Dio, per il tuo nome salvami

Feb 21, 2019 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Salmo 54

“Dio, per il tuo nome salvami”. E’ dire: Dio, salvami per quello che tu sei (tuo nome), e tu sei … bontà/amore.

Lo stolto aveva detto Dio non c’è. Ora, anche tante altre persone si sono messe contro di me. Sono persone (alieni) che “non pongono Dio davanti ai loro occhi”, persone che dicono: Dio non c’è, non fa niente, e a noi proprio non interessa, anzi, ci fa piacere!

No, Dio c’é! Dio è con me ed è mio aiuto. Le persone (alieni) vogliono il mio male … In verità il male cadrà su di loro. Io, invece, ti offrirò un sacrificio spontaneo: lode e ringraziamento, perché mi hai aiutato e salvato.

La risposta al male che i nemici possono fare a noi non è la maledizione per loro, quasi una devota ritorsione, ma la preghiera e la confidenza nel Signore che ci aiuta.

I nemici non l’avranno vinta! E’ questo il significato dell’espressione un po’ dura: “Ricada il male sui miei nemici”.

Sono tutti corrotti

Feb 20, 2019 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Salmo 53

“Lo stolto pensa (lett.: dice nel suo cuore)”.

Il pensare è un progettate/volere avendo una certezza propria. La certezza dello stolto è questa: “Dio non c’è”. Vuol dire: Dio non vede e non fa niente nella storia, quindi faccio tutto io e come pare a me!

Dunque, è questa la corruzione che guida una storia senza Dio. Corruzione che si traduce nell’agire male verso il prossimo. Infatti: “Divorano il mio popolo come il pane e non invocano Dio (facendo se stessi … dio).

Questi stolti/corrotti hanno creduto di sottomettere il mondo con le loro trame oscure, ma … “Dio li ha respinti/dispersi”. Dio li ha già dispersi, nel senso che li tiene sotto controllo, ma … storicamente continuano a fare danni!

Allora, il popolo aspetta quel giorno nel quale “Dio ristabilirà le sorti del suo popolo”, aspetta la salvezza da Sion: dal Dio che ha scelto Sion/Gerusalemme.

Avvertiamo molto bene che anche questo salmo, come quasi tutti gli altri, è detto/pregato da un popolo che è in esilio … lontano da Sion. In un certo senso, anche noi siamo in esilio e aspettiamo!

Perché, superuomo, ti vanti del male?

Feb 19, 2019 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Salmo 52

C’è un vanto di chi (uomo, idea, struttura, sistema … )  è potente. Ma l’unico vanto può averlo Dio che è fedele per sempre verso coloro che gli sono fedeli.

Il potente, invece, si fa forza della sua ricchezza e delle sue macchinazioni: “non ha posto Dio come sua fortezza”. Escogita insidie, uccide con la lingua, scegli il male invece del bene ... Ma Dio, che è fedele, distruggerà il potente e tutte le sue opere.

I giusti vedranno (ma già da ora sanno/esperimentano) l’intervento di Dio. Per questo avranno/hanno timore di Dio, e non si comporteranno come i potenti. Confidano nella fedeltà di Dio; rendono grazie perché Dio ha operato, opera e opererà sempre; sperano nella bontà del Signore verso coloro che gli sono fedeli nell’amore.

Cancella tutte le mie colpe

Feb 18, 2019 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Salmo 51

Nel salmo precedente Dio aveva denunciato i peccati del suo popolo e aveva chiesto il sacrificio di lode, cioè un atteggiamento che riconosce il dono di Dio e diventa lode.

In questo salmo, il popolo riconosce che il giudizio operato da Dio è … giusto (v. 6). Per questo chiede che Dio abbia misericordia: cancelli i peccati e apra al popolo una via nuova. Via che parte dal perdono, visto come creazione di un cuore puro, cioè di una volontà rinnovata e quindi di una nuova persona/personalità.

Tutto questo porta al … sacrificio di lode: “Signore, apri le mia labbra e la mia bocca proclami la tua lode”.

Il popolo dunque offre sacrifici legittimi, oblazioni, vittime sull’altare (v. 21) … quando riconosce il proprio peccato (“uno spirito contrito è sacrificio a Dio”) e ringrazia/loda Dio per il perdono ottenuto.

La lode a Dio è una struttura fondamentale e feconda della vita spirituale: lodo Dio, perché mi ha voluto bene e mi ha salvato nella morte del suo Figlio.

Impara a ringraziare e a comportarti bene

Feb 16, 2019 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Salmo 50

Ha parlato il Signore (che è ) il Dio degli dèi, e ha convocato la terra da oriente a occidente”.

Perché questa vasta e solenne convocazione? Per giudicare il suo popolo. Il mondo risulta soltanto come uditore e testimone della sentenza di Dio.

Il popolo sotto giudizio è il popolo col quale Dio ha stabilito un’alleanza, celebrata con un sacrificio: è il mio popolo e io sono il suo Dio.

Prima cosa che Dio dice al suo popolo. Il sacrificio che a Dio piace è il sacrificio di lode, cioè, la lode di ringraziamento per quello che Dio ha fatto. Bisogna riconoscere che Dio ha aiutato il popolo nel giorno dell’angoscia, solo perché il popolo ha invocato aiuto.

Il capo d’accusa è che questo popolo ( i famosi … fedeli, noi!) non si sente aiutato, e quindi non ringrazia con la lode, ma in continuità offre sacrifici, fa tante devozioni per … essere aiutato, quando di fatto … è sempre aiutato!

Altro capo d’accusa. Il popolo ha in odio la disciplina, cioè, non ascolta le parole del Signore. Infatti è un popolo che ruba, che è infedele, che parla male, che giudica il prossimo …. In una parola, è un popolo che dimentica Dio. Dio dovrebbe forse tacere? Dio non tace: rimprovera, nel senso che … pongo davanti a te la mia accusa.

