Baundè a vuetar, bazanis!
Av salut e av dagh l’avis
che con gioia universale
è tornato il Carnevale,
e la piazza si ridesta
coi colori della festa.
Benvenuto a voi, bambini,
e a tutti i concittadini;
bentrovati, brava gente,
convenuti allegramente
dai paesi tutt’intorno
per vedere il mio ritorno.
Nei miei viaggi straordinari
ho solcato i sette mari,
sono andato ai quattro venti
per nazioni e continenti
sempre in cerca di fortuna,
fino quasi sulla luna,
ma ciascuno ormai lo sa
che tra i monti e le città,
tra i ghiacciai e la foresta
una piazza come questa,
così piena d’allegria,
pare proprio non ci sia.
È per questo che ogni anno
mi sollevo dallo scranno
e, per quanto sia lontano,
mi precipito a Bazzano
e non tardo mai un minuto
a portarvi il mio saluto.
Vi presento la morosa
che tra un po’ sarà mia sposa.
E dall’alto del bancone,
per finire la canzone
vi auguriam sinceramente:
state bene, bella gente!
Ch’a psì ster luntan dal mel
fein a st’etar Caranvel,
par un an o par dagg’ mis.
Viva, viva i bazanìs! |
Buongiorno a voi, bazzanesi!
Vi saluto e vi do l’avviso
che possiate stare lontani dal male
fino a quest’altro Carnevale,
per un anno o per dodici mesi.
Viva, viva i bazzanesi!
Barbazècch dla Cà di Zoca
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