Lunedì 17 dicembre

Dic 17, 2018 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

In questo periodo il Lezionario feriale propone gli oracoli profetici che annunciano la nascita del Messia e, dai primi capitoli di Matteo e Luca, gli eventi prodigiosi che hanno preceduto la nascita di Cristo. Come canto al Vangelo sono proposte le sette antifone maggiori, che si aprono con l’ammirato “O” seguito da un titolo messianico.

 

Abbandonata per un po’ la nostra lettura quotidiana, lascio spazio alla liturgia del Messale, senza alcun commento. Una lettura attenta e di fede ci preparerà meglio al Santo Natale.

 

Antifona d’Ingresso   Cf Ger 31,10; Is 35,4
Ascoltate, o popoli, la voce del Signore;
proclamate la sua parola sino ai confini della terra:
il nostro Salvatore verrà, non abbiate timore.

Colletta
Ascolta, o Padre, la nostra preghiera, e con la luce del tuo Figlio che viene a visitarci rischiara le tenebre del nostro cuore. Per il nostro Signore…


LITURGIA DELLA PAROLA

Prima Lettura   Nm 24,2-7. 15-17
Una stella spunta da Giacobbe.

Dal libro dei Numeri
In quei giorni, Balaam alzò gli occhi e vide Israele accampato, tribù per tribù. Allora lo spirito di Dio fu sopra di lui. Egli pronunciò il suo poema e disse:
«Oracolo di Balaam, figlio di Beor,
e oracolo dell’uomo dall’occhio penetrante;
oracolo di chi ode le parole di Dio,
di chi vede la visione dell’Onnipotente,
cade e gli è tolto il velo dagli occhi.
Come sono belle le tue tende, Giacobbe,
le tue dimore, Israele!
Si estendono come vallate,
come giardini lungo un fiume,
come àloe, che il Signore ha piantato,
come cedri lungo le acque.
Fluiranno acque dalle sue secchie
e il suo seme come acque copiose.
Il suo re sarà più grande di Agag
e il suo regno sarà esaltato».
Egli pronunciò il suo poema e disse:
«Oracolo di Balaam, figlio di Beor,
oracolo dell’uomo dall’occhio penetrante,
oracolo di chi ode le parole di Dio
e conosce la scienza dell’Altissimo,
di chi vede la visione dell’Onnipotente,
cade e gli è tolto il velo dagli occhi.
Io lo vedo, ma non ora,
io lo contemplo, ma non da vicino:
una stella spunta da Giacobbe
e uno scettro sorge da Israele».

Salmo Responsoriale   Dal Salmo 24  
Fammi conoscere, Signore, le tue vie.

Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza.

Ricòrdati, Signore, della tua misericordia
e del tuo amore che è da sempre.
Ricòrdati di me nella tua misericordia,
per la tua bontà, Signore.

Buono e retto è il Signore,
indica ai peccatori la via giusta;
guida i poveri secondo giustizia,
insegna ai poveri la sua via.

Canto al Vangelo
    Sal 85,8
Alleluia, alleluia.

Mostraci, Signore, la tua misericordia
e donaci la tua salvezza.
Alleluia.

Vangelo   Mt 21, 23-27
Il battesimo di Giovanni da dove veniva?

Dal vangelo secondo Matteo.
In quel tempo, Gesù entrò nel tempio e, mentre insegnava, gli si avvicinarono i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo e dissero: «Con quale autorità fai queste cose? E chi ti ha dato questa autorità?».
Gesù rispose loro: «Anch’io vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, anch’io vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni da dove veniva? Dal cielo o dagli uomini?».
Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, ci risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”. Se diciamo: “Dagli uomini”, abbiamo paura della folla, perché tutti considerano Giovanni un profeta».
Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo». Allora anch’egli disse loro: «Neanch’io vi dico con quale autorità faccio queste cose».

Padre nostro …

Devo fermarmi a casa tua

Dic 15, 2018 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Luca 19,1-10

 

“Signore, che io veda di nuovo”, aveva detto il cieco nei pressi di Gerico (18,41).

Ora “entrato in Gerico” Gesù passa/attraversa la città. Anche qui troviamo … un cieco! Infatti, Zaccheo … non vede! Per questo vuole vedere Gesù, sapere chi è. Anche a lui, la cosa non riuscirà a causa della folla. Zaccheo era cieco … in quanto peccatore/ladro, anzi capo dei ladri.

Le sue forze e furbizie per vedere Gesù non hanno risultato, finché Gesù stesso non prende l’iniziativa: “alzò lo sguardo e gli disse: oggi devo fermarmi a casa tua”. Il gesto sorprendente (e scandaloso per tutti) è che Gesù entra nella casa di un peccatore!

