Oratorio della Madonna della Neve (oratorio di Villa del Gandolfo)
Originariamente costruito nel 1850 come corpo di fabbrica collegato alla villa, attualmente è invece un edificio a sé stante. Ha piccole dimensioni, pianta rettangolare e tetto a doppio spiovente. All’interno, pala d’altare del XVIII secolo (Madonna col Bambino e San Francesco, San Domenico e Sant’Emidio) e volta a botte con affresco. Un tempo nella ricorrenza avveniva una festa.
Oratorio della Natività e di Santa Giustina (oratorio di Villa Tanari)
Fu
probabilmente realizzato dal celebre architetto Angelo Venturoli, cui si deve
il completo restauro di Villa Tanari tra XVII e XVIII secolo. È adiacente alla
villa, con ingresso indipendente. Ha pianta rettangolare e ricca decorazione
pittorica a quadrature di Pietro Fancelli e Antonio Basoli. Il dipinto sull’altare
(Madonna con Santa Giustina, angelo custode e fanciullo) è di Gaetano
Gandolfi: il padre di Gandolfi era fattore di campagna nella tenuta dei Tanari
alla Ca' Rossa.
Oratorio della Beata Vergine di Loreto
Posto in Via Muzza Spadetta, lungo il corso della Muzza, è poco frequentato e versa in stato di relativo abbandono. Molto piccolo, a pianta rettangolare e tetto a doppio spiovente. Forse già citato in un documento del 1685.
Oratorio di San Francesco
Costruito nel fondo omonimo, nei pressi del confine con Monteveglio, nei primi anni Ottanta in memoria di Ennio Scalabrini e di Don Dossetti, che abitò nell’area per alcuni anni. Ha impianto moderno, pianta rettangolare e tetto a doppio spiovente. Sulla facciata bassorilievo in terracotta acroma (San Francesco); nell’essenziale interno, all’altare, Crocifissione composta da tre dipinti su tavola. E' stato gravemente danneggiato da una frana nella primavera del 2004.
Cappella della Madonna del Rivellino e
Via Crucis
La cappella è situata nell’area della Rocca, tra i due archi della salita del Rivellino. Risale al primo Ottocento e fu restaurata nel 1915. Vi è collocata un’immagine della Madonna col Bambino. Nel XX sec. vi fu affiancata la Via Crucis composta da 14 severi e semplici crocifissi lignei su basamento di pietra, che hanno subito negli anni alcuni episodi di profanazione.
Per approfondire:
Cappella del Cimitero
Il Cimitero di Bazzano fu costruito da Luigi Minelli nel 1875. Nell’occasione fu creato nelle mura della Rocca l’attuale arco posto verso sud. Precedentemente il cimitero era situato in prossimità della chiesa, nelle vicinanze dell’attuale sagrato. Il cimitero ha impianto neoclassico con grande portico su tre lati. Nel mezzo del lato centrale del portico si apre la cappella. Sulle pareti laterali vi sono dipinti di Angelo Gentile.
La cappella della Residenza Anziani "Il Pellicano", regolarmente officiata, risale al 1993, data della costruzione della Residenza (anche se è situata in quella parte della Residenza realizzata grazie alla ristrutturazione di una vecchia abitazione del Borghetto di Sopra). Notevole il tabernacolo, realizzato dal noto artista p. Fiorenzo Gobbo. E' regolarmente officiata la domenica da don Francesco e vi si recita sovente il Rosario.
Pilastrini, edicole, nicchie
Nel paese, in particolare nel centro storico, e nelle campagne è fitta la presenza di piccoli edifici e segnacoli religiosi che testimoniano la fede dei nostri antenati e che, in massima parte, sono tuttora oggetto di amorosa cura e devozione. Di seguito ne descriviamo brevemente, a titolo d’esempio, alcuni tra i più rappresentativi.
Il
Pilastrino di San Giuseppe (San Iusèf) dà il nome all’omonima
contrada, una delle parti più antiche del paese, che si snoda dalla piazza
lungo Via Giovanni da Bazzano e Via Circonvallazione Sud per terminare proprio
in prossimità del pilastrino. Reca tre nicchie con una statuetta e due targhe
in terracotta, dedicate alla Madonna di San Luca, a San Giuseppe e ad una
terza figura di difficile identificazione. È uno dei pilastrini più cari ai
bazzanesi e più frequentati; nella contrada si svolge, attorno al 19 marzo,
la tipica Festa di San Giuseppe, d’a
ntica
origine, ritornata in auge grazie all’impegno dei contradaioli in particolare
da quando, nel 2001, San Giuseppe è stato riconosciuto Patrono Civico dall’Amministrazione
Comunale.
Per approfondire:
Il Pilastrino cosiddetto di San Pancrazio - che contiene in realtà un'antica immagine mariana - esistente dal XVIII sec., sorge a muro di una casa di fronte al pozzo detto del Castellaccio, appena fuori la cerchia delle mura duecentesche. Reca l’iscrizione “Iter para tutum”, da interpretare come una preghiera auspicante sicurezza per i pellegrini e i viaggiatori che partivano da Bazzano; per questo è possibile che il pilastrino risalga ad una tradizione ancor più antica, quando "Porta Castello" costituiva la principale via di accesso e di uscita per il borgo.
Per approfondire:
Il Pilastrino di San Pancrazio
Il Pilastrino del bivio per Montebudello, posta ai confini meridionali del territorio di Bazzano, rappresenta un interessante esempio superstite di edicola appesa ad un albero (in questo caso un moncone di tronco bruciato). Attualmente reca un’immagine recente della Madonna di San Luca, forse in passato vi era una raffigurazione della Madonna con Gesù e San Giovanni bambini, se così va interpretato il suo nome dialettale (Madòna dal bel Zvanéin).
Il Pilastrino di Via Ca’ Rossa, all’incrocio con Via Moretto Scuole, alto e slanciato, era probabilmente originariamente il Pilastrino di Villa Tanari. Dedicato alla Vergine, è destinazione usuale durante le processioni delle Rogazioni.
Per approfondire:
Il Pilastrino di via Ca' Rossa
L’immagine della Beata Vergine del Buon Consiglio, posta in Via Borghetto di Sopra, risale probabilmente al XVIII secolo (è questa l’epoca in cui questa devozione si propaga nella nostra area) ed è sicuramente una delle più antiche di Bazzano.
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Lettura quotidiana: |
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| PARROCCHIA DI SANTO STEFANO |
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