Il campo-scuola si ripete ormai da diciotto anni: in un tempo così lungo molte cose sono cambiate, ma l'impostazione di base è rimasta sempre la stessa: uno schema generale, sicuramente non immutabile, che però è parso senz'altro funzionale allo spirito di questa esperienza.. I cambiamenti maggiori rispetto ai primi anni nella giornata-tipo sono stati quelli dovuti alla partecipazione al campo di un numero alto di famiglie - e quindi alla necessità di rispettare le esigenze di tutti senza perdere in coesione e unità - e all'introduzione nel 1993 dell'autogestione, una scelta che ha naturalmente influito sui ritmi di scansione della giornata.
Vediamo quindi come si svolge una giornata-tipo al campo.
Normalmente al mattino la sveglia è fissata alle 7.30: una scelta che provoca sempre qualche protesta più o meno scherzosa, specialmente nei più piccoli, ma alla quale bene o male tutti si abituano presto. Normalmente la sveglia viene anticipata (non prima delle 7) nei giorni delle gite lunghe e può essere posticipata (solitamente di una mezz'ora) alla domenica o dopo serate particolarmente prolungate o stancanti.
Il primo appuntamento della giornata è la recita delle Lodi mattutine, tutti insieme. E' una decisione voluta per mostrare da subito che, al campo, la priorità è data alle cose del Signore. Poco importa se i canti riusciranno male per la voce ancora roca, se la preparazione risulterà un po' frettolosa o se durante la preghiera comparirà spettinato e in ciabatte qualche ritardatario .
Alle 8.30 finalmente si fa colazione: il primo pasto della giornata è anche il primo momento di servizio, sia per quelli che si occupano della somministrazione delle bevande calde, sia per quelli che - svegliandosi in anticipo - le hanno preparate assieme a tutto il necessario.
Uno dei caratteri essenziali del campo-scuola è che, nelle giornate ordinarie, la mattina è interamente dedicata agli incontri di riflessione sulla Parola di Dio. Una regola a cui sfuggono solo i bambini piccoli (e qualche genitore necessitato ad accudirli...)! Normalmente vengono tenuti due incontri di un'ora circa, separati da un po' di riposo, divisi per gruppi, a partire dai ragazzi delle medie. Il campo-scuola, infatti, è proposto per i ragazzi che hanno frequentato dalla V elementare in su e costituisce, in qualche modo, l'ingresso nel percorso di catechesi parrocchiale dell'anno successivo insieme al naturale sbocco di quello dell'anno appena trascorso. Solo gli adulti - ai quali è demandata in gran parte la preparazione del pranzo - svolgono, di norma, un unico incontro a metà mattina. Per i ragazzi più giovani il secondo incontro ha normalmente un carattere di attività (anche sotto forma di gioco), per i più grandi spesso prende la forma di una discussione a più voci.
Anche alla preparazione del pranzo collaborano tutti: dagli adulti, che si occupano della preparazione, che spesso è particolarmente laboriosa (del resto la cucina del campo è famosa per la sua bontà e varietà: non è raro tornare a casa con qualche chiletto in più), ai giovani, a cui è chiesto di servire a tavola, di riordinare e di lavare, fino ai ragazzi più giovani, che hanno l'incombenza di sparecchiare. Questi servizi sono normalmente regolati da turni. A tutti poi è richiesto un contegno adeguato e quel minimo di collaborazione per facilitare le cose a chi è di servizio.
Dopo un adeguato riposo, il pomeriggio al campo è dedicato normalmente a attività di svago, possibilmente all'aperto, come giochi o passeggiate brevi. Alcuni giochi sono dei veri e propri classici, per non dire dei must (per esempio i ragazzi "di una volta" non accetteranno mai un campo senza la fatidica partita di "Alce Rossa"!), ma per il resto gli ideatori cercano sempre di dare il meglio quanto a inventiva. Nel gioco si cerca di favorire la partecipazione e il divertimento di tutti, dagli adulti ai bambini, comprese le persone meno abili; le passeggiate, poi, servono anche da allenamento per le gite più lunghe. Durante il pomeriggio si fa anche merenda e si recitano insieme i Vespri.
Ci si avvia quindi verso il culmine dell'intera giornata, rappresentato dalla celebrazione della Messa, a cui tutti sono chiamati a partecipare. Successivamente si cena; di solito la cena è l'occasione per festeggiare eventuali ricorrenze o occasioni particolari: il compleanno di un campista è una festa per tutti! Una volta terminati i turni di servizio, analoghi a quelli del pranzo, inizia la serata, che può essere trascorsa tutti insieme oppure separatamente per i ragazzi delle medie ed è normalmente dedicata al gioco. Qualche volta (soprattutto in corrispondenza delle gite lunghe) è anche "concessa" la serata libera. Alcuni appuntamenti ricorrenti sono la "serata danzante", il torneo di carte e così via, fino all'ultima serata che è occupata dalla "Corrida", quando tutti i campisti - individualmente o in gruppo - si esibiscono in prove artistiche più o meno strampalate. Al termine della serata, si recita insieme la Compieta e si va a letto (di solito un po' dopo le 22.30).
Questo schema normalmente vale per sei giorni, che sono considerati sufficienti per un programma di incontri abbastanza completo. Fanno eccezione anzitutto i due dedicati alle "gite lunghe", che occupano dalla mattina fino al tardo pomeriggio. Alle gite partecipano tutti: si cerca infatti di creare itinerari che almeno in parte siano adatti anche ai più piccoli e ai più anziani, e in modo che anche le persone meno abili possano comunque arrivare in un bel posto a godersi la montagna. A volte gli escursionisti più esperti allungano un po' il cammino verso una meta supplementare. Talora la messa si celebra al ritorno, altre volte, invece, all'aperto, durante la gita.
Un'altra giornata particolare è il cosiddetto "Esodo", dedicato, in sostanza, alla preghiera e alla riflessione personale, con ampi spazi di silenzio (che per più piccoli sono sostituiti da attività); di solito durante l'Esodo - che solitamente è trascorso fuori dalla casa, prendendo a volte la forma di una piccola gita - si svolge anche una sorta di "sacra rappresentazione" in cui ciascun gruppo collabora per la propria parte. Da alcuni anni la sera dell'Esodo è occupata da una veglia, che si prolunga per tutta la notte - a turni - nell'adorazione del Santissimo, terminando la mattina dopo.
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Lettura quotidiana: |
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| PARROCCHIA DI SANTO STEFANO |
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