Il pilastrino di via Ca' Rossa

 

Maggio è il momento d’oro per i pilastrini. Il mese dedicato per eccellenza alla Vergine Maria è anche quello in cui il clima mite e il crepuscolo delle giornate che si allungano rendono più naturale e propizio un momento di raccoglimento, specie nei luoghi meno toccati dal traffico e dal rumore.
Per questo la recita del rosario nelle sere del mese di maggio è un’usanza ancora viva, non solo a Bazzano.

“È da più di vent’anni che da noi si è ripresa questa usanza” sottolinea Maria Bosi, che tutte le sere recita il rosario al pilastrino di via Ca’ Rossa. “Gli anziani ricordano ancora che da bambini dicevano il rosario durante il mese di maggio: poi ci fu una lunga interruzione, e si riprese ai tempi di don Francesco.”
Il pilastrino di via Ca’ Rossa è uno dei più affascinanti del territorio di Bazzano. Classico pilastrino “da incrocio” alla biforcazione tra via Ca’ Rossa e via Moretto Scuole, segnava forse il confine del terreno di Villa Tanari, tanto che, come la villa stessa, potrebbe risalire alla fine del XVIII secolo (ma ora appartiene alla famiglia Gherardi, che possiede l’appezzamento limitrofo). Solo da vicino ci si accorge che il pilastrino, è molto alto, più di 5 metri: a riguardare bene, lo si vede svettare agile, snello e insieme quasi imponente nella campagna.

Ora nella nicchia è poggiata una statuina di gesso della Madonna; prima vi era una targa di terracotta, ma purtroppo è stata rubata alcuni anni fa, vittima di un nefasto “collezionismo”che ha spogliato molti pilastrini delle nostre campagne.

“Ormai a recitare il rosario qui – continua Maria Bosi – siamo rimasti in pochi. All’inizio si era in parecchi. A volte si andava anche alla Ca’ del Vento, qui vicino, presso l’immagine sacra a lato del cancello della villa, che era stata appena restaurata.”

Ma non manca chi al pilastrino accende ceri e porta fiori: spesso si alternano Maria e gli abitanti delle case più vicine, ma non solo. “A volte si nota che qualcuno fa i ‘fioretti’, e ogni giorno porta un fiore diverso”: una devozione antica, ma evidentemente non ancora scomparsa. Del resto il pilastrino è facilmente accessibile a tutti: anche a piedi ci si arriva in pochi minuti dalla passerella sul Samoggia. E che il pilastrino sia caro ai bazzanesi lo dimostra anche il fatto che ogni anno parte da qui una delle processioni delle Rogazioni, quella che termina proprio a Villa Tanari, ormai l’unica che si svolge in campagna come un tempo.

A destare qualche sera preoccupazione, invece, è lo stato di conservazione del pilastrino. Il lungo fusto in mattoni, di ottima fattura, è solido e stabile, appena sbeccato da secoli di intemperie. Ma la cuspide che regge la croce appare malmessa, se non pericolante, e potrebbe sfaldarsi con effetti rovinosi sul resto del manufatto.
Un intervento di restauro non è particolarmente costoso, ma è urgente!
Oltre che una singolare testimonianza di fede, il pilastrino è un monumento di notevole bellezza e antichità: le autorità preposte alla salvaguardia dei beni culturali possono senz’altro attivare le procedure necessarie alla sua conservazione: speriamo che lo facciano rapidamente!

 

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Sabato
19 Maggio 2012

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