L’entrata di Gesù è proposta (senza parole) di vita nuova, è proposta di perdono, amicizia, comunione. Dice infatti: “devo fermarmi a casa tua”. Cioè, Dio vuole che io venga da te e stia con te, perché tu … veda di nuovo e sia salvato.

Zaccheo accoglie Gesù con gioia ed entra in un cammino di salvezza. Cammino che inizia da una concreta, pratica conversione: divide i suoi beni coi poveri, anzi, abbonda nel risarcimento del male fatto

Zaccheo, chi è perduto, tutti noi siamo persone perdute, ma … cercate dal Figlio dell’uomo e da lui salvate.

Zaccheo peccatore ci aiuti a rispondere con gioia e concretezza di cambiamento al passaggio, entrata, fermata di Gesù nella nostra vita. Solo così … anche noi vediamo Gesù e saliamo con lui a Gerusalemme.

Passa Gesù, il Nazareno

Dic 14, 2018 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Luca 18,31-43

 

“Abbiamo abbandonato tutto e ti abbiamo seguito” (18,28).

Ma, dove va Gesù? “Ecco, noi (Gesù lega a sé i Dodici) saliamo a Gerusalemme … il Figlio dell’uomo verrà consegnato ai pagani … “.

Le consegne di Gesù sono progressive. Prima agli anziani di Israele (9,22), poi agli uomini (9,44) e infine ai pagani (18,32). Per dire del suo abbandono totale all’umanità intera, nessuno escluso!

Gesti e parole di Gesù che i Dodici (e anche noi, senza la luce del Vangelo) non capiscono, restano oscure, senza luce! La luce vera, infatti, viene dalla fede in Gesù, come leggiamo nell’episodio del cieco seduto lungo la strada a mendicare.

L’evento, il fatto unico e irripetibile è dato da questo annuncio: “Passa Gesù, il Nazareno”. Bisogna che ci riconosciamo ciechi e fuori dai giri mondani, come mendicanti ai bordi della strada …. Ma soprattutto bisogna che gridiamo sempre più forte: Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me” … per cogliere il suo passaggio e non perdere la fortunata occasione!

Allora soltanto avremo la luce e la forza per seguire Gesù glorificando Dio, e camminare con lui nella via della nostra salvezza.

Quanto è difficile per coloro che hanno ricchezze entrare nel regno

Dic 13, 2018 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Luca 18,18-30

 

A impedire il giusto rapporto con Dio, col regno e con Cristo, possono essere l’assenza di attesa e quindi di preghiera (18,1), l’autocontemplazione col disprezzo degli altri (18,9), infine le ricchezze (brano di oggi).

Un notabile interroga Gesù: “Maestro buono, cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?”. Buono è soltanto Dio, e buoni sono i suoi comandamenti. Sono essi che danno la risposta: di fatto, il notabile li ha messi in pratica da sempre.

Cosa gli manca? Non tanto per avere la vita eterna, ma per entrare pienamente e fecondamente nel regno. Gli manca di fare tutto quello che già fa … seguendo Gesù, facendo quello che fa lui.

E questo cosa comporta in … di più? Togliere tutto da sé, e togliere sé …da se stesso, amando veramente gli altri, a cominciare dai poveri: donare, donandosi con “quello che si è e si ha” (ricchezze). Vuol dire Gesù che “ciò che manca” davvero è l’amore per il prossimo? Comunque, il notabile se ne va: “Divenne assai triste, perché era molto ricco”.

Quando c’è una chiamata all’incontro e uno rimane attaccato a “quello che ha e che è” (ricchezze), “quello che ha e che è” diventa un ostacolo al regno. La ricerca della vita eterna, pur buona, diventa narcisismo o perfezionismo personale, senza amore concreto per il prossimo.

Questa operazione, l’uomo non è capace di farla da solo, gli è impossibile. Ma quando Dio chiama (esempio sono i Dodici) dà anche la forza e la gioia per rispondere, perché a lui tutto è possibile. Nel suo chiamare, dentro alla sua chiamata … c’è la possibilità!  “Lasciare i beni e seguire Gesù” significa allora non vivere più per se stessi, ma per lui e il prossimo. Questo è possible soltanto nella sequela: seguendo Gesù, la possibilità di Dio si mette a nostra disposizione e si fa … nostra possibilità.

Non disprezzare gli altri

Dic 12, 2018 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Luca 10,9-17

 

La parabola è per “coloro che si ritenevano giusti e disprezzavano gli altri“.

Un fariseo (è una generalizzazione) prega così: Ti ringrazio, Dio, perché non rubo, non agisco male, non sono adultero … come gli altri uomini! Anzi, faccio anche tutto quello che non sarei obbligato a fare!

Quello che dice sono tutte cose vere. Ma la cosa sbagliata, che a Dio non piace, è che il fariseo disprezza gli altri e che si guarda addosso, e non guardi Dio. La sua preghiera è un monologo di autocontemplazione: non è preghiera!

Un pubblicano/peccatore (anche questa è una generalizzazione) prega così: O Dio, abbi pietà di me peccatore”. Il pubblicano parla veramente con Dio, anche se sta lontano, anche se non alza gli occhi al cielo (Dio).

Il fariseo si è innalzato (“sono a posto, sono giusto: gli altri, no!”) e torna a casa rimanendo quello che non sapeva e non voleva essere, cioè un peccatore. Il pubblicano invece si è abbassato (“sono peccatore, e basta!”) e torna a casa cambiato perdonato, fatto giusto.

Il pubblicano/peccatore ha capito che non contava niente, che non aveva niente da dare e da dire a Dio. Tutto il suo “potere” era di chiedere perdono. Il pubblicano/peccatore era come un bambino, bisognoso di essere toccato dall’amore/perdono di Dio.

Bisogna essere così. Dice Gesù: “Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite; a chi è come loro infatti, appartiene il regno di Dio”. Solo così si entra nel regno, trovando la comunione col Signore.

Necessità di pregare senza venire meno

Dic 11, 2018 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Luca 18,1-8

 

E’ necessario pregare sempre. Non tanto nel senso di continuamente, ma nel senso di in ogni circostanza e senza stancarsi.

Tenendo conto della parabola, non bisogna guardare e imitare il giudice. Bisogna imparare piuttosto dalla vedova: lei è … perseverante nel chiedere e non si stanca!

Avete fatto attenzione – dice Gesù – a quello che dice il giudice disonesto? Alla fine …. si è stancato e ha ascoltato la vedova. Pensate che Dio sia come questo giudice? No, Dio non è uno che si stanca! Stai attento piuttosto tu, perché sei tu che ti potresti stancare di chiedere!

Chiedere cosa? Non un miracolo o un mio interesse, ma chiedere che Dio faccia giustizia, cioè che compia la sua volontà, sconfiggendo l’avversario: Satana, il male, il tuo peccato … Chiedilo senza stancarti (vedi la preghiera del Padre nostro).

Il punto però è questo: “Il Figlio dell’uomo, venendo, troverà la fede sulla terra?”. Per fede si intende la perseveranza nel gridare giorno e notte.

Abbiamo noi la fede, nel senso di gridare giorno e notte al Signore? Andiamo dal Signore ogni giorno, chiedendo che faccia (e che si faccia in noi!) giustizia? Altro non vuole il Signore che fare giustizia, cioè compiere la sua volontà nel mondo e in noi, liberandoci dal Male. Lo chiediamo, o ci siamo stancati … non facendo niente o volendo fare da soli?

Quando verrà il regno di Dio?

Dic 10, 2018 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Luca 17,20-37

 

I farisei chiedono a Gesù “Quando verrà il regno di Dio?”.

La risposta di Gesù è questa: “Ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi”. Come dire: il regno di Dio è presente nella mia … presenza in mezzo a voi!

Questo non risolve ogni problema! Quindi, c’è il desiderio, da parte dei discepoli, di vedere il regno nella sua potenza. “Quel giorno verrà certamente e in modo del tutto manifesto. Prima, però, “è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione”. E quindi occorra confrontarsi nella e con la croce del Messia.

Al presente c’è una vera presenza del regno, ma come qualcosa di ancora non esploso: qualcosa che attende un compimento. E’ il tempo caratterizzato dalla predicazione del regno e da segni che lo fanno riconoscere, almeno al credente. Ma c’è tanta gente che non si lascia guidare dalla predicazione. Vivrà come se il Figlio dell’uomo (Cristo) non fosse mai venuto e non dovesse mai ritornare. Così avvenne ai tempi di Noè, così avvenne nei giorni di Lot.

Quando poi il Signore verrà in pienezza di potere e gloria, sarà troppo tardi per mettersi in ascolto e credere: quello sarà un tempo in cui … non ci sarà più tempo per le decisioni personali!

Si tratta, dunque, di credere in Gesù. Cioè di cogliere la presenza feconda del regno nella missione di Gesù. E, per noi lettori, di cogliere la presenza del regno nei segni di novità suscitati dalla parola proclamata, dal vangelo.

8 Dicembre 2018 – Immacolata Concezione

Dic 8, 2018 | Postato da Francesca Ospitali - Accompagnamento quotidiano

Esulto e gioisco nel Signore,
l’anima mia si allieta nel mio Dio,
perché mi ha rivestito delle vesti di salvezza,
mi ha avvolto con il manto della giustizia,
come una sposa adornata di gioielli. (Is 61,10
)”

Prima Lettura: Gen 3,9-15.20

Salmo responsoriale: Sal 97

Seconda Lettura: Ef 1,3-6.11-12

Vangelo: Lc 1,26-38

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