Alleato venuto dal Cielo

Feb 24, 2018 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

 

2Mac 11,1-15

Prosegue la parte narrativa. Prosegue anche l’accanimento dei Greci nei confronti dei Giudei.

Ecco i propositi di Lisia, tutore e parente del re Antioco: ridurre la città di Gerusalemme a residenza dei Greci (quindi cacciare gli Ebrei!), imporre tasse al tempio, mettere in vendita ogni anno il sommo sacerdozio (3). Insomma … fare soldi!

Ecco il commento che ne fa l’autore: “Lisia non teneva in alcun conto la potenza di Dio, ma confidava nelle sue miriadi di fanti, nella migliaia di cavalieri e negli ottanta elefanti” (4). Aveva un esercito potentissimo di ottantamila uomini, più la cavalleria (che Giuda non aveva!).

Ecco la risposta di Giuda Maccabeo: supplica al Signore perché “mandi l’angelo buono a salvare Israele” (6).

Giuda vincerà la battaglia, ma non sarà lui il trionfatore. Infatti “era apparso come condottiero davanti a loro un cavaliere in sella, vestito di bianco, che brandiva armi d’oro” (8). E’ Dio stesso, alleato venuto dal cielo, che trionfa sui nemici (11).

L’aiuto di Dio aveva fatto diventare gli Ebrei invincibili (13). La vittoria si trasforma poi in un accordo (14).

[La richiesta dell’intervento dell’angelo fa pensare a Esodo 14,19 e a Giosuè 5,14, oltre che al libro dell’Apocalisse (riguardo almeno alla figura del cavaliere)]

La vittoria è di Dio

Feb 23, 2018 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

 

2Mac 10,24-38

Altro racconto che segna la tenacia di Tolomeo, generale siro, nel volere “soggiogare la Giudea con le armi” (24).

Va considerato attentamente (direi … spiritualmente!) il modo col quale è narrata la vittoria del Maccabeo. Si tratta infatti delle “guerre per il Signore e per le sue leggi”.

Vediamo i vari momenti o “strategie d’attacco”. I Giudei si pongono in stato penitenziale, e pregano: chiedono che Dio si metta dalla loro parte, “facendosi nemico dei loro nemici” (26). Solo a questo punto prendono le armi (27).

Nella battaglia, i Giudei hanno fiducia nel Signore, gli altri invece nel loro ardire (28). L’aiuto di Dio si concretizza nella presenza di “uomini splendidi su cavalli dalle briglie d’oro, che si misero alla guida dei Giudei” (29). In questo modo, protetto dai cavalieri, Giuda Maccabeo risulterà … invulnerabile! (30).

Giuda vince, ovviamente! Anzi, insegue Timoteo che si era rifugiato con altri in una città fortificata. Gli assediati, sentendosi sicuri, “bestemmiavano in modo orribile e lanciavano orrende frasi” (34).

I giovani del Maccabeo, “accesi di sdegno per le bestemmie … bruciarono vivi i bestemmiatori” (36). L’impresa si conclude con … la morte dell’empio e cattivo Timoteo, ovviamente (37). “Compiuta l’impresa, con canti e inni di lode benedicevano il Signore, che aveva tanto favorito Israele e concesso loro la vittoria” (38).

Una cosa deve essere chiara al lettore: il modo col quale l’autore descrive la battaglia vuole affermare (noi diremmo: parlando in termini teologici e non semplicemente militari) che la vittoria è di Dio, ed è ottenuta tramite la fiducia/fede in lui.

Narrazione delle cose accadute sotto Antioco Eupàtore

Feb 22, 2018 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

 

2Mac 10,9-23

La morte di Antioco Epifane, empio persecutore dei Giudei, la rioccupazione della città di Gerusalemme, la purificazione del tempio, la reintroduzione dell’osservanza delle leggi dei padri, la festa delle Capanne, la gioia, il ringraziamento … Tutto questo rappresenta il culmine, anzi, lo scopo dell’intero libro.