Doppia conclusione. Bisogna riconoscere che Dio ci aiuta, e per questo bisogna rendergli la lode, dirgli “grazie”. In secondo luogo, occorre camminare per la retta via se si vuole ottenere la salvezza. Non serve “recitare i miei comandamenti e riempirti la bocca della mia alleanza”.

E’ bello pensare alla nostra “eucaristia”: il “grazie” che diciamo a Dio per il dono del sacrificio di Cristo (sua morte per noi).

Nella prosperità l’uomo non capisce

Feb 15, 2019 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Salmo 49

Avendo detto che la salvezza è per tutti i popoli (salmo di ieri) oggi i popoli sono così invitati: “Ascoltate popoli tutti … persone semplici e gente nobile, ricchi e poveri insieme”.

La storia contiene e si trascina con un grande enigma. C’è qualcuno che arricchisce sempre più e conta, altri non contano niente. Occorre avere timore dei primi? Considerarli fortunati e quasi esseri divini? Sono da invidiare e imitare, mentre tu gusti giorni di male?

Certamente, no. La ricchezza non dà senso vero alla vita. Non riscatta, cioè non assicura la vita, quella che dura (noi diciamo la vita eterna). Infatti, quando “l’uomo muore, con sé non porta nulla, né scende con lui la sua gloria”. Quello che l’uomo ha, non vale come riscatto della vita. Di fatto: “sua dimora saranno il sepolcro e gli inferi”.

L’autore aggiunge un’osservazione di tipo sapienziale, è un ritornello. Dice una prima volta che “nella prosperità l’uomo non dura, è simile al bestiame che viene abbattuto”. Una seconda volta dice che “nella prosperità l’uomo non comprende“.

Due cose, una peggio dell’altra: non dura e non capisce. Non dura e sragiona, non riesce a orientarsi; anzi si mette per la via sbagliata che produce, per lui, guasti irreparabili.

E allora: “perché dovrei temere nei giorni del male, quando mi circonda la malizia di quelli che mi fanno inciampare?”.

Meditiamo e contempliamo il tuo amore

Feb 14, 2019 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Salmo 48

Gerusalemme è “la città del nostro Dio”. Il tempio è “la tua santa montagna”. Il monte Sion, vera dimora divina, è “la città del grande re”.

Dio è un re che non sta seduto e inerte a godersi il potere. Dio che abbraccia la città è “luogo di rifugio”: rifugio inaccessibile ai nemici. Infatti, alla semplice vista della città, i re alleati che avanzavano per attaccarla si sono dati alla fuga.

L’autore del salmo ricorda la gloria di Gerusalemme nei tempi passati, ma vede anche al presente l’opera di Dio.

L’opera di Dio è vista e sperimentata come misericordia: “O Dio, meditiamo il tuo amore dentro il tuo tempio”. Amore che chiama la città alla lode e alla gioia. Ma non la chiude in se stessa. La lode (salvezza) giunge agli estremi confini della terra.

Chi contempla/medita l’opera di Dio nella città/chiesa non può che proclamarla poi per il mondo intero.

Popoli tutti salmeggiate Dio

Feb 13, 2019 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Salmo 47

Abbiamo contemplato nel salmo precedente il Dio che si fa trovare nelle nostre angustie, il Dio che dona vittoria con la spada (forza) della sua Parola.

Nel salmo di oggi siamo invitati, noi che siamo i popoli, a battere le mani (senso metaforico) cioè ad “acclamare Dio con grida di gioia, perché egli è re di tutta la terra”.

Questo re ha concesso anche a noi di regnare, avendoci dato come eredità la terra.

E allora: cantate!  [Faccio notare che cantate, in greco è psallite da cui viene psalmos = salmo]. Dunque Dio va … salmeggiato, lodato/cantato con salmi (come stiamo facendo noi). In questo salmeggiare Dio sono presenti tutti: il popolo del Dio di Abramo e gli altri popoli.

La vittoria del grande re Dio – vittoria comunicata gratuitamente alla sua eredità (Israele) – è completa quando i popoli (noi) vengono assoggettati con la spada, cioè con la Parola annunciata, col Vangelo, con/in Cristo.

Soltanto così Dio si manifesta veramente “re di tutta la terra”.

Aiuto che si fa sempre trovare

Feb 12, 2019 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Salmo 46

Possono succedere i guai più grossi come terremoti, maremoti, guerre distruttive … ma non bisogna temere: “Dio è per noi rifugio sicuro, un aiuto che si fa sempre trovare“.

Fiumi travolgenti, acque di morte … rappresentano le potenze di questo mondo, potenze che minacciano e fanno paura. Ma c’è un altro fiume (piccolo ruscello del Cedron?). Questo piccolo e secco ruscello è  “il fiume di Dio … con tanti canali”. Esso nasce dalla città (tempio di Gerusalemme) e feconda tutta la terra. Questo fiume è Dio stesso. Il Dio che combatte per noi, fa cessare le guerre, anzi le distrugge.

Ma, in che modo distrugge? “Egli alzò la sua voce (tradotto un po’ banalmente con tuonò, versetto 7). Dunque, il fiume fecondo è la Voce di Dio, la Parola che sgretola la terra, rompe gli archi e spezza le lance …

E allora… “State calmi! Dovete sapere/sperimentare che DIOsono IO (e non altri), che sono IO il Dio delle potenze (eserciti). IO il Dio di Giacobbe (che ha parlato e aiutato Giacobbe) e che ora parla e aiuta voi. Dunque: state calmi, non agitatevi, non ricorrete a falsi aiuti … IO sono in mezzo a voi, IO sono con voi.