la testimonianza di

don Bruno Barbieri

A risvegliare lo spirito carnevalesco di Bazzano fu, alla fine degli anni '50, un prete, da poco arrivato a Bazzano: don Bruno Barbieri. Per prima cosa organizzò la partecipazione di carri allegorici del nostro paese al grande Carnevale dei Bambini di Bologna (che il cardinal Lercaro aveva voluto). Come non ricordare il carro Grillopoli, terzo classificato alla sfilata bolognese, e i Pompieri di Viggiù? Mandò anche un gruppo mascherato di giovani bazzanesi, i Trippati, pirati agguerritissimi che con i loro cannoni ad aria compressa sparavano coriandoli sulla folla stipatissima. Infine, dal 1965, riuscì ad organizzare la sfilata dei carri a Bazzano.

Ma perchè proprio un prete, che doveva piuttosto interessarsi di Quaresima, si mise ad organizzare un carnevale? Abbiamo voluto saperlo proprio da lui.

 

Don Bruno, perchè le venne in mente di creare il Carnevale di Bazzano?

"Il Carnevale, come altre iniziative intraprese in quegli anni (Don Bruno fondò anche l'Unione Sportiva Tenace e diede avvio all'audace avventura Il Pellicano - n.d.r.), aveva sì lo scopo di fornire al paese un servzio utile, come può essere una festa per i bambini, ma il fine ultimo e più importante era di educare, attraverso il lavoro svolto in comune, in spirito di servizio verso gli altri, al senso dell'onestà e della rettitudine".

 

Dice proprio così don Bruno: "al senso dell'onestà e della rettitudine". Oggi forse aggiungeremmo: lo spirito di solidarietà, l'unione del paese. Ma a don Bruno chiediamo ancora:

C'è un qualche episodio particolare che ricorda di quei primi anni?

Ci sarebbe tanto da raccontare. Ma voglio sottolineare un fatto che diventa significativo per il clima politico di quel tempo. Al balcone del palazzo municipale apparvero insieme il sindaco Cesare Parini e il parroco mons. Angelo Romagnoli, che insieme si godettero la vista delle maschere e... l'ampolloso discorso che dal medesimo balcone pronunciò per la folla Stiancàun (Ottorino Biagini), in costume da gentleman, mentre io stesso nascosto al suo fianco suggerivo le parole. Per il carisma che avevano fra i bazzanesi sia il sindaco che il parroco, nei rispettivi ruoli, l'episodio potrebbe far pensare a personaggi come Peppone e don Camillo.

Ricordo ancora, tra le maschere più significative, oltre a Stiancàun, La Pàira e La compagnia del Tigrai, che si esibiva in canti e memorabili Zirudele.

 

A cura di Sergio Sola

 

Lunedi
6 Febbraio 2012

Ss. Paolo Miki e compagni

Lettura quotidiana:

Bazzano

Rocca di Bazzano

 

PARROCCHIA DI SANTO STEFANO

Diocesi di Bologna