Venerdì santo

Apr 19, 2019 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Liturgia del Venerdì Santo

“Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi in insieme a lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è era; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si compisse la Scrittura: Non gli sarà spezzato alcun osso. E un altro passo della Scrittura dice ancora: Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto” (Giovanni 19,32-37)

Credere alla testimonianza e volgere lo sguardo a Gesù che abbiamo trafitto …

Giovedì santo

Apr 18, 2019 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Liturgia del Giovedì Santo

“Ogni volta che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga” (1 Corinzi 11,26).

Annunciare la morte del Signore non significa tanto dare notizia o comunicare che egli è morto (questo lo sappiamo già). Significa piuttosto svelare il senso e la forza della sua morte. Cioè, annunciare il suo amore … perché venga!

“Capite quello che ho fatto per voi? … Vi ho dato un esempio perché anche voi facciate come io ho fatto”.

Io mi sono spogliato, vi ho lavato i piedi, vi ho servito … ho dato la vita per voi. Allora, anche voi imparate: date la vita, servendovi umilmente e amorevolmente con gesti semplici e pratici.

Mercoledì santo

Apr 17, 2019 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Liturgia del Mercoledì Santo

“Il Signore mi ha dato una lingua da discepolo, perché io sappia indirizzare una parola allo sfiduciato. Ogni mattina fa attento il mio orecchio perché io ascolti come i discepoli … e io non ho opposto resistenza” (Isaia 50,4-6)

Il servo del Signore è un vero discepolo: uno che ascolta la parola di Dio, e quindi la può portare a chi è “stanco”, cioè a chi non sa ascoltare e poi camminare con la forza della parola. Il vero discepolo (Gesù) apre una via di obbedienza. Con la forza che egli concede, anche noi possiamo percorrere quella via.

“Da quel momento Giuda cercava l’occasione propizia per consegnare Gesù (Matteo 26,16).

Uno dei discepoli, Giuda, tradisce/consegna Gesù. Invece di seguirlo, da lui si distacca, anzi, lo consegna ai capi. Meglio non essere nati, meglio non vivere che … vivere lontano dal Signore. Infatti, solo nella sequela di Gesù c’è vita vera per noi. Diversamente, Gesù diventa “moneta di scambio”, e noi siamo disposti a consegnarlo per nostri interessi.

Martedì santo

Apr 16, 2019 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Liturgia del martedì santo

La missione del Messia/Servo è quella di “restaurare le tribù di Giacobbe e ricondurre i superstiti di Israele”. Ma questo è “poca cosa” rispetto a quello che il Signore Dio vuole fare, sempre attraverso il Messia/Servo. Questi sarà “luce delle nazioni” e così “porterà la salvezza fino ai confini della terra”. (Is 49,6)

La missione del Messia/Gesù passa attraverso un “andare” che significa “donare la vita”. I discepoli non hanno la forza di donare la vita, se non “dopo” che Gesù avrà donato la vita per loro. Dire diversamente, credere cioè di potere donare veramente, gratuitamente e amorevolmente con le nostre sole forze è orgoglio, anche se rivestito di devozione, slancio mistico o affetto. (Gv 13,36-38)

Lunedì santo

Apr 15, 2019 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Liturgia del Lunedì Santo

“Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui mi compiaccio. Ho posto il mio spirito su di lui: egli porterà il diritto alle nazioni … proclamerà il diritto con verità” (Isaia 42,1ss)

Questo servo rende presente il Signore stesso. Infatti, ha forza dal Signore, è scelto dal Signore, compie il disegno del Signore in obbedienza e fedeltà totale al Signore. Non solo Israele, ma tutto il mondo (“le nazioni”) avrà la salvezza (“il diritto”).

“Maria prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò coi suoi capelli e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo” (Giovanni 12,3).

Maria è figura del vero discepolo di Gesù. Infatti, “investe” ciò che è molto prezioso, la sua stessa vita, per il Signore. Signore Gesù che “ha investito” tutta la sua vita per lei … morendo. La morte di Gesù è il grande dono di Dio all’umanità. Questo dono va “profumato” con ciò che abbiamo di più prezioso, tutta la nostra vita.

Domenica 14 Aprile 2019 – Domenica delle Palme – Anno C

Apr 14, 2019 | Postato da Francesca Ospitali - Accompagnamento quotidiano

“Osanna al Figlio di Davide.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore:
è il Re d’Israele.
Osanna nell’alto dei cieli. (Mt 21,9)”

Vangelo per la Benedizione degli Ulivi: Lc 19,28-40

Prima Lettura: Is 50,4-7

Salmo Responsoriale: Sal 21

Seconda Lettura: Fil 2,6-11

Vangelo: Lc 22,14-23,56

Per visualizzare la liturgia del girno, clicca qui.

Scriverò le parole di prima

Apr 13, 2019 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Deuteronomio 10,1-11

Il testo di oggi vuol dire che la seconda legge/alleanza è uguale alla prima, o meglio, che la prima Dio non l’ha mai tolta/spezzata. “Tu (Mosè) l’hai spezzata” (10,2) dice Dio.

Ecco le linee della contìnuità. Si tratta di due tavole di pietra simili alle prime; su di esse Dio “scrisse le (stesse) parole che erano sulle prime“; e poi “consegnò quelle parole a Mosè“, e non a un altro.

Allora Mosè si volta, scende, colloca le tavole nell’arca. Ed ecco il commento finale: “Là furono/restarono come il Signore mi aveva comandato”

Nel cammino del popolo non mancherà il sacerdozio/servizio: infatti, ad Aronne succederà il figlio Eleazaro. Dunque, Israele può camminare sicuro, ma solo se con lui cammina l’arca dell’alleanza, segno e presenza di un Dio che parla, va ascoltato e lodato.

Nel cammino, davanti sta Mosè che guida un popolo perdonato, ma i primi custodi del cammino sono i leviti: prescelti per portare l’arca e cioè per servire Dio (e solo lui!) nella lode e nel culto.

La leviti (tribù di Levi) non ricevono in eredità alcuna parte della Terra. Sarà il Signore stesso la loro eredità, vale a dire che  il servizio al Signore nella lode/culto occuperà tutta la loro vita. Per loro, ereditare la Terra significa servire il Signore.

Dunque, fondamentale per il cammino di tutti gli Israeliti è che ci sia, da parte di qualcuno (leviti), il portare le dieci parole (arca) e il lodare Dio unico e geloso (culto).

Non dimenticare che hai provocato l’ira del Signore

Apr 12, 2019 | Postato da don Franco Govoni - Accompagnamento quotidiano

Deuteronomio 9,7-29

Occorre ricordare quello che Dio ha fatto, a anche quello che il popolo ha fatto.

Ebbene, al Sinai, il popolo ha provocato l’ira del Signore: “Guardai ed ecco, avevate peccato contro il Signore, vostro Dio. Avevate fatto per voi un vitello di metallo fuso: avevate ben presto lasciato la via che il Signore vi aveva prescritto”.

Questo avvenne quando Mosè era sul monte, e Dio gli “dava le due tavole di pietra, scritte dal dito di Dio, sulle quai stavano tutte le parole che il Signore vi aveva detto sul monte”.

Sceso dal monte Mosè, vedendo il popolo di dura cervice allontanarsi da Dio, “spezzò le tavole”. Poi digiunò, pregò per il popolo: il Signore ascoltò!

Anche in una altra occasione il popolo ha provocato l’ira di Dio non obbedendo ai comandi. Giunto ai bordi della Terra, si ribellò e non volle entrare nella Terra. In modo duro, ma rispettoso dei fatti il Signore dice: “Siete stati ribelli al Signore da quando vi ho conosciuti”.

La nuova supplica di Mosè si fa forza non della rettitudine del popolo, ma della promessa che Dio ha fatto ai padri: “Non guardare alla durezza di questo popolo e alla sua malvagità e al suo peccato”. “Essi sono il tuo popolo, la tua eredità, che tu hai fatto uscire dall’Egitto”.

In tono audace e un po’ ricattatorio, Israele sembra dire: Se non mi fai entrare nella Terra promessa, ti fai proprio ridere dietro dagli Egiziani! [La preghiera ha spazi e generi sorprendenti, quando … è vera!]