1 giugno

SAN PROCOLO, MARTIRE

Memoria

San Procolo è venerato «ab antiquo» come martire nella Chiesa Bolognese. Paolino da NoIa nel IV secolo, in occasione della traslazione delle reliquie alla Basilica di San Felice, lo associa nella venerazione ai santi Vitale e Agricola, e ne esalta la gloriosa testimonianza. Vittricio di Rouen, nel libro «In lode dei santi» (fine sec. IV), afferma che il culto dei martiri bolognesi è diffuso anche in Gallia. Un'antica tradizione attesta che il luogo del martirio di Procolo era fuori dei limiti della città romana e altomedievale, non lontano da una porta denominata poi «Procula». Il suo corpo è tuttora custodito nel tempio a lui dedicato.

 

Dal Comune di un martire con salmodia del giorno dal salterio, eccetto quanto segue:

UFFICIO DELLE LETTURE

Ove si celebra come solennità o festa:

 

 

PRIMA LETTURA

Dalla lettera agli Efesini di san Paolo, apostolo (6, 10-24)

 

L'armatura del soldato di Cristo

 

Fratelli, attingete forza nel Signore e nel vigore della sua potenza. Rivestitevi dell'armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti.
Prendete perciò l'armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno malvagio e restare in piedi dopo aver superato tutte le prove. State dunque ben fermi, cinti i fianchi con la verità, rivestiti con la corazza della giustizia, e avendo come calzatura ai piedi lo zelo per propagare il vangelo della pace. Tenete sempre in mano lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno; prendete anche l'elmo della salvezza e la spada dello Spirito, cioé la parola di Dio. Pregate inoltre incessantemente con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, vigilando a questo scopo con ogni perseveranza e pre-gando per tutti i santi, e anche per me, perché quando apro la bocca mi sia data una parola franca, per far conoscere il mistero del vangelo, del quale sono ambasciatore in catene, e io possa annunziarlo con fran-chezza come è mio dovere.
Desidero che anche voi sappiate come sto e ciò che faccio; di tutto vi informerà Tichico, fratello carissimo e fedele ministro nel Signore. Ve lo mando pro-prio allo scopo di farvi conoscere mie notizie e per confortare i vostri cuori.
Pace ai fratelli, e carità e fede da parte di Dio Pa-dre e del Signore Gesù Cristo. La grazia sia con tutti quelli che amano il Signore nostro Gesù Cristo, con amore incorruttibile.


RESPONSORIO (Ef 6, 10-11; 1 Cor 10, 13)

R Attingete forza nel Signore e nel vigore della sua potenza. * Rivestitevi dell'armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo (T.P. alleluia).
V. Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze.
R. Rivestitevi dell'armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo (T.P. alleluia).

 


SECONDA LETTURA
Dai «Carmi» di San Paolino da Nola, vescovo (Carme XXVII, vv. 607-647; CSEL 30, 289-291)

 

Le figure bibliche del tempio di Nola

 

Che io mi spogli dell'antico Abramo e rinasca vergine dalla terra, rinnovato a tua immagine. Che io esca come Abramo dal mio paese e dalla casa di mio padre e, illeso dal fuoco dei Caldei, corra alle dolci rive della terra promessa.
Sia aperta e ospitale la mia casa, e così io scampi al-le fiamme di Sodoma; nè volga indietro lo sguardo, perché inaridito il cuore, non diventi un blocco di lava.
Che io sia un'offerta a Dio gradita come il giovane Isacco e, portando sulle spalle la legna per il sacrificio, segua mio padre sulla via della croce.
Che io scopra i pozzi d'acqua viva e mai li possa estinguere l'usurpatore Amalech.
Che io sia nomade e pellegrino come Giacobbe, fuggiasco dall'ira del suo fratello Esaù, e sfinito per l'aspro cammino poggi il capo sulla pietra destinata ad altare e in Cristo trovi riposo.
Che io sia casto come il giusto Giuseppe, vinca le lusinghe della carne e del mondo e libero dalle insidie
del peccato, lasci alla terra la mia spoglia mortale. È l'ora del congedo: incombe il giorno ultimo. Il Signore è vicino. Destiamoci, fratelli, e vigilanti attendiamo che egli bussi alla porta.
Mi sia agevole l'uscita dall'Egitto e la santa legge di Dio mi apra una via tra i flutti delle passioni; attraverso il mar Rosso, io canterò la vittoria del Signore, al quale con trepida gioia porgo in offerta votiva i suoi stessi doni insieme alle mie fatiche.
Intreccia, o Niceta, la tua alla mia preghiera; e voi tutti, o fratelli di fede, qui convenuti, unitevi alla mia voce:
«o Cristo, Dio, a te dedichiamo questa povera e fragile dimora. Essa servirà a noi, non a te. I manufatti dell'uomo, o immenso Creatore, non possono racchiuderti, poiché il mondo intero con la sua mole non basta a contenerti; il cielo è angusto dinanzi a te, la terra è un punto nello spazio. Edifica in noi, o Signore, la perfetta struttura del tempio spirituale e vieni ad abitare nella dimora del nostro cuore: te lo chiediamo per intercessione dei nostri grandi martiri, in onore dei quali innalziamo senza fine l'umile omaggio della nostra lode».


RESPONSORIO (2 Tm 4, 7-8; Fil 3, 8-10)

R. Ho combattuto la buona battaglia, sono giunto al traguardo, ho conservato la fede; * ora è pronta per me la corona di giustizia (T.P. alleluia).
V. Tutto ho stimato una perdita, pur di conoscere Cristo e partecipare alle sue sofferenze, conforme a lui nella morte:
R. ora è pronta per me la corona di giustizia (T.P. alleluia).


ORAZIONE

O Padre, che hai dato al santo martire Procolo la forza di offrire la vita per la testimonianza del Vangelo, trasformaci con la potenza del tuo Spirito in veri discepoli e testimoni di Cristo tuo Figlio. Egli è Dio, e vive e regna con te.

 

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Sabato
19 Maggio 2012

Lettura quotidiana:


Bazzano

Rocca di Bazzano

 

PARROCCHIA DI SANTO STEFANO

Diocesi di Bologna