Il pilastrino di San Giuseppe

 

Stavolta lo spazio è tiranno. Se ogni pilastrino ha una storia da raccontarci, parlare compiutamente di quello di San Giuseppe significherebbe narrare una bella fetta del passato di Bazzano.

È da secoli – difficile dire quanti – che il pilastrino dà il nome alla Contrada San Giuseppe. Questa si estende lungo l’attuale Giovanni da Bazzano – ma che molti, ancora, chiamano San Iusèf – dal suo imbocco presso la piazza fino al pilastrino stesso che, ancora fino al dopoguerra, segnava anche l’ultimo limite del paese. La contrada è una delle zone più antiche di Bazzano, quella in cui per più tempo si sono conservati quei legami di amicizia e di vicinato che erano così caratteristici di tutti i borghi bazzanesi: “Ancora oggi – dice Valeria Ramenghi – se incontro in giro una persona che viveva nella contrada, mi sembra di riconoscere un parente.”

Per questo la festa del Santo, il 19 marzo, era vissuta da tutta la contrada come un grande momento di gioia: i bambini correvano a perdifiato per la discesa, tra le case adorne di festoni, con in mano i caratteristici “bastoni di San Giuseppe” (che ricordano il miracolo del bastone fiorito raccontato nei vangeli apocrifi), mentre gli abitanti si premuravano di aprire le porte di casa per offrire con cordialità dolci e vino a “parenti, amici, conoscenti e capitati”.

Con la guerra la tradizione cessò. Gruppi di contradaioli intraprendenti hanno cercato in più occasioni di riportarla in vita secondo le usanze tradizionali: l’ultimo tentativo, nel 2001, ha avuto miglior successo, tanto che l’anno seguente il Comune ha nominato San Giuseppe Patrono Civico.

Durante l’anno il pilastrino vive una vita quotidiana fatta delle attenzioni dei devoti, in particolare di Adua Ara e Renata Predieri, mentre le primule dell’aiuola testimoniano ancora la cura che vi prestava la cara Isa Tomesani negli ultimi tempi della sua vita. Capita sovente di vedere accesi i ceri lasciati dai fedeli, in particolare nelle vicinanze della festa o nel mese di maggio, quando tutte le sere ci si raduna accanto al pilastrino per recitare il rosario.

La terza nicchia, quella seminascosta in direzione opposta alla strada, è un po’ malridotta (manca il vetro di protezione), e forse tutto l’insieme meriterebbe una qualche manutenzione (ci risulta, salvo errori, che il pilastrino sia di proprietà pubblica).

Attualmente San Giuseppe è giorno di festa per tutta Bazzano, data di manifestazioni di ogni genere che coinvolgono, com’è giusto, l’intera cittadinanza, nella diversità degli interessi e delle sensibilità. Speriamo che nessuno dimentichi il cuore antico della festa, fatto di bastoni fioriti e di dolci fatti in casa, di una devozione semplice e sincera che pulsa ancora nella vecchia contrada

 

Torna indietro

 

Sabato
19 Maggio 2012

Lettura quotidiana:


Bazzano

Rocca di Bazzano

 

PARROCCHIA DI SANTO STEFANO

Diocesi di Bologna