gdc 7,1-8

Gedeone sta per entrare in battaglia.

Il Signore dice a lui una cosa apparentemente strana, senz’altro inconsueta nelle comuni vicende belliche: “La gente con te è troppo numerosa, perché io consegni Madian nelle sue mani”. Poi spiega: Israele (essendo tanti e forti!) potrebbe vantarsi dinnanzi a me e dire: la mia mano mi ha salvato”. Non dovrà essere così. Allora, se la vittoria è di Dio bisogna che questo appaia chiaro …. Per questo, voi siete troppi!

Il test per la partecipazione alla battaglia forse ha un senso (chi trema o soddisfa in tutto la sua sete torni a casa). O forse è una specie di gioco a eliminazione.

Risultarono essere 300 i rimanenti. La loro nota è che hanno fiducia in Dio e non in se stessi. “Con questi 300 uomini che “hanno (soltanto) lambito l’acqua io vi salverò e consegnerò i Madianiti nelle tue mani”.

Notiamo che si dice “io” vi salverò. Dunque “io” … e non altri dèi o voi stessi! Ancora una volta, è la piccolezza/umiltà che ottiene l’aiuto , e non la forza o la potenza.

Lo spirito del Signore rivestì Gedeone

Gen 10, 2020 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Gdc 6,25-40

Gedeone agisce, ma con paura della gente che è ancora idolatra (come lo è suo padre?).

Agisce di notte. Distrugge l’altare di Baal e costruisce un altare al Signore [Fare un altare significa avere fiducia in Dio]

Gedeone dunque rifiuta l’idolatria che ha preso piede nella sua casa e nel popolo tutto. Da quel momento Gedeone si chiamerà Ierub-Baal (= Baal difende). E’ un nome ironico, che suona presa in giro di Baal, il Dio dei Cananei [Infatti Baal non difende un bel niente!]

A questo punto … “lo spirito del Signore rivestì Gedeone”. Contro di lui stanno “tutti i Madianiti, Amalek e i figli dell’oriente”. Dunque, tutti i più forti nemici.

L’impresa sarà umanamente impossibile! Il rapporto che Gedeone ha con Dio è un rapporto ancora teso e oscillante: sa della vittoria (perché gli era stato annunciato), nello stesso tempo vuol sapere se Dio intende salvare “Israele (proprio) per mano mia”.

Il Signore lo accontenta con la prova del vello/stuoia (leggi). Là dove il Signore vede che c’è povertà riconosciuta da parte del soggetto, accoglie la domanda di un segno. Non è un mettere alla prova Dio, ma è richiesta di aiuto personale e sicuro.

Perché ci capitano questi mali?

Gen 9, 2020 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Gdc 6,11-24

Il Signore salva il suo popolo attraverso un altro giudice: Gedeone.

Gedeone è un coltivatore che si lamenta (come tutti) con Dio: Se è vero che Dio è con noi, perché ci capitano tante cose cattive? Come mai il Signore ci ha abbandonato? [Mai che l’uomo si prenda un po’ di colpe!]

Ad una persona così delusa e amareggiata, il Signore svela il suo disegno: Io, dice, sarò con te, e tu sconfiggerai i Madianiti. Dammi un segno, dice Gedeone.

Il segno è veramente … significativo. Gedeone capisce che il Signore è con lui dal fatto che accetta il sacrificio che compie. Il segno concreto? Il fuoco che si sprigiona automaticamente (miracolosamente?): fuoco che fa funzionare/salire il sacrificio.

C’è il Signore, dunque. E non è un Signore che distrugge, ma che da/darà pace. Il Signore c’è e agisce con una presenza di pace, rappresentata da un altare.

Gli Israeliti fecero ciò che è male agli occhi del Signore

Gen 8, 2020 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Gdc 6,1-10

Ritornello: “Gli Israeliti fecero ciò che è male agli occhi del Signore e il Signore li consegnò nelle mani di Madian”.

Gli Israeliti, per la paura, diventano come dei “cavernicoli” e non possono più vivere dei prodotti della terra. Esattamente quello che il Signore … non aveva promesso, ma che essi si sono meritati coi loro peccati ostinati. Effetto scontato (per chi legge la Scrittura): “Israele fu ridotto in grande miseria”.

C’è, in proposito, la puntuale parola del profeta: “Io vi ho fatto salire dall’Egitto e vi ho fatto uscire dalla condizione servile … Io sono il Signore, vostro Dio; non venerate gli dèi degli Amorrei … “. Conclusione amara: “Ma voi non avete ascoltato la mia voce”.

Non deve sorprendere l’ostinazione di Israele. Non succede così anche per noi, quando pecchiamo o non camminiamo secondo il suo volere? In un certo senso. è una … grazia la miseria in cui cadiamo!