Ora vengono narrate “le cose accadute sotto Antioco Eupàtore, figlio di quell’empio (Epifane)” (10). E cioè “le principali sventure (i mali) causate dalle guerre” (10). Il senso di questa seconda parte del libro è mostrare come si giunge a un primo momentaneo traguardo di pace attraverso vicende contrastanti e poco belle.

Così si dice della morte/suicidio di Tolomeo che “cercava di trattare pacificamente coi Giudei” (12).

Si dice di Gorgia, stratega della Celesiria, “ che invece “manteneva viva la guerra contro i Giudei” (14).

L’autore racconta anche di una tremenda vittoria del Maccabeo e di alcuni giudei giustiziati per tradimento. Non avevano infatti rispettato le regole della “guerra santa”: avevano lasciato liberi degli avversari … vinti dalla prospettiva del denaro! (20).

Punto culminante: purificazione del tempio e sua dedicazione

Feb 21, 2018 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

 

2Mac 10,1-8

Nel testo di oggi si dicono cose molto importanti. Si giunge, in un qualche modo, al culmine del libro. Ecco ciò che vale sottolineare.

Il Maccabeo e i suoi uomini sono guidati dal Signore (come Giosuè). Rioccupano il tempio e la città e distruggono gli altari innalzati dagli stranieri sulle piazze e i recinti sacri (2). Questo dice che si passa da uno stile di vita che è compromesso e assimilazione al paganesimo, alla distruzione di quei simboli e riti che sono la porta d’ingresso a uno stile di vita … assimilato.

Purificano il tempio e costruiscono un altare nuovo (3). Con un fuoco nuovo, danno nuovo inizio ai sacrifici nel tempio (3).

Supplicano poi di essere corretti con clemenza (epikeia), se nel futuro peccheranno (4).

Passano con gioia otto giorni, come nella festa delle Capanne (6): processioni, inni, preghiere …

Questi giorni, con editto pubblico (in greco: dogma!) vengono celebrati solennemente ogni anno come festa della Dedicazione del tempio (8). Festa che avviene in pieno inverno (allora fu nel dicembre 164 a.C). Festa che deve essere celebrata da tutta la nazione dei Giudei (vedi le lettere di inizio del libro).

[Nota singolare. La purificazione avviene nello stesso giorno in cui gli stranieri avevano profanato il tempio, esattamente …  tre anni prima! Viene da pensare a Gesù che dice: “Distruggete questo tempio e io in (dopo) tre giorni lo riedificherò, Gv 2,19]

Quale ravvedimento?

Feb 20, 2018 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

 

2Mac 9,18-29

Dopo le parole di … “ravvedimento” del re Antioco, viene una sua lettera scritta ai Giudei.

I Giudei sono chiamati … ottimi cittadini (19), e colui che scrive è uno che dice di sé di … riporre la sua speranza nel Cielo (20).

Il contenuto della lettera è un capolavoro di quella diplomazia che distorce completamente la realtà per interessi personali. Il figlio Antioco, che egli designa a succedergli nel regno, “si comporterà con voi con moderazione e umanità (filantropia)” … come sempre ho fatto io (!!!).

L’autore mostra di non credere, o comunque, emotivamente di non cogliere un vero ravvedimento del re. Mettendosi dalla parte di Dio però (sguardo teologico) si compiace che il re riconosca il giusto giudizio di Dio su di lui.

Ad ogni modo, lo ricorda con questa dura finale: “Quest’omicida e bestemmiatore … finì la sua vita con miserabile morte in terra straniera” (28).

Su di lui il giudizio del Cielo

Feb 19, 2018 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

 

2Mac 9,1-17

Si racconta la morte di Antioco Epifane. Se Antioco è morto davvero …  resta che il modo col quale è morto risponde al genere letterario della “morte del persecutore”.

Il genere letterario comporta questi passaggi che sono classici. Grandi progetti di conquista da parte del re superbo. Distruzione dell’avversario, in questo caso dei Giudei e delle loro istituzioni. Ma, come un colpo di fulmine, si abbatte il giudizio del Cielo (4), la punizione di una terribile malattia.

Ravvedimento del re, con promesse da … tempo di elezioni! Il re farà tutto il contrario di quello che superbamente ha fatto in passato (vedi versetti 8.10.14.15.16). E addirittura … si farà Giudeo, anzi, missionario “per annunciare la potenza di Dio” (17).

Il racconto vuole mostrare che è Dio a guidare la storia degli uomini, egli che vede tutto (5) e giudica (4). E difende i poveri.

I Giudei hanno un difensore

Feb 17, 2018 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

 

2Mac 8,30-36

Un’altra vittoria … di Dio!

Tant’è vero che il bottino non va al comandante che poi lo divide tra i vari gradi di combattenti … Ma va immediatamente diviso in parti uguali: combattenti, perseguitati, orfani, vedove e (a sorpresa) vecchi, qui detti presbiteri (30). Poi, il resto del bottino viene portato a Gerusalemme (per il culto?).

La vittoria, per essere completa – e questa è purtroppo la legge di ogni guerra – deve sottomettere e distruggere! Leggiamo pertanto di vendette universali e uccisioni atroci. In un qualche modo l’autore ci vede il giusto giudizio di Dio per chi ha fatto tanto male a chi è piccolo e povero (Israele).

Ma l’autore non tace di un altro effetto della vittoria, effetto che a lui più interessa. E cioè che Nicanore, amico del re, per le sventure che è costretto a vivere, impara a “leggere la sconfitta” come intervento di Dio, e arriva a confessare che i Giudei hanno dalla loro parte un difensore, un upermakon. Vale a dire un supercombattente che è … Dio stesso!

E’ per questo (e non per altro) che i Giudei sono invincibili (il greco è ancora più forte: sono invulnerabili). Invulnerabili, non tanto perché Giudei (sarebbe razzismo religioso … da parte di Dio!), ma “perché obbedivano alle leggi da lui stabilite” (36).

Inizio di misericordia

Feb 16, 2018 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

 

2Mac 8,8-29

La vicenda di Giuda Maccabeo, uomo invincibile, mostra che Dio ha ascoltato le suppliche del popolo (2) e ha visto con misericordia il sacrificio dei martiri. La risurrezione da loro sperata e invocata, in questo contesto, va intesa come rinascita del popolo, rinascita che splende nelle vittorie di Giuda, rinascita che diventa giudizio di Dio sui carnefici. E’ così che “l’ira del Signore si volge in misericordia” (4).

Le tinte del racconto si fanno sempre più chiare. Gli schieramenti sono sempre due: chi vuole sterminare e chi è destinato ad essere sterminato. Infatti, Nicanore “è inviato a sterminare totalmente la stirpe dei Giudei (quelli fedeli alle leggi dei padri)” (9). Giuda è informato della spedizione di Nicanore (12).

Anche nel campo di Giuda ci sono due schieramenti netti: i paurosi e quanti non confidavano nella giustizia di Dio (che fuggono) e Giuda coi suoi uomini che confidano in Dio.

Questi ultimi sono esortati a non scoraggiarsi, ricordando le grandi opere di Dio (Cielo) nella storia del suo popolo. Il ricordo delle opere di Dio rende le persone coraggiose e pronte a morire per le leggi e per la patria (21). Questo ricordo è fatto con la lettura in pubblico del libro sacro (biblion!).

Nella battaglia Dio si fa com-battente: batte con loro e li fa vincere. Nel descrivere la vittoria, l’autore si compiace di far vedere come i Giudei osservano la legge: rispettano il riposo del sabato, lodano e ringraziano Dio, distribuiscono parte del bottino ai poveri (28), infine pregano il Signore misericordioso di riconciliarsi pienamente con i suoi servi (29).

La vittoria di quel giorno è vista come salvezza di Dio e inizio di misericordia per loro (